Aromaterapia, ricami floreali rumeni e rose bulgare…

Nelle mie passeggiate di ricerca, incontro qualche giorno fa una mostra, “Tradizione e identità romena: abiti tradizionali e icone ortodosse” a Palazzo Gopcevich a Trieste. So per esperienza che le mostre a Palazzo Gopcevich sono sempre interessanti, e decido di andare a vedere. Entrando nella sala, vengo subito colpita dalla luminosità dorata delle icone, che riflettono la luce dell’illuminazione artificiale, creando una sensazione di luminanza estrema.

Subito dopo noto quelli che secondo me sono capolavori: gli abiti popolari, dei quali non so nulla e chiedo informazioni. Scopro così che gli abiti più recenti hanno vent’anni, mentre altri ne hanno almeno cento. E mentre li guardo, mi rendo conto di una cosa: l’elemento floreale è molto presente, e ritornano le immagini di fiori.

Aromaterapia, olio essenziale di Rosa Bulgara e abiti ricamati
Un esempio di decorazione floreale artigianale

Ritorna l’immagine della rosa, e le tonalità del verde sgargiante e dei colori intensi. Mentalmente ricostruisco, per gioco, il paesaggio che deve aver ispirato questi colori…un paesaggio lussureggiante e integro.

Aromaterapia, olio essenziale di rosa e ricami
I soggetti floreali...

Cerco anche di vedere e di riconoscere quali fiori vengono rappresentati negli abiti. Non riesco a decifrarli tutti, ma certamente è onnipresente la rosa.Per vicinanza geografica, passo nella mia immaginazione da questi abiti rumeni alla valle della rosa bulgara.

 

Le donne bulgare hanno vestiti tradizionali affini a questi, e raccolgono le rose in quella che viene chiamata “valle delle rose”, vicino a Kazanlak.

In quella zona il clima è particolarmente favorevole alla crescita delle rose, che quando sbocciano regalano uno degli oli essenziali più apprezzati al mondo.

La rosa bulgara è intensa, piena, e sicuramente un ottimo profumo naturale femminile.

Se avrete occasione di provarla, potete farne un profumo naturale per esempio miscelandone poche gocce con dell’olio vegetale di jojoba. Questo mix – olio essenziale di rosa e olio vegetale di jojoba – è di fatto anche un ottimo prodotto per migliorare lo stato della pelle, per proteggerla, e per ridarle tonicità e fermezza.

La rosa ha mille applicazioni, e se leggiamo le sue qualità da un punto di vista dell’energia sottile, possiamo associarla al chakra del cuore, all’amore, alla pienezza dei sentimenti d’affetto e cura. L’olio essenziale di rosa è un equilibrante e tonico; quando lo uso mi sento letteralmente avvolgere da un’energia intensa e piacevole, che è dolce e allo stesso tempo ferma e piena.

Riflettevo sulle proprietà della rosa mentre passeggiavo in mezzo a quegli abiti, usati da donne che certamente avevano sotto gli occhi campi fioriti e coltivati.

Così mi viene in mente anche una ricetta del grande Apicio, che inizia con “Rosatum sic facies:” (Fai così il Rosato):

“Prendi i petali delle rose e mettili in un sacchetto di lino, coprilo di vino e lasciali a macerare per sette giorni. Dopo sette giorni ritirali dal vino e sostituiscili con altri petali freschi e procedi nello stesso modo. Fai questo per tre volte. Alla fine togli i petali e filtra il vino e, quando lo vuoi bere, aggiungi del miele per farlo diventare rosato. Usa petali di rosa ben asciutti. Puoi fare la stessa cosa con le violette.”

Si può fare ancora oggi…se provi scrivimi! :-)

Se ti piacciono gli abiti tradizionali, la mostra si protrae fino al 15 settembre, a Palazzo Gopcevich a Trieste.

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