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Olive, il fiore di Bach della Connessione spirituale con il Sè

L’Olivo è nella cultura italiana un compagno costante, in cucina come olio preferito e in genere considerato da un punto di vista alimentare. In realtà questo olio fa parte della storia del Mediterraneo non solo da un punto di vista alimentare, ma anche da un punto di vista simbolico e rituale.

Oggi ci occupiamo in particolare dell’aspetto simbolico, in quella che è stata l’interpretazione di Edward Bach, che ha scelto l’Olivo come uno dei suoi trentotto fiori per il benessere dell’Anima.
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Photo Credit: verseguru via Compfight cc

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Quando si parla del fiore di Bach Olive, spesso si fa riferimento al tema dell’esaurimento, che può essere fisico, mentale e energetico. Bach individua nell’Olivo un tramite d’aiuto per tutte le persone che arrivano all’esaurimento, per vie diverse. Esaurimento vuol dire aver finito le energie, ed essere arrivati ad una sorta di capolinea interiore (o esserci vicini), che richiede una rivalutazione delle proprie azioni e dei propri credo.

L’Olivo è da sempre simbolo di Luce, di Sole, di Cura. Bach probabilmente sceglie l’Olivo perchè pianta che da sempre parla di Unità e Connessione con il piano spirituale, individuando la mancanza di questa connessione come causa reale dei vari tipi di esaurimento. Quindi Olive ha il compito di sostenere l’essere umano non solo nel recupero delle forze, ma nella comprensione del perchè si sia giunti lì, e di come si possa riprendere la strada maestra, quella allineata con la propria anima.Che cosa porta verso un esaurimento delle risorse personali? Tale sfinimento è dato dalla mancanza di Connessione con la parte di sè più profonda, e quindi una persona con una tematica Olive fa molte cose ma poco in linea con se stessa;  così invece di avere energia in modo costante (e solo eventualmente una stanchezza naturale), la persona si stanca e si disperde con facilità.

E’ proprio la dispersione di sè che origina questo stato di stanchezza pesante, e l’energia e le risorse autentiche possono essere recuperate solo seguendo nuovamente la propria strada interiore, facendo delle scelte e mantenendo maggiore centralità interiore.In presenza di una stanchezza intensa spesso si pensa a prendere dei ricostituenti, o degli stimolanti. Sebbene in parte questo abbia senso, Bach ci porta verso la risoluzione autentica, quindi non tanto a rimedi del momento, quanto a un rimedio di base che sostenga la persona a ritornare in connessione con se stessa e a trovare una via spirituale che possa permetterle di non ricadere in uno stato di esaurimento come quello vissuto, e di trovare le forze per superare il momento che sta vivendo.

I rimedi proposti da Bach hanno come presupposto che la vita individuale non sia casuale, ma sia parte di un Tutto del quale facciamo costantemente parte. Questo significa che ognuno di noi è parte di questa Unità, e all’interno di questa Rete della Vita compiamo le nostre scelte. Tali scelte possono essere ispirate da una connessione con la propria anima oppure a volte da schemi mentali ed emozionali. Nello stato Olive la persona ha seguito una strada che era poco connessa con sè, e che l’ha portata verso un “muro” che l’aiuterà a guardarsi dentro, a comprendere dove si trova la vera fonte e da lì procedere per una nuova Strada. L’Ulivo, pianta sacra mediterranea viene scelta da Bach per questo grande compito; aiutare la coscienza della persona a vedere il significato di ciò che accade, e comprendere che la via di uscita è spirituale, cioè richiede un ascolto interiore e una connessione con il proprio Sè.

Rosa Centifolia e Rosa Damascena in Aromaterapia, Bellezza del Viso e Connessione Interiore

Quando mi avvicino ad una Rosa, e in particolare ad una delle rose utilizzate in Aromaterapia, resto sempre stupita di quanta fragranza e bellezza possa esserci in ogni singolo fiore, e quanta ricchezza ci sia in queste corolle così piene, così docili al tatto, e così ricche di colore.

La rosa che amo di più è forse la Rosa centifolia, una rosa utilizzata meno in Aromaterapia di quanto lo sia la Rosa damascena, ma che porta in sè una fragranza che a me pare più soffice, più tenue, più vicina a una carezza.

Rosa centifolia in Aromaterapia

 

Questa rosa porta al nostro sentire un alito di carezza, di morbidezza, anche di intensità, ma certamente non della stessa intensità della Rosa damascena.

E’ una rosa adatta per i bambini, le persone che amano sfumature più delicate, o che vogliono scoprire una rosa che in realtà soprattutto a Grasse è utilizzata molto, in particolare per la produzione di acqua di rose.

Ricordiamoci sempre che possiamo trarre grandi benefici anche dagli idrolati (“acque”), e in questo caso l’idrolato di rosa può essere:

– un buon tonico della pelle;

– dare un senso di freschezza e piacevolezza;

– essere considerato un “antirughe” da abbinare ad una ricetta in olio per il viso.

Se ti piace l’olio essenziale di Rosa, una ricetta per il viso può essere, in 30 ml di olio di jojoba:

5 gocce di olio essenziale di Rosa centifolia/Rosa damascena

3 gocce di olio essenziale di Legno di Ho

3 gocce di olio essenziale di Cisto ladanifero

e se ti trovi bene puoi anche aumentare un pò le dosi.

La Rosa damascena è una rosa in qualche modo più intensa, corposa, che porta con sè l’idea di forza e di nutrimento.

Rosa damascena in Aromaterapia, Redoute

 

L’olio essenziale ci porta tutta la sua intensità e bellezza, ed è una fragranza adatta alle persone che sentono bisogno di nutrire il proprio chakra del cuore: l’energia di questo fiore energizza, riempie, risveglia, tonifica e può essere un valido supporto quando sentiamo che “manca energia” un pò in tutti i sensi. Personalmente lo considero un valido aiuto nei momenti di stanchezza generale e psicologica, periodi nei quali possiamo anche pensare a dei bagni profumati con una miscela come questa:

in un cucchiaino di sale grosso, aggiungere

2 gocce di olio essenziale di Rosa damascena

3 gocce di fiore di Bach Olive

2 gocce di olio essenziale di Bergamotto (se dopo non devi esporti al sole, è fotosensibilizzante!).

Questa sinergia può darti il supporto adeguato per riprendere energia e connessione con la parte più profonda di te stesso. Ricordiamoci sempre che in noi c’è una fonte profonda che aspetta solo di essere “attinta” e per farlo dobbiamo connetterci ad essa e “ritrovarla”. Questi oli essenziali e il fiore di Bach Olive ci daranno una mano in questo percorso.

A presto!

Il micio che sentiva la rabbia…Willow e il risentimento

Con questo articolo inizia la collaborazione col blog del dott. Stefano Cattinelli, veterinario, che lavora con persone e animali 🙂 in un’ottica di trasformazione interiore.

Alleggerire l’amarezza della vita…un micio e la sua anziana custode.

“Ecco, mi disse la donna, questa è la storia!”.

Si asciugò le copiose lacrime che scendevano sul suo viso.

Eravamo di fronte a Bibo un gatto di 13 anni che era da parecchio tempo che vomitava.

“Da quanto?” avevo chiesto alla donna.

“Da un mese” mi aveva risposto.

Willow dei fiori di Bach e il gatto Bibo John Maffei via Compfight

Mi interessava che lei vedesse lo stretto  legame emozionale che esisteva tra lei e il gatto.

Avevo insistito allora per farmi raccontare quale evento, così sconvolgente, all’interno della vita della donna, poteva essere successo proprio in quel periodo.

La donna aveva circa ottant’anni; la sua vita era molto tranquilla, scandita da piccole passeggiate e dalle mansioni domestiche; viveva da sola con i suoi due gatti.

Davvero non fu difficile farle raccontare l’episodio incriminato.

“Sa dottore, io non ho molte amiche; c’è ne una, in particolare, che non vedo molto di frequente perché abita in Belgio. Lei passa una volta all’anno a Trieste per andare in Dalmazia.

Circa una mese fa è accaduto che il mio vicino mi ha detto che questa mia amica è passata per salutarmi e, non avendomi trovata, ha lasciato a lui un regalino per me.

Dottore mio, non sa quanto mi è dispiaciuto non rivederla! Sa, io sono piuttosto vecchia e alla mia età… ogni anno… non si sa mai!

Ma perché non mi ha aspettato? Questo mi domando io… non poteva aspettarmi? Eppure  lo sa che al massimo vado a fare la spesa nella bottega sotto casa”.

Mentre parlava la donna era costretta ad  asciugarsi le lacrime.

“Mi fa rabbia, si! Rabbia e anche dolore…Non mi va davvero giù che non mi abbia aspettato! Cosa le costava?!”.

Sentii che quel grido di dolore, nella solitudine della vita della donna, quell’essere finalmente in contatto con le proprie emozioni e lasciarle esprimere, portandole fuori, sarebbe stato in grado di “alleggerire” anche Bibo.

Lui ci guardava, placido, dal trasportino.

Ci guardava e sentiva tutto; non ascoltava, ma sentiva: sentiva la rabbia che finalmente usciva, il dolore, l’amarezza e la disperazione che, come nuvole di fumo denso, avevano incominciato ad impregnare tutto l’ambulatorio.

Sono più che sicuro che li riusciva a vedere.

Ogni tanto, alzando leggermente la testa, guardava in aria, in un punto indefinito nel mezzo della stanza.

Con la coda dell’occhio, dentro una percezione allargata, lo vedevo attento a quello che succedeva intorno a lui.

Quando la signora ebbe finito il suo racconto mi alzai e andai verso Bibo.

Lo accarezzai e lui mi fece le fusa.

L’amarezza, il dolore, e di conseguenza il vomito, non avrebbero più abitato in quel corpo di gatto.

E così fu.

Fiore di Bach che si può associare: Willow,  questa essenza cura l’amarezza e il risentimento; è indicato per chi si sente vittima della circostanze della vita; per quelle persone che subisco l’ingiustizia delle circostanze e che tendono ad indurirsi nei sentimenti e spesso anche nel fisico. Willow riporta una disposizione d’animo più “sprizzante” insegnando alla persona a “digerire “gli eventi e a fluire con il flusso della vita.

Per contattare il dott. Cattinelli visita http://www.stefanocattinelli.it/