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Dal Ravintsara all’Aceto dei quattro ladri

Questo articolo nasce sull’onda di uno degli incontri su Zoom dedicati alle “Storie di Aromi”, in cui condividiamo spunti, ricette e idee sulle essenze e i loro usi e significati.

Giovedì 22 novembre abbiamo iniziato parlando del Ravintsara, che in questi giorni sto usando perchè sono influenzata :-) e come dire, cosa c’è di meglio che parlare di esperienza diretta (sorrido).

Il Ravintsara (Cinnamonum camphora ct cineolo) è un albero il cui olio essenziale viene estratto principalmente in Madagascar, da distillazione delle foglie.

E’ considerato in aromaterapia un antivirale eccellente, con proprietà immunostimolanti e balsamiche. Uno degli aspetti che apprezzo particolarmente, è che se lo uso mi aiuta anche a livello energetico, cioè può migliorare l’umore e la tonicità generale (quando non si sta bene, emotivamente non è sempre facile, anche se non si tratta di problemi gravi).

Per questo considero questo olio essenziale uno dei più interessanti anche nel caso ci sia profonda stanchezza accompagnata da fragilità emotiva e fisica.

Un uso semplice può essere mettere qualche goccia di olio essenziale di Ravintsara in un poco di olio di mandorle dolci o in una crema e spalmarlo sotto e sopra il piede (la pianta e il dorso), in modo da permette l’assorbimento. Nel caso si sia influenzati ma si debba uscire di casa “per forza”, è ottimo fare questa applicazione, è un vero aiuto. Tempo fa mi capitò di dover stare fuori di casa per lavoro un giorno intero (mentre non stavo per niente bene) e mi “salvò” proprio l’uso degli oli essenziali e in particolare del Ravintsara. Un ottimo alleato può essere il Timo (Thymus vulgaris ct linalolo) da associare, in modo da avere una sinergia tonificante e immunostimolante.

Altro supporto possibile lo troviamo nel mondo delle Conifere, e abbiamo accennato al Pino mugo, all’Abete siberiano, o la Picea mariana, che sono tutti balsamici, e nel caso dell’Abete siberiano, sentiremo una sensazione sia di respiro che di parziale relax, mentre Pino mugo e Picea mariana sono più tonificanti.

Nella storia invece troviamo un rimedio curioso, l’aceto dei quattro ladri, che Jean Valnet ci dice era composto da quattro elementi principalmente:

– rosmarino

lavanda

– salvia

– timo.

All’epoca non era composto da oli essenziali puri, ma da macerazione in aceto delle piante (spesso si usavano le macerazioni in diversi vettori per estrarre le proprietà delle piante).

thymus vulgaris aromaterapia
Thymus vulgaris author: Javier Martin

Ecco quindi che se presi dalla voglia di autoprodurre questo prodotto, possiamo farlo ancora oggi: prendiamo dell’aceto (di vino o di mele), e lo versiamo in un recipiente di vetro – aggiungiamo le piantine (anche secche eventualmente, o fresche), chiudiamo e lasciamo riposare per almeno sette giorni al buio, ma anche di più (fino a 21 giorni).

Avremo a questo punto un prodotto che può essere utilizzato a basse dosi (cucchiaini) per esempio per metterlo nell’acqua del pediluvio; in aggiunta allo shampoo, come tonificante per i capelli; o per esempio in aggiunta ai prodotti di pulizia della casa, come disinfettante generale.

I quattro ladri lo usavano proprio per questo, per proteggersi dal contagio di una malattia quale la peste…per noi può essere un supporto nei momenti di stanchezza fisica e di piccoli disagi quali raffreddori ecc.

[Ricordo che in particolare gli oli essenziali a cineolo devono essere “monitorati” per le persone asmatiche, cioè non usati preferibilmente o usati solo sotto controllo medico].

E tu che oli essenziali usi in questo periodo? Lascia pure un commento qui sotto!