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Abbracciare l’elemento aria: spezie che scaldano e nutrono

Quando ci sentiamo stanchi e abbiamo tante cose a cui prestare attenzione – da cose di lavoro, a quelle di famiglia…a Whatsapp – potremmo sentire il bisogno di prenderci qualche momento per noi stessi. Le medicine antiche ci possono aiutare dandoci degli spunti di benessere; in particolare l’uso delle spezie (non solo l’olio essenziale, ma anche la spezia essiccata da cucina) può darci energia e restituirci quel calore e quel senso di benessere che è così facile perdere.

Zenzero, illustrato da Manuel Blanco 1880

Una delle essenze – e delle spezie – che preferisco è lo Zenzero (Zingiber officinale) che ha qualità riscaldanti e digestive ideali per chi vive momenti o periodi dominati dall’elemento Aria (cioè ayurvedicamente parlando, dominati da Vata) in cui il pensare, il muoversi, il leggere, il pensare sono di fatto eccessivi. Non dimentichiamo mai che la nostra mente è parte del nostro corpo, e quindi ha dei limiti di carico e funzionalità. In poche parole, possiamo studiare quante cose vogliamo, possiamo sovraccaricarci di impegni, ma prima o poi il corpo si stanca, perchè il corpo vive una evoluzione naturale che – per fortuna – non possiamo modificare e che le medicine antiche insegnano ad ascoltare e agevolare.

Qui mi viene in mente una frase di Blaise Pascal “mi son detto spesso che tutti i mali degli uomini derivano da una sola cosa, dal non saper stare senza far nulla in una stanza”, che seppur forse estrema, in questa epoca è particolarmente attuale, e per chi ha un forte elemento Aria nella propria struttura psico-fisica questo è ancor più vero. La necessità costante del movimento, sia fisico che mentale, se da una parte è una risorsa, dall’altro, senza contenimento, può essere dispersivo e anche lesivo.

Il nostro zenzero può aiutare sia preso in tisana, sia mangiato candito (buono!) sia come olio essenziale. Se abbiamo l’essenza, non dimentichiamoci che possiamo farci un bel pediluvio versando 2-3 gocce di olio essenziale di zenzero in un cucchiaio di sale grosso e poi versare il tutto nell’acqua tiepido-calda. Lo zenzero ha anche proprietà balsamiche…quindi se fa freddo e/o sentiamo freddo dovrebbe proprio farci bene!

Una “compagna” per aumentare il calore può essere la Cannella, nel caso dell’olio essenziale Cannella di Ceylon foglie (Cinnamonum zeylanicum), che è intensamente calda, ne basterà una goccia sempre nel sale e poi nell’acqua per riscaldare i piedi e di riflesso l’intero corpo. Queste pratiche rituali di benessere sono particolarmente indicate proprio a chi ha sempre tanto da fare e non riesce a fermarsi mai.

Nel caso invece ci sentiamo appesantiti e abbiamo bisogno di elemento Aria, ossia sentiamo di essere troppo fermi o “pesanti”, potremmo prendere in considerazione l’olio essenziale di Litsea citrata (anche Litsea cubeba) che è “un raggio di luce da accendere” mettendone in diffusione nell’ambiente 4-5 gocce (potrebbe bastare anche meno) per sentire un’atmosfera di sollievo, di speranza, di luminanza. Decisamente consigliato per chi sente la presenza di “nebbie” interiori…ed esterne! La cannella potrebbe essere anche una valida alleata in diffusione, in quanto questa spezia col suo calore può dare energia e rivitalizzare quando sentiamo di aver bisogno di una “ricarica”.


Vata dosha: il vento, l’aria e il dosha Vata in Ayurveda e massaggio ayurvedico/1

Il Vata dosha, aria e etere nel massaggio ayurvedico
Verso l’etereo…il Vata dosha

Il Vata dosha è costituito dagli elementi aria e spazio, o etere. Riepiloghiamo brevemente i suoi attributi, per fare poi delle riflessioni in merito.

Il Vata dosha è ruvido; fresco; leggero; molto sottile, penetrante; sempre in movimento ; ampio e senza limiti, secco.

In Ayurveda sono innumerevoli le patologie segnalate in relazione allo squilibrio del Vata dosha; per citarne alcune, unghie fragili, rigidità articolare, crampi, dolori pelvici, diarrea, sciatica, rigidità, voce roca, secchezza della pelle, forme di paralisi, insonnia, instabilità mentale.

Un rimedio per eccellenza del Vata dosha è l’oleazione. Al di là di qualsiasi tecnica, l’unzione stessa, quindi l’automassaggio o il massaggio ayurvedico sono degli aiuti importanti se ti riconosci in qualcuna delle caratteristiche sopra descritte.

Quando penso al Vata dosha mi vengono in mente molte storie di vita. Quante persone vivono questo squilibrio…quante persone potrebbero essere aiutate dal massaggio ayurvedico! Io stessa sono un esempio di Vata dosha riportato a un maggiore equilibrio. Mi ricordo ancora quando studiavo filosofia all’università, ore e ore al giorno passate a studiare o a riflettere su concetti spesso molto astratti. Facevo fatica a volte a vivere nella realtà, così tanto ero portata per costituzione e studio a “volare”, diciamo così.

Posso confermare che il primo aiuto per una persona che vive per esempio ritmi scostanti, che non può avere dei pasti regolari, è proprio ricevere un massaggio ayurvedico. Nella mia esperienza poi per equilibrare il Vata dosha bisogna aiutare la persona a recuperare dei ritmi più vicini a quelli naturali.

Voi avete esperienza con questo dosha dell’Aria e dell’Etere?

Delle emozioni legatie al Vata dosha sono l’ansia e la paura, qui puoi trovare la storia di Susanna e delle ansie e paure sconosciute.