La Connessione tra Coscienza e Terra: Ricerca nell’Agricoltura Naturale

Durante una giornata di pioggia scrosciante, ho avuto l’opportunità di esplorare una food forest, un ambiente primitivo e fertile dove l’azione dell’uomo è al servizio della Natura, e non viceversa. Questa esperienza di ricerca sul campo ha aperto nuove prospettive sulla connessione profonda tra sviluppo della coscienza e processi naturali.

La foresta germinativa nella quale mi sono addentrata mostra una vitalità straordinaria, una forza disponibile ad essere luogo di crescita continua. Qui ho compreso concretamente un principio fondamentale: nessun terreno può produrre qualcosa se prima non viene reso fertile. La fertilità è uno stato naturale, quindi in presenza di un terreno non fertile non va spinto con concimi artificiali. La Natura va piuttosto facilitata a ritrovare la sua originaria fertilità, seminando piante adatte o lasciando che il terreno trovi la sua fertilizzazione naturale.

L’unico problema per il mondo contemporaneo sono i tempi di realizzazione. La fertilità della terra richiede tempi lunghi che non si conciliano con i bisogni produttivi del commercio immediato.

Durante l’osservazione sul campo, ho documentato come alcune piante si manifestino spontaneamente anno dopo anno, come autoregolazione della Natura. Il principio dell’agricoltura naturale consiste nell'”assistere” la natura, ponendosi a servizio e non a conduzione di un processo che già di suo è orientato alla fertilità. Vi è anche il ruolo attivo dell’uomo nella semina, ma mai come atto coercitivo del terreno.

La Connessione con lo Sviluppo Umano

Quanto compreso dei processi del terreno e della Natura è applicabile anche allo sviluppo di ogni essere umano… La fertilità umana, fisica e psichica, vive processi analoghi, poiché noi siamo Natura.

Nel mio percorso di consulenza, osservo da tempo quanto la nostra energia personale e la nostra naturale capacità di evolvere verso noi stessi sia costantemente interrotta, frammentata, non facilitata da una basilare mancanza di consapevolezza riguardo a ciò che siamo profondamente. Al di là di aspetti simbolici, noi siamo figli della Terra e non siamo disconnessi dai processi biologici ed ecologici.

L’ecologia della mente non è un modo di dire, è una realtà tangibile. Una persona stanca, depressa, o con problemi emozionali e mentali, è una persona che ha perso parte della propria connessione con il suo intimo essere figlio della Natura e della Terra. Questa disconnessione è la causa principale di disturbi ai quali diamo molti nomi, ma che profondamente sono disturbi di natura spirituale – disconnessione dalla nostra realtà ultima di esseri spirituali e biologici della Terra.

La documentazione storica rivela come anticamente le donne si occupassero dell’agricoltura rispettando i processi naturali, riducendo significativamente il lavoro necessario. Successivamente, nella volontà di produzione sempre maggiore, si è resa necessaria più forza, più strumenti, “più di tutto”. Quella che all’inizio è sembrata una conquista si sta dimostrando, soprattutto nella nostra epoca, un fallimento evidente. Il modello “a tutta spinta” ha mostrato la sua immaturità, il suo narcisismo, e sostanzialmente la sua disconnessione dall’elemento primario: la Terra.

“Seminare paradisi terrestri” è possibile quando comprendiamo profondamente quanto i nostri gesti e i nostri pensieri quotidiani cambino non solo il nostro mondo personale, ma anche quello di tutte le persone che ci circondano e del pianeta che abitiamo e di cui siamo parte.

La cura della terra e la cura della coscienza seguono principi analoghi: facilitazione invece di forzatura, tempi naturali invece di accelerazione artificiale, connessione invece di separazione.