Sono stata ad Almora diversi anni fa, in un viaggio organizzato che mi ha portata nelle montagne dell’Uttarakhand. Non avrei mai immaginato che quei giorni avrebbero lasciato un’impronta così profonda.
Il respiro della montagna
Ricordo l’aria sottile, così diversa da quella che ero abituata a respirare. Camminando per le strade di Almora, mi sono ritrovata circondata da un paesaggio che sembrava appartenere a un’altra dimensione. Le montagne avevano qualcosa di speciale, una presenza che non saprei descrivere a parole.
Durante una delle mie passeggiate, ho incontrato un rododendro in fiore. Mi ha colpita la sua capacità di fiorire in condizioni così estreme, con quella grazia naturale che solo certi fiori di montagna sanno avere. Ho scattato una fotografia, pensando che avrei voluto ricordare quel momento.
Tradizionalmente utilizzato nella medicina himalayyana per le sue proprietà balsamiche e purificanti. Ha un profumo floreale delicato con note verdi che ricorda l’aria pura di montagna.
Viene apprezzato per la sua capacità di favorire la respirazione profonda e di creare un senso di apertura e chiarezza mentale. Spesso associato a pratiche meditative per la sua qualità sottilmente elevante.
Un momento di nostalgia
Durante il viaggio, ho notato che molte persone del gruppo soffrivano di una particolare nostalgia. Eravamo molto lontani da casa, in un ambiente completamente diverso dal nostro, e si sentiva questa mancanza. Ho pensato che un po’ di olio essenziale di lavanda potesse aiutare, e così ho condiviso quello che avevo con me.
È stato bello vedere come un profumo familiare potesse creare un ponte tra il luogo dove eravamo e il senso di casa che portavamo dentro. La lavanda ha fatto il suo lavoro silenzioso, come sa fare.
Da quel viaggio ho portato a casa alcune cose che ancora oggi fanno parte della mia vita quotidiana. Un libro di medicina ayurvedica che ogni tanto riprendo in mano. Piccoli oggetti che conservano il ricordo di quei giorni.
Ancora oggi, quando sento certi profumi o mi trovo in ambienti di montagna, mi torna in mente l’aria di Almora. C’è qualcosa nell’aria di alta quota che non si dimentica – una purezza, una leggerezza che è diversa da tutto il resto.
Quel viaggio mi ha insegnato che ci sono luoghi che lasciano un segno profondo, anche quando non te ne accorgi sul momento. Almora è rimasta con me in modi che non avrei mai immaginato, influenzando sottilmente il mio modo di percepire profumi e ambienti.