Tutti gli articoli di Elena | Aromaterapia, Consapevolezza, Profumeria botanica

Dal Ravintsara all’Aceto dei quattro ladri

Il Ravintsara (Cinnamonum camphora ct cineolo) è un albero il cui olio essenziale viene estratto principalmente in Madagascar, da distillazione delle foglie.

E’ considerato in aromaterapia un antivirale eccellente, con proprietà immunostimolanti e balsamiche. Uno degli aspetti che apprezzo particolarmente, è che se lo uso mi aiuta anche a livello energetico, cioè può migliorare l’umore e la tonicità generale (quando non si sta bene, emotivamente non è sempre facile, anche se non si tratta di problemi gravi).

Per questo considero questo olio essenziale uno dei più interessanti anche nel caso ci sia profonda stanchezza accompagnata da fragilità emotiva e fisica.

Un uso semplice può essere mettere qualche goccia di olio essenziale di Ravintsara in un poco di olio di mandorle dolci o in una crema e spalmarlo sotto e sopra il piede (la pianta e il dorso), in modo da permette l’assorbimento. Nel caso si sia influenzati ma si debba uscire di casa “per forza”, è ottimo fare questa applicazione, è un vero aiuto. Tempo fa mi capitò di dover stare fuori di casa per lavoro un giorno intero (mentre non stavo per niente bene) e mi “salvò” proprio l’uso degli oli essenziali e in particolare del Ravintsara. Un ottimo alleato può essere il Timo (Thymus vulgaris ct linalolo) da associare, in modo da avere una sinergia tonificante e immunostimolante.

Altro supporto possibile lo troviamo nel mondo delle Conifere, e abbiamo accennato al Pino mugo, all’Abete siberiano, o la Picea mariana, che sono tutti balsamici, e nel caso dell’Abete siberiano, sentiremo una sensazione sia di respiro che di parziale relax, mentre Pino mugo e Picea mariana sono più tonificanti.

Nella storia invece troviamo un rimedio curioso, l’aceto dei quattro ladri, che Jean Valnet ci dice era composto da quattro elementi principalmente:

– rosmarino

lavanda

– salvia

– timo

con una aggiunta di chiodi di garofano.

All’epoca non era composto da oli essenziali puri, ma da macerazione in aceto delle piante (spesso si usavano le macerazioni in diversi vettori per estrarre le proprietà delle piante).

thymus vulgaris aromaterapia
Thymus vulgaris author: Javier Martin

Ecco quindi che se presi dalla voglia di autoprodurre questo prodotto, possiamo farlo ancora oggi: prendiamo dell’aceto (di vino o di mele), e lo versiamo in un recipiente di vetro – aggiungiamo le piantine (anche secche eventualmente, o fresche), chiudiamo e lasciamo riposare per almeno sette giorni al buio, ma anche di più (fino a 21 giorni).

Avremo a questo punto un prodotto che può essere utilizzato a basse dosi (cucchiaini) per esempio per metterlo nell’acqua del pediluvio; in aggiunta allo shampoo, come tonificante per i capelli; o per esempio in aggiunta ai prodotti di pulizia della casa, come disinfettante generale.

I quattro ladri lo usavano proprio per questo, per proteggersi dal contagio di una malattia quale la peste…per noi può essere un supporto nei momenti di stanchezza fisica e di piccoli disagi quali raffreddori ecc.

[Ricordo che in particolare gli oli essenziali a cineolo devono essere “monitorati” per le persone asmatiche, cioè non usati preferibilmente o usati solo sotto controllo medico].

E tu che oli essenziali usi in questo periodo? Lascia pure un commento qui sotto!

L’Incenso dell’Oman: Un’Essenza di Purezza e Ispirazione

Oggi ci immergiamo nel mondo dell’incenso Houjari, una resina pregiata proveniente dall’Oman che evoca sensazioni di pulizia, ispirazione e chiarezza. Questa essenza, utilizzata da millenni in diverse culture, apre un universo di percezioni e connessioni profonde.

Le resine Houjari rappresentano la qualità più elevata tra gli incensi derivati dal genere Boswellia, in particolare dalla Boswellia sacra. Vengono raccolte in una zona ristretta e protetta del Dhofar, in Oman. Il loro colore e il bouquet aromatico unico variano a seconda del luogo di crescita della pianta e degli stimoli climatici e territoriali a cui è sottoposta. Ciò che noi identifichiamo come Houjari (nelle sue varianti Green, Superior, Royal, Red, Black) ha nomi diversi nella popolazione locale, che ne caratterizzano i vari gradi di pregio.

Il valore di questi incensi risiede nella loro intensa e piacevole fragranza. La qualità Superior, in particolare, offre una rotondità e un’avvolgenza intima, con note citrine e fresche che donano luminosità, infondendo un senso di protezione e guida.

Utilizzata in fumigazione, questa resina porta una sorprendente sensazione di purezza e apertura. Quando si ha tra le mani una resina così pura, è fondamentale mettersi in ascolto, poiché a differenza degli incensi con fragranze aggiunte, qui è la natura stessa a parlare. Ogni raccolto può presentare piccole sfumature diverse, e anche tra diverse provenienze della qualità Superior si possono percepire note aromatiche differenti.

Educare il naso permette di “sentire” in modo più consapevole, stabilendo una relazione intima con la sostanza e il suo messaggio. Proprio come la natura muta continuamente, così lo siamo noi quando entriamo in comunicazione con essa, aprendoci al mistero.

Nei loro territori di origine, queste resine sono impiegate quotidianamente. Vengono utilizzate come rito di benvenuto per gli ospiti, come pratica di purificazione energetica degli ambienti e delle persone, e anche per scopi medicinali. Sin dai tempi antichi, ci sono testimonianze scritte del loro uso: le resine vengono masticate e utilizzate in fumigazione per trattare disturbi di vario genere.

L’incenso Superior, per la sua purezza e pregevolezza, può essere assaporato da solo in fumigazione, rilassandosi e nutrendosi della sua rotondità, potenza e compostezza. Può essere usato per onorare uno spazio, un momento o una persona, accompagnando la fumigazione con un’intenzione luminosa.

Le resine possono aiutarci a ritrovare uno spazio personale e sacro, purificando gli ambienti in cui viviamo e lavoriamo. Resine particolarmente raffinate, come l’Houjari Superior, consentono un “space clearing” ideale per chi desidera infondere nei propri luoghi un’energia che sostiene e nutre.