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Cedro atlantico, profumo di casa

Il Cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica) è un albero maestoso che cresce nelle regioni montuose del Marocco e dell’Algeria, tra i 1.300 e i 2.000 metri di altitudine. È considerato uno dei più antichi alberi sacri, presente nei templi egizi, nei rituali e nei testi antichi come simbolo di forza, integrità e purificazione.

La sua resina e il suo legno erano usati per imbalsamazioni, protezione, meditazione. Il suo olio essenziale, distillato dal legno, ha un profumo secco, caldo, avvolgente. Ricorda l’interno di una casa antica, il legno di una biblioteca silenziosa, o un tappeto di aghi asciutti sotto i piedi. Non è dolce, non è invadente: è una struttura. Una colonna silenziosa. Una casa verticale.

Il Cedro è geograficamente legato all’Atlante, la catena montuosa da cui prende il nome, ma simbolicamente abbraccia molte civiltà: Fenici, Egizi, Greci, Romani. Sta in bilico tra Oriente e Occidente, tra il Mediterraneo e il deserto. Il suo linguaggio è quello delle civiltà antiche e delle visioni interiori che non si consumano.

Uso il Cedro quando voglio centrarmi senza irrigidirmi, quando sento che serve ordine, ma non controllo. Quando c’è bisogno di togliere il superfluo senza perdere il calore.
Lo annuso spesso al mattino, quando la mente è ancora aperta, oppure quando la stanchezza diventa disorientamento e sento che serve una base, una radice asciutta, un punto fermo; la sua presenza porta una sensazione di casa e può essere unita agli agrumi per una sensazione completa di benessere.

profumo di abete bianco, visioni e orizzonti

Abete bianco, Wikicommons

Uno dei miei profumi preferiti? L’olio essenziale di Abete bianco. Nessun sempreverde ha mai ispirato in me una sensazione così intensa di “orizzonte e ampiezza”.

Questo albero che può raggiungere i 50 metri di altezza, e con caratteristiche notevoli di longevità, abitante delle altitudini (si trova bene anche oltre i duemila metri), parla di slancio, costanza, e orizzonte.

E’ una pianta che ospita sia gli organi riproduttivi femminili che maschili su se stessa (condizione abbastanza comune in Natura) ma questo aspetto, associato alle sue altezze, mi ha fatto spesso pensare che fosse un simbolo di pienezza in se stesso, una sorta di raccomandazione al “bastare a se stessi”, al ritrovare il proprio femminile e il proprio maschile in se stessi, per poter crescere, prosperare, e nutrire un lungo respiro.

Il profumo è resinoso, con una nota dolce, balsamica, e ad un tratto, una parte del suo aroma ci porta verso una lucidità che parla di ampiezza e di visione “a distanza”. Una sensazione di libertà di pensiero e di visione, naturale, aperta, e lucida.

Bisogna lasciarsi andare un poco a queste sensazioni, restando in ascolto di quanto questa essenza possa parlarci. Ma se per il nuovo anno abbiamo bisogno di orizzonti…potrebbe essere un profumo da usare, sia nella diffusione d’ambiente sia come profumo da meditazione.

A presto e buon Natale!