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Benessere attraverso l’aromaterapia: un approccio olistico che integra mente, corpo e spirito utilizzando le proprietà terapeutiche dei profumi botanici.

Aromaterapia e oli essenziali, e i tre approcci fondamentali

Nell’aromaterapia si incontrano spesso due estremi: chi la considera qualcosa di magico ed esotico, e chi la riduce a un freddo balletto tra chetoni ed esteri. La realtà è più ricca, e secondo me si legge meglio su tre piani.

La materia. Ogni olio essenziale ha una sua composizione chimica: monoterpeni, sesquiterpeni, esteri, aldeidi. Conoscerla permette di usarlo con precisione e con sicurezza, quando il corpo ha bisogno di sostegno.

L’energia. Oltre la chimica, ogni essenza ha per me una qualità vitale che si percepisce: un olio vivo, ben distillato da piante sane, ha una forza che un composto ricostruito in laboratorio non possiede.

La psiche. Gli aromi dialogano con il nostro mondo emotivo per vie che le neuroscienze stanno iniziando a studiare, e che l’intuizione conosce da sempre. È la dimensione che approfondisco nel Corso online di Aromaterapia emozionale.

Il gesto. I tre piani si incontrano nel corpo, attraverso un gesto semplice: una goccia sui polsi, le mani unte di olio sulla pelle, un respiro lento sopra una boccetta aperta. E’ la dimensione dell’esperienza, del quotidiano, del bene che può arrivare in ogni momento della giornata.

Un olio essenziale lavora su questi piani insieme. Per questo è un alleato prezioso, e insieme una sostanza potente, che chiede rispetto, passione e competenza.

Olio essenziale di Tea tree in Aromaterapia

Nel mio lavoro con l’aromaterapia, il tea tree è una delle essenze più affascinanti, per la sua storia quanto per le sue applicazioni pratiche.

Studiando le fonti sulle tradizioni aborigene australiane, ho incontrato un racconto che non mi ha più lasciata: lungo la costa orientale dell’Australia ci sono acque che attraversano i boschi di Melaleuca alternifolia e si caricano delle sue sostanze, diventando scure e profumate. Si racconta che i popoli aborigeni si bagnassero in queste acque per curare ferite e malattie della pelle, e che usassero le foglie schiacciate come impacco. Vero o in parte leggendario, è un’immagine perfetta di come la natura offra medicina già pronta, quando sappiamo riconoscerla.

Quello che più mi colpisce del tea tree è il suo profilo olfattivo: intenso, canforato, terroso, decisamente caratterizzato; dona una sensazione di radicamento, anche se olfattivamente non è proprio facile da apprezzare (se sei interessato alle applicazioni emozionali delle essenze, puoi prendere in considerazione il Corso online di Aromaterapia emozionale). 

Nella mia pratica, il tea tree è un alleato quotidiano. Per un colluttorio, una o due gocce disperse bene in un cucchiaino di miele o di alcol alimentare, e poi in un bicchiere d’acqua, aiutano in caso di afte, stomatiti e gengiviti: si sciacqua e si sputa. L’olio essenziale non si scioglie nell’acqua da solo, per questo serve un disperdente. 

Intorno al tea tree c’è una costellazione di oli affini. Cajeput e niaouli appartengono al suo stesso genere, Melaleuca; mandravasarotra e ravintsara vengono da famiglie botaniche diverse ma condividono un profilo fresco e balsamico e la capacità di sostenere le difese naturali.