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Il Kit Essenziale: Tre Alleati Quotidiani

Stress e piccoli disagi quotidiani richiedono alleati fidati. Dopo anni di esperienza, ho selezionato tre oli essenziali che considero ormai “parte della famiglia” – un kit di base da portare sempre con sé per navigare le complessità della vita moderna.

Lavanda: L’Arte della Conciliazione

Lavandula angustifolia è l’essenza della conciliazione per eccellenza. Quando viviamo conflitti interni e abbiamo bisogno di guardare le cose da fuori, da un punto di vista più ampio, la Lavanda ci offre quella prospettiva elevata.

Proprietà che la rendono preziosa: equilibrante, rilassante, antinfiammatoria, cicatrizzante, antisettica. Ma è nelle situazioni relazionali che rivela la sua vera natura – diffusa in ambienti dove le persone si confrontano e faticano a trovare punti comuni, facilita il dialogo.

Nota importante: Non tutte le lavande sono uguali. Quelle particolarmente soavi vanno cercate con attenzione, testando diversi oli essenziali. L’effetto sottile ed energetico delle lavande ibride non può sostituire la purezza di angustifolia.

Limone: La Luce della Chiarezza

Citrus limon è l’olio essenziale della chiarezza per antonomasia. Stimola processi lineari di pensiero, dissolve dubbi e confusioni che offuscano le nostre scelte.

Simbolo di immediatezza e lucidità, supporta un processo di purificazione da tossine fisiche e mentali. In diffusione ambientale promuove capacità di studio, attenzione e presenza. Le sue proprietà – antibatteriche, antivirali, immunostimolanti, toniche per il sistema nervoso – sostengono questa azione chiarificatrice.

Essere supportati da questa essenza significa creare scelte meno emotive e più dirette. Sprigiona una “luce” che guida chi si sente “al buio” e ha bisogno di ritrovare la via verso se stesso.

Mandarino: Il Respiro dell’Infanzia

Citrus reticulata è l’essenza giovane che ridona spontaneità, gioiosità e brio. Per persone con molte responsabilità che hanno perso contatto col proprio bambino interiore, il Mandarino riporta gioco e leggerezza.

Le sue qualità calmanti lo rendono prezioso per l’insonnia da stress e utile in tutti i casi di sovraccarico. Il profumo solare e “infantile” permette di donarsi momenti di spontaneità e relax, al di là di tutto ciò che ci circonda.

Ho escluso da questi tre fondamentali il diffusissimo Tea tree, che merita approfondimento separato. Il Mandarino invece è fondamentale perché riporta nelle nostre vite quella morbidezza e quel respiro d’infanzia essenziale per un benessere profondo.

La Famiglia Aromatica

Questi tre oli creano una sinergia completa: Lavanda per la pace interiore, Limone per la chiarezza mentale, Mandarino per la gioia del cuore. Un kit che copre le necessità emotive fondamentali con la semplicità di tre boccettine che diventano, letteralmente, famiglia.

La via del Femminile per le donne del ventunesimo secolo

La Via del Femminile. Più facile a dirsi che a farsi. Si parla ultimamente del femminile, del maschile, del padre…e della madre. Si parla di perdita della figura del padre, e forse si parla meno della perdita del femminile. Una perdita devastante, perchè il femminile è l’elemento terrestre, ciclico, nutriente, che si incarna nella donna e che come dimensione archetipale abita anche l’uomo.

Mi sento più a mio agio a parlare della dimensione del femminile della donna perchè ne posso fare esperienza diretta. Insomma parlo da “dentro” il tema stesso. Il femminile per noi donne oggi è un grande tema, perchè essere femminili vuol dire recuperare la sensibilità che abbiamo dentro cosa che nel mondo odierno almeno inizialmente ha un costo molto alto.

Essere femminili non è vestirsi “da donna”: possiamo vestirci come le donne indiane, in lunghi sari, e poi restare quello che siamo, insomma una parodia. Il cammino verso il femminile nella mia esperienza è un cammino felice e duro allo stesso tempo. La forza ancestrale che ci abita è una forza libera, istintuale, e profondamente saggia. Solo che non ragiona come ragioniamo oggi, e quindi ci sorprende. Scopriamo che la nostra “selvaggia interiore” la sa lunga e allo stesso tempo non corrisponde a molte delle aspettative esterne. Ecco dunque che per chi di noi desidera recuperare il proprio femminile, la strada che si apre davanti è una strada dell’intuito, delle scelte fatte col cuore e spesso non comprese dagli altri nell’immediato, e della partecipazione. Una delle cose che ho compreso nel mio cammino è che per essere donna, non potevo esserlo da sola. Cioè essere donna significa essere donna insieme ad altre donne. E non per femminismo, ma per semplice condivisione di un sentire profondo e spontaneo, che in questo modo non ha bisogno di essere spiegato. Viene naturale.

femminile, jung, archetipo
Albert Aublet – Selene

Allora la dimensione femminile è una dimensione collettiva; o meglio è una dimensione individuale (ogni donna è unica) e allo stesso tempo è una dimensione che chiede di essere vissuta insieme (essere donna insieme ad altre donne). Tutto questo senza escludere l’uomo, ma anzi, proprio come restituzione all’uomo della sua individualità e unicità, e dei suoi spazi. Riconoscere le differenze è un atto d’amore, per permettere a entrambi i generi di vivere appieno se stessi (e magari pian piano permettendo così di capire anche le relazioni intragenere). In questo non vi è maternage, quanto piuttosto una visione spirituale della vita, che chiede prima di tutto vivida completezza (potremmo forse richiamarci all’individuazione di Jung).

Essere femminili, dunque. Ridiventare sensibili. Recuperare energia. Vivere una dimensione personale e collettiva. Vivere la propria forza creativa che non chiede sforzo, quanto piuttosto comunione con la propria interiorità più profonda. E tutto questo, con una veste che sia adeguata agli anni che viviamo: riprendere in mano le antiche forme di sapienza (per esempio le pratiche erboristiche tradizionali, e molto altro) consapevoli che tutti abbiamo smartphone e internet.

E’ in questo equilibrio delle parti che secondo me si gioca la salute mentale, fisica e spirituale della donna oggi e nei prossimi anni: in questo momento così “dirompente”, proprio il femminile più integro è chiamato a “manifestarsi”. Il coraggio della semplicità, potremmo forse dire, o il coraggio di proteggere la Vita. A quest’ultimo compito siamo chiamati tutti, ma la donna, con la sua connessione spontanea col sapere del corpo, può essere colei che sostiene proprio nel recupero del ritmo delle cose di tutti i giorni, perchè per quanto la nostra mente a volte voglia di più, e voglia sempre, il corpo contiene la grande saggezza dell’incarnazione, cioè dello sviluppo organico delle cose (le età della vita, per esempio, come insegna Steiner).