Il Rosmarino, il “Ros Marinus” e le sue proprietà in forma di idrolato e olio essenziale

Ho un rametto di rosmarino in mano. Lo annuso attentamente, per cogliere le sottili sfumature del suo profumo. È un odore che si rivela in varie fasi, con sfumature anche molto diverse tra loro.

Prova a tenere un rametto di rosmarino in mano… arriva una nota fresca. Questa freschezza può ricordare la menta, forse il legno di Ho, che però è più dolce. La nota sottile è subito accompagnata da una componente astringente, che sembra arrivare fino alla bocca e stimolare la salivazione. Poi percepisco una dolcezza e una soavità che forse, in una pianta così decisa non ti aspetteresti.

I chemiotipi del rosmarino

In aromaterapia si distinguono diversi chemiotipi di rosmarino, caratterizzati dalla prevalenza di differenti costituenti aromatici nell’olio essenziale. Fra i più conosciuti troviamo:

  • Rosmarino a 1,8-cineolo, caratterizzato da una componente fresca, penetrante, che può ricordare quella dell’eucalipto.
  • Rosmarino a verbenone, nel quale il verbenone rappresenta uno dei componenti caratterizzanti del profilo chimico.
  • Rosmarino a canfora, caratterizzato da una presenza significativa di canfora, che contribuisce al suo profilo aromatico intenso.

Le composizioni possono variare anche secondo la provenienza e le condizioni di crescita della pianta. Per conoscere il profilo chimico di un olio essenziale occorre fare riferimento alla sua analisi, generalmente mediante gascromatografia.

È chiaro che, se raccolgo un rametto di rosmarino in giardino, sarà difficile capire a quale profilo chimico corrisponderebbe il suo olio essenziale! 🙂 Qui consideriamo quindi un rosmarino di casa, incontrato semplicemente attraverso il suo profumo.

L’idrolato e l’olio essenziale di rosmarino

L’acqua di rosmarino, o idrolato di rosmarino, è una preparazione aromatica ottenuta durante la distillazione della pianta.

Tradizionalmente viene utilizzata anche nella cura cosmetica della pelle e dei capelli, soprattutto come lozione aromatica e tonico cosmetico. L’olio essenziale, invece, concentra la frazione volatile della pianta ed è una materia molto più potente, da utilizzare con le dovute precauzioni e con diluizioni appropriate per l’applicazione cutanea.

Ma ciò che continua ad affascinarmi del rosmarino è soprattutto il suo profumo. Annusandolo, sento il respiro ampliarsi e una sensazione di maggiore presenza. La freschezza iniziale sembra risvegliare l’attenzione, mentre le note più morbide invitano a soffermarsi sull’odore.

Ricordo con un sorriso che, tempo fa, alcune studentesse universitarie mi raccontarono che diffondevano in casa l’olio essenziale di rosmarino mentre studiavano. Dicevano di riuscire a concentrarsi meglio… ma poi avevano sempre una fame pazzesca! Ci abbiamo riso tanto sopra insieme.

È uno dei piccoli ricordi che associo a questa pianta: così familiare nei nostri giardini e nelle nostre cucine, eppure capace di rivelare ogni volta qualcosa di nuovo.

Al rosmarino è dedicato anche Materia Viva n. 12, un racconto che ne attraversa la storia botanica, culturale e simbolica: da Dioscoride alle antiche nozze inglesi, dall’Acqua della Regina d’Ungheria ai versi di Shakespeare e Marianne Moore.

Un altro modo di incontrare questa pianta, seguendone il profumo attraverso i secoli.

 

L’uso delle acque aromatiche in profumeria naturale e in terapeutica – l’Acqua di Rose

Nel mio percorso con l’aromaterapia, gli idrolati rappresentano una delle scoperte più preziose e, paradossalmente, più trascurate. L’acqua utilizzata nelle distillazioni a vapore viene spesso considerata uno scarto e semplicemente buttata via, mentre nasconde potenzialità straordinarie. Dell’idrolato di rosa damascena e dei suoi usi di oggi, perfino in mixology, ho scritto in Rosa damascena: dall’idrolato alla mixology.

Durante i miei anni di ricerca, ho osservato come gli idrolati offrano sfumature olfattive più delicate rispetto agli oli essenziali puri, permettendo creazioni aromatiche di grande raffinatezza. La loro natura acquosa li rende inoltre adatti all’ingestione – sempre valutando attentamente la pianta di origine – aprendo il campo dell‘idrolatoterapia, una branca dell’aromaterapia che merita maggiore attenzione.
Testi storici sulla profumeria documentano l’uso delle acque aromatiche sia per le loro qualità olfattive sia per la loro accessibilità economica, rendendo i profumi più democratici senza perdere eleganza.

Tra tutti gli idrolati, l’acqua di rose rimane la mia preferita. Quando parliamo di Rosa, ci riferiamo generalmente alla Rosa Damascena, ma ho lavorato anche con la Rosa Centifolia, scoprendo come il territorio di origine influenzi profondamente il profilo aromatico. Una rosa di Kannauj presenta note completamente diverse da una rosa marocchina, bulgara o afghana – geografia che diventa signature olfattiva.
Contrariamente a quanto spesso si crede, la rosa non è rilassante ma tonica. Energizza e centra, offrendo equilibrio psicoemotivo piuttosto che sedazione. Le sue proprietà neurotoniche la rendono un alleato per stati di affaticamento mentale, mentre le qualità astringenti la collocano come tonico cutaneo di eccellenza.

L’idrolato di rosa trova applicazione in numerosi contesti: calma irritazioni cutanee, equilibra eczemi e reazioni allergiche, e può essere utilizzato delicatamente anche per la pelle dei bambini. Le sue proprietà antispasmodiche e antisettiche lo rendono utile anche per le affezioni bronchiali, sempre in sinergia con altre terapie appropriate.

A livello emotivo, osservo come l’acqua di rose equilibri stati di rabbia e frustrazione, doni coraggio e dissolva tensioni del chakra del cuore (se ami l’aromaterapia emozionale prendi in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale).
Quello che più mi affascina è il comportamento olfattivo della rosa: l’odore arriva sottile, poi si espande come un orizzonte che si allarga improvvisamente.L’intensità è tale da riempire completamente la percezione, saturando rapidamente le capacità olfattive. Alla rosa ho dedicato anche un numero di Materia Viva, la ezine aromatica, sulla Rosa alba, la rosa bianca antica.

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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