Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.
Questa volta il filo conduce alla Rosa alba (Rosa × alba), una rosa bianca antica, discreta e resistente. Una rosa che non si impone per intensità, ma per freschezza, luce e memoria: foglie grigio-verdi, fioritura breve, petali raccolti nelle prime ore del giorno, quando l’aroma è ancora trattenuto dal fresco della notte.
Il nuovo numero attraversa giardini, erbari, innesti, raccolte all’alba e distillazioni, fino all’idrolato di Rosa alba: un’acqua delicata e luminosa, particolarmente bella per la pelle sensibile e per l’estate.
Ne riportiamo qui un estratto:
Giorni fa, passando accanto a un cespuglio di rose bianche, ho visto un riflesso celeste posarsi sui petali e sulle foglie. Ho guardato meglio, e mi sono trovata a sorridere e a ricordare un nome: Rosa alba caelestis, la rosa bianca “celeste” che compare nelle pagine di Redouté, attribuita al catalogo di André Dupont. Redouté, riportandola, la corregge con garbo: quell’azzurro, scrive, non è che un’illusione prodotta dall’effetto delle ombre.
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