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Salvia sclarea per un rientro…morbido

L’aria di agosto porta con sé una qualità particolare: pensieri che volano, progetti che si espandono, quella sensazione di infinito che appartiene alle giornate più lunghe dell’anno. Ma settembre bussa alla porta, e con lui arriva il bisogno di raccogliere, concretizzare, mettere radici a tutto quello che ha preso forma durante l’estate.

In questo passaggio delicato, la Salvia Sclarea si rivela un’alleata preziosa. Il suo profumo unisce la leggerezza mentale dell’estate alla solidità che chiede l’autunno. Quando la annuso, sento come se mi aiutasse a “atterrare dolcemente” – mantenendo la chiarezza e l’ispirazione estiva, ma iniziando a dare loro una forma più concreta.

Dal punto di vista aromaterapico, la Salvia Sclarea è conosciuta per le sue proprietà riequilibranti e calmanti. Aiuta a stemperare le tensioni nervose e favorisce un senso di centratura quando ci sentiamo dispersi o sovrastimolati. È particolarmente apprezzata nei momenti di cambiamento perché sostiene l’adattamento senza forzature, accompagnando dolcemente le transizioni con la sua energia stabilizzante.

È l’essenza perfetta per chi, come me in questo periodo, ha bisogno di passare dalla visione all’azione senza perdere la poesia del percorso. Un ponte aromatico che ci accompagna nel cambio di stagione, ricordandoci che anche le transizioni possono essere vissute con consapevolezza.

Un goccia su un fazzoletto, un respiro profondo, e il passaggio diventa più fluido.

PS: ricordo che l’olio essenziale di Salvia sclarea ha proprietà estrogeniche, e quindi non è adatto alle donne in gravidanza.

Spazio e Bellezza nelle esperienze olfattive

Per avere una visione contemporanea dell’arte olfattiva credo bisogna acquisire in essa le idee di Spazio e di Bellezza che sono così presenti nelle tradizioni estetiche orientali (sto pensando al Kodo giapponese, ma anche all’Ikebana e ad altre tradizioni quali Calligrafia, Pittura, Poesia in Asia).

Nel Kodo giapponese, l’arte dell’ascolto dell’incenso, l’olfazione è momento meditativo e rigenerativo. E’ anche momento di scoperta di profumi botanici che hanno una storia, cioè che provengono da coltivazioni e raccolte artigianali e rispettose dell’ambiente.

Forse non tutti sanno che le pratiche contemporanee giapponesi e cinesi hanno spesso radici forti nel buddhismo, e quindi sono vie di meditazione e ascolto di sè stessi. Questo mi risultò chiaro quando ebbi la possibilità di incontrare il maestro di Kodo Hachiya a Milano, in occasione di un suo rituale di ascolto dell’incenso. La sensibilità estetica orientale, che per noi in occidente non è sempre di facile comprensione, ha molto da dire e da dare; poterne fare esperienza diretta, mi insegnò molto sulla dimensione interiore di questa pratica e di quanto potessi fare con il mio lavoro di facilitazione di eventi corporate con la profumeria botanica.

Inoltre capii che in una esperienza autentica non è necessario essere professionisti per potervi accedere: è l’esperienza sensoriale che conta, e questa dimensione sensibile permette a tutti di trarne ispirazione, intuizione, benessere.

Oggi nelle esperienze di team building porto questa dimensione interiore: la possibilità di creare uno spazio di rilassamento e rigenerazione, il contatto con una estetica sensibile come quella olfattiva, e l’apprezzamento di attimi che siano portatori di piacevolezza, divertimento, e benessere autentico.