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Equinozio e Coscienza Aromatica: Ritrovare il Ritmo Naturale

C’è un momento, a fine settembre, in cui il giorno e la notte si equivalgono. Per un attimo la luce e il buio stanno in perfetto equilibrio, poi la bilancia comincia a pendere verso l’inverno. L’equinozio d’autunno è questo: una soglia. E come tutte le soglie ha qualcosa da insegnarci sull’arte di attraversare i passaggi.

Un tempo l’autunno aveva un significato preciso: era il tempo del raccolto, dei bilanci, della preparazione all’interiorità dell’inverno. Il corpo se ne accorge, e nei momenti di passaggio mostra la stanchezza, l’irrequietezza, la fatica di cambiare passo quando cambia la stagione.

Non è un caso che settembre sia così spesso il mese dei nuovi inizi. È il tempo delle scelte, prima della fase più raccolta che ci aspetta. E chi ha a che fare con la terra lo sa bene: la fertilità ha i suoi tempi, e non si possono forzare.

Le piante conoscono i passaggi

Gli oli essenziali sono alleati preziosi nei cambi di stagione, perché portano con sé l’intelligenza di una pianta che ha attraversato tutto il suo ciclo, dalla fioritura alla maturazione. Quando scegliamo con attenzione l’aroma che ci accompagna in una transizione, apriamo un piccolo dialogo con i ritmi della natura.

Molte persone, in questi giorni, sentono una specie di nostalgia stagionale: un’inquietudine sottile, il passaggio da un ritmo di vita a un altro. Il profumo giusto può fare da ponte tra ciò che lasciamo andare e ciò che stiamo accogliendo. È lo stesso lavoro sulle transizioni personali che sta al cuore del mio metodo.

Il bergamotto, l’equilibrista verde

Per l’equinozio scelgo il bergamotto. La sua nota agrumata conserva ancora la luce dell’estate, ma ha una profondità verde, quasi amara, che prepara già all’autunno. È un olio che sa essere insieme energizzante e calmante: un equilibrio dinamico, come quello del giorno e della notte in questa data. Lo trovo perfetto quando bisogna fare una scelta o adattarsi a un ritmo nuovo.

Piccoli riti di stagione

Non servono rivoluzioni. Basta qualche minuto al giorno per respirare un aroma che risuoni con la stagione che stiamo vivendo. Ai cambi di stagione propongo spesso piccoli rituali olfattivi, come ho raccontato anche per il solstizio d’estate e per le feste d’autunno, da San Michele a San Martino. Non sono pratiche esoteriche, ma modi semplici e consapevoli di sostenerci nei passaggi.

Ogni mese, in Materia Viva, scelgo materie che seguono il ritmo dell’anno. E se risuoni con questo approccio, puoi seguire online il corso di Aromaterapia emozionale.

Dal ferro meteorico estivo, a San Michele e San Martino

[Respiro]

In questi giorni di passaggio, che sono un “capodanno”, sento che l’autunno porta il sollievo della lucidità, della scrematura di ciò che conta ed è pieno, intimo e vicino, e ciò che è meno vicino e può essere vissuto con maggiore leggerezza e a volte distanza.
Scremare per me non è un atto mentale, ma una processo interno, di cuore: non è qualcosa contro cui reagire, quanto piuttosto una sensazione interiore da accettare, accogliere, ed esserne nutriti.
Più siamo noi stessi, più ciò che non ci appartiene lascia la sua presa.
Che ognuno di noi sappia cedere a ciò che è più semplice e naturale, aperti alla sorpresa del bene che sgorga da ciò che è reale e generativo.

Secondo Steiner, grazie anche alle stelle cadenti di agosto, arriva sulla Terra il ferro meteorico, un elemento che va a sostenere il sangue e la nostra forza interna. Questo ferro meteorico sarà costitutivo della spada di San Michele, festeggiato a fine settembre, poco dopo l’equinozio d’Autunno. Così, osservando il movimento di questi mesi, vediamo come ad agosto inizi ad arrivare quel nutrimento che lentamente, e a spesso in modo impercettibile, si incarnerà dopo alcune settimane: l’equinozio autunnale, un momento di equilibrio che preannuncia la caduta delle foglie dagli alberi, che diventano dapprima cariche di colore, per poi lasciarsi andare dando una sensazione (per me è così) della fine di un ciclo, di un alleggerimento, e allo stesso tempo della concentrazione delle forze interiori, perchè di fatto ciò che prima così visibilmente generava all’esterno, rientra in sè.

Con San Michele arriviamo ad un momento in cui la forza della coscienza viene chiamata in causa; non solo, ma questa influenza sulla consapevolezza trova forse la sua concretizzazione piena nel capodanno celtico, cioè tra il 31 ottobre e il primo novembre. Qui, con la forza della profondità, si segna un momento che ho sempre percepito decisivo. E’ chiaro che a volte può essere liberatorio, a volte può essere complesso, un pò come la lotta di San Michele e il drago.

San Martino e la spada

E’ anche un momento in cui possiamo sentir arrivare nuove consapevolezze, un nuovo stato interiore, e più riusciamo ad accogliere questa maggiore vicinanza con noi stessi, più questo percorso risulta semplice (se ami le essenze come accompagnamento del tuo cammino, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale).

Non solo: mi sono chiesta, in modo un poco ardito, se questo processo non continuasse con un’altra festività tradizionale: San Martino. Questo santo non usa la spada per combattere un drago, quanto piuttosto per tagliare il suo mantello e far coprire una persona che non aveva mezzi. Ecco che la spada della consapevolezza in questo caso divide i propri averi con chi ne ha bisogno. Lo trovo evocativo, e veramente interessante, se ci concediamo la libertà di osservarlo in modo simbolico.

La spada di Michele è una spada che governa le forze del profondo (il drago non è una signorina anche se personalmente penso che il drago sia una potenza non avversa, quanto semmai difficile da governare proprio in ragione della sua forza). mentre Martino ci indica un altro momento: la stessa spada, diciamo così, ora può aiutarci a capire che cosa possiamo dare, il discernimento è su quale sia il nostro dono da condividere.

Su questo potremmo concederci una domanda aperta; perchè ogni anno potremmo scoprire di avere un nuovo dono da dividere con gli altri; e visto che abbiamo una spada, il dono è particolarmente consapevole e per nulla “casuale”. Quindi una domanda potrebbe essere…che cosa posso dare, oggi, ora? Qual è il mio dono in questo momento (e forse questo dono “vale un anno”)? E anche: quale dono vorrei ricevere? Chi può darmi metà del suo mantello?

Per chi avesse bisogno di affilare la spada interiore 🙂 ricordo che in aromaterapia essenze quali il Cipresso e il Ginepro possono essere utili – e se ami questo approccio, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, per esplorare le essenze e il loro ruolo nel nostro benessere interiore.

[Questo post mi è stato ispirato dalle riflessioni e dal lavoro di Francesco Pazienza, analista]