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Atmosfere profumate per le Feste: la casa, il bosco, l’aria nuova

A dicembre la casa diventa il centro di tutto. Le giornate si accorciano, si rientra presto, e il profumo delle stanze racconta la stagione prima ancora delle luci e degli addobbi. Per me le feste hanno tre profumi, che tornano ogni anno.

Il primo è il calore di casa. L’arancio dolce, con la sua luce rotonda, incontra la cannella e il benzoino: una scorza d’agrume, una corteccia speziata, una resina che sa di vaniglia. È l’accordo delle cucine d’inverno, dei dolci nel forno, delle mani che sbucciano mandarini davanti al fuoco.

Il secondo è il bosco. Il bergamotto illumina le giornate corte, e l’abete porta nelle stanze l’odore degli aghi freddi e della resina. È il profumo di chi torna da una passeggiata in montagna, con le guance arrossate e la voglia di un tè caldo.

Il terzo è l’aria nuova. Limone, pino silvestre ed eucalipto aprono le finestre anche quando fuori gela. È l’accordo del mattino dopo le feste, quando la casa chiede respiro e le stanze si rimettono in ordine.

Ogni anno scelgo quale dei tre accendere per primo, e lascio che sia la casa a dirmi quando cambiare. Un’essenza nel diffusore, poche alla volta, e il profumo resta sullo sfondo, come una musica leggera. Le feste hanno il loro ritmo, e l’aria della casa lo accompagna giorno dopo giorno.

Spazio e Bellezza nelle esperienze olfattive

Per avere una visione contemporanea dell’arte olfattiva credo bisogna acquisire in essa le idee di Spazio e di Bellezza che sono così presenti nelle tradizioni estetiche orientali (sto pensando al Kodo giapponese, ma anche all’Ikebana e ad altre tradizioni quali Calligrafia, Pittura, Poesia in Asia).

Nel Kodo giapponese, l’arte dell’ascolto dell’incenso, l’olfazione è momento meditativo e rigenerativo. E’ anche momento di scoperta di profumi botanici che hanno una storia, cioè che provengono da coltivazioni e raccolte artigianali e rispettose dell’ambiente.

Forse non tutti sanno che le pratiche contemporanee giapponesi e cinesi hanno spesso radici forti nel buddhismo, e quindi sono vie di meditazione e ascolto di sè stessi. Questo mi risultò chiaro quando ebbi la possibilità di incontrare il maestro di Kodo Hachiya a Milano, in occasione di un suo rituale di ascolto dell’incenso. La sensibilità estetica orientale, che per noi in occidente non è sempre di facile comprensione, ha molto da dire e da dare; poterne fare esperienza diretta, mi insegnò molto sulla dimensione interiore di questa pratica e di quanto potessi fare con il mio lavoro di facilitazione con la profumeria botanica, sia in eventi privati che nei corsi online.

Inoltre capii che in una esperienza autentica non è necessario essere professionisti per potervi accedere: è l’esperienza sensoriale che conta, e questa dimensione sensibile permette a tutti di trarne ispirazione, intuizione, benessere.