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Spazio e Bellezza nelle esperienze olfattive

Per avere una visione contemporanea dell’arte olfattiva credo bisogna acquisire in essa le idee di Spazio e di Bellezza che sono così presenti nelle tradizioni estetiche orientali (sto pensando al Kodo giapponese, ma anche all’Ikebana e ad altre tradizioni quali Calligrafia, Pittura, Poesia in Asia).

Nel Kodo giapponese, l’arte dell’ascolto dell’incenso, l’olfazione è momento meditativo e rigenerativo. E’ anche momento di scoperta di profumi botanici che hanno una storia, cioè che provengono da coltivazioni e raccolte artigianali e rispettose dell’ambiente.

Forse non tutti sanno che le pratiche contemporanee giapponesi e cinesi hanno spesso radici forti nel buddhismo, e quindi sono vie di meditazione e ascolto di sè stessi. Questo mi risultò chiaro quando ebbi la possibilità di incontrare il maestro di Kodo Hachiya a Milano, in occasione di un suo rituale di ascolto dell’incenso. La sensibilità estetica orientale, che per noi in occidente non è sempre di facile comprensione, ha molto da dire e da dare; poterne fare esperienza diretta, mi insegnò molto sulla dimensione interiore di questa pratica e di quanto potessi fare con il mio lavoro di facilitazione di eventi corporate con la profumeria botanica.

Inoltre capii che in una esperienza autentica non è necessario essere professionisti per potervi accedere: è l’esperienza sensoriale che conta, e questa dimensione sensibile permette a tutti di trarne ispirazione, intuizione, benessere.

Oggi nelle esperienze di team building porto questa dimensione interiore: la possibilità di creare uno spazio di rilassamento e rigenerazione, il contatto con una estetica sensibile come quella olfattiva, e l’apprezzamento di attimi che siano portatori di piacevolezza, divertimento, e benessere autentico.

Meditazione e Profumi: Quando gli Spazi Risvegliano la Memoria

Lavorando negli spazi luminosi di Casa BFF Bank Milano, mi sono ritrovata trasportata in un pomeriggio straordinario di qualche anno fa. La sala in cui stavo tenendo il team building, con le sue vetrate che filtravano la luce naturale, ha risvegliato una memoria sensoriale profonda: quella di un’esperienza unica con il Maestro Souhitsu Hachiya, ventunesimo discendente della scuola Shino-ryu di Kodo, l’arte giapponese della meditazione attraverso l’incenso.

L’Incontro con la Tradizione Vivente

Milano anni fa aveva ospitato uno degli eventi più rari d’Europa: una cerimonia autentica di Kodo condotta da un maestro della tradizione imperiale giapponese. Eravamo una trentina di persone, gli unici a Milano a ricevere questa trasmissione secolare. Quello che sembrava un pomeriggio di curiosità culturale si è rivelato un’iniziazione alla comprensione più profonda del rapporto tra coscienza e aromatic consciousness.

Il Maestro Hachiya ci ha insegnato che “la fragranza viene annusata e in questo modo raggiunge la nostra anima, permettendo all’anima una comunione con la Natura.” Non si trattava di aromaterapia nel senso occidentale, ma di comunicazione diretta con l’intelligenza delle piante attraverso l’olfatto educato.

Kodo Souhitsu Hachiya milano

Il Silenzio Come Lingua Universale

La prima scoperta è stata il potere del silenzio. Durante la cerimonia, il maestro non parlava. Questo non era vuoto, ma ascolto attivo profondo. Nel silenzio permettevamo al dialogo chimico-spirituale di avvenire senza interferenze mentali. Non interpretavamo – ricevevamo. Non giudicavamo – ascoltavamo ciò che la pianta aveva da dire.

L’esperienza ha trasformato completamente la mia comprensione della meditazione olfattiva. Mentre normalmente concediamo pochi secondi all’olfazione di un profumo, il Kodo richiede un’attenzione partecipe e ripetuta, sviluppando quella che posso definire “intelligenza olfattiva” – la capacità di percepire non solo il profumo, ma la storia, l’energia, l’essenza della pianta che lo ha prodotto.

L’Oud e il Linguaggio della Resilienza

Durante la cerimonia abbiamo sperimentato l’Oud, in una variante particolare proveniente dal sud-est asiatico. L’Oud non è semplicemente un profumo, ma il risultato di un dialogo secolare tra pianta e ambiente: quando l’albero Aquilaria viene attaccato da un fungo, produce questa resina aromatica come difesa. È letteralmente il profumo della resilienza, della trasformazione del dolore in bellezza.

Questa comprensione ha rivoluzionato il mio rapporto con tutti i materiali aromatici: non stiamo semplicemente “sentendo un odore”, ma partecipando a una conversazione con l’intelligenza vegetale, con storie di sopravvivenza e adattamento che durano secoli.

La Scienza dell’Anima

Quello che il Maestro Hachiya ha condiviso trova oggi conferma nella neuroscienza: l’olfatto è l’unico senso con connessioni neurali dirette al sistema limbico, creando percorsi immediati verso i centri della memoria e delle emozioni. Questo spiega perché i profumi naturali scatenano istantaneamente risposte emotive profonde e accesso a stati di coscienza espansi.

L’Arte dell’Ascolto Olfattivo

La pratica del Kodo ha rivelato che ogni essenza possiede una propria personalità, un proprio ritmo, una propria voce poetica. Il maestro ci ha spiegato che quando arriva un materiale nuovo, il caposcuola lo valuta per un anno intero, “ascoltandolo” quotidianamente. Solo quando sente che è arrivato il momento, compone una poesia e sceglie una delle parole per dare il nome a quel particolare materiale.

L’esperienza con il Maestro Hachiya ha trasformato la mia pratica quotidiana con gli oli essenziali. Ogni fragranza inspirata è diventata un atto di riconoscimento della sacralità della natura, ogni sessione di aromaterapia una forma di meditazione attiva.

La tradizione delle “Dieci Virtù dell’incenso” nel Kodo include la purificazione della mente, il raffinamento sensoriale e lo sviluppo spirituale – benefici che oggi applico nei miei progetti corporate, dove l’aromatic consciousness diventa strumento di trasformazione collettiva.