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La Lavanda e il Linguaggio Silenzioso dell’Anima

Un giorno, camminando in Francia, sono entrata in un’erboristeria molto conosciuta da quelle parti. Non cercavo niente di preciso. Ma appena dentro ho sentito un profumo di lavanda vera, di quelli che ti fanno rallentare il passo senza che tu sappia perché.

Ho guardato le persone che entravano. Alcune si fermavano, altre passavano oltre e poi tornavano indietro. Nessuno chiedeva di che lavanda si trattasse o da dove venisse: avevano riconosciuto qualcosa e volevano capire cosa. È un modo di riconoscere le cose che non passa dalle spiegazioni.

Anche i bambini, che sono i più diretti, si avvicinavano all’olio essenziale di lavanda vera. Annusavano e restavano lì un momento, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

È così che mi piace incontrare le essenze: prima il naso, poi, se serve, le parole. Un olio che ti piace lo riconosci dal naso, non dall’etichetta, e il rilassamento arriva naturale. È lo stesso approccio del corso online di Aromaterapia emozionale, un approccio semplice, che ha trovato spazio anche in ambito hospice, dove l’olfatto è un modo di prendersi cura dell’ambiente e di chi ci lavora ogni giorno.

Da qui si può continuare con altre essenze che accompagnano il rilassamento, come la camomilla o il petit grain, ognuna con il suo carattere e il suo modo di farsi conoscere.

Mi capita ancora di ripensare a quel profumo. Esiste un linguaggio che precede le parole, e il naso è uno dei modi più semplici per entrarci.

Scoprire l’Himalaya: Un Viaggio ad Almora

Sono stata ad Almora diversi anni fa, in un viaggio organizzato che mi ha portata nelle montagne dell’Uttarakhand. Non avrei mai immaginato che quei giorni avrebbero lasciato un’impronta così profonda.

Il respiro della montagna

Ricordo l’aria sottile, così diversa da quella che ero abituata a respirare. Camminando per le strade di Almora, mi sono ritrovata circondata da un paesaggio che sembrava appartenere a un’altra dimensione. Le montagne avevano qualcosa di speciale, una presenza che non saprei descrivere a parole.

Durante una delle mie passeggiate, ho incontrato un rododendro in fiore. Mi ha colpita la sua capacità di fiorire in condizioni così estreme, con quella grazia naturale che solo certi fiori di montagna sanno avere. Ho scattato una fotografia, pensando che avrei voluto ricordare quel momento.

Tradizionalmente utilizzato nella medicina himalayyana per le sue proprietà balsamiche e purificanti. Ha un profumo floreale delicato con note verdi che ricorda l’aria pura di montagna.

Viene apprezzato per la sua capacità di favorire la respirazione profonda e di creare un senso di apertura e chiarezza mentale. Spesso associato a pratiche meditative per la sua qualità sottilmente elevante.

Un momento di nostalgia

Durante il viaggio, ho notato che molte persone del gruppo soffrivano di una particolare nostalgia. Eravamo molto lontani da casa, in un ambiente completamente diverso dal nostro, e si sentiva questa mancanza. Ho pensato che un po’ di olio essenziale di lavanda potesse aiutare, e così ho condiviso quello che avevo con me.

È stato bello vedere come un profumo familiare potesse creare un ponte tra il luogo dove eravamo e il senso di casa che portavamo dentro. La lavanda ha fatto il suo lavoro silenzioso, come sa fare.

Da quel viaggio ho portato a casa alcune cose che ancora oggi fanno parte della mia vita quotidiana. Un libro di medicina ayurvedica che ogni tanto riprendo in mano. Piccoli oggetti che conservano il ricordo di quei giorni.

Ancora oggi, quando sento certi profumi o mi trovo in ambienti di montagna, mi torna in mente l’aria di Almora. C’è qualcosa nell’aria di alta quota che non si dimentica – una purezza, una leggerezza che è diversa da tutto il resto.

Quel viaggio mi ha insegnato che ci sono luoghi che lasciano un segno profondo, anche quando non te ne accorgi sul momento. Almora è rimasta con me in modi che non avrei mai immaginato, influenzando sottilmente il mio modo di percepire profumi e ambienti.