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Aromatici Imperiali: Aquileia come Porta Profumiera di Roma

Nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, dove oggi sorge il piccolo comune di Aquileia, si sviluppò uno dei più importanti snodi commerciali dell’Impero Romano. Fondata nel 181 a.C., questa città non fu solo una fortezza militare contro le invasioni barbariche, ma divenne rapidamente il principale porto dell’Alto Adriatico e uno dei principali terminus occidentali della Via dell’Ambra.

La Posizione Strategica

Aquileia occupava una posizione geografica unica nel mondo antico. Situata alla convergenza di tre ecosistemi – le Alpi orientali, la pianura padana e il mare Adriatico – la città divenne naturalmente un crocevia per il commercio di sostanze aromatiche provenienti da ogni direzione dell’Impero.

Dal Nord, attraverso la Via dell’Ambra, arrivavano le resine baltiche ma anche erbe alpine e preparati celtici. Da Oriente, via mare, giungevano le preziose spezie asiatiche e gli incensi levantini. Da Sud, risalendo la costa adriatica, affluivano gli oli essenziali del Mediterraneo orientale.

L’Archeologia del Profumo

Gli scavi archeologici di Aquileia hanno restituito una straordinaria collezione di contenitori per sostanze aromatiche: unguentari in vetro soffiato, balsamari in ceramica, pyxides in avorio per unguenti preziosi. Questi manufatti, conservati nel Museo Archeologico Nazionale, testimoniano non solo l’importanza commerciale della città, ma anche la raffinatezza della cultura olfattiva romana in questa provincia di frontiera.

Particolare interesse rivestono i balsamari di produzione locale che suggeriscono l’esistenza di botteghe specializzate nella produzione e commercializzazione di contenitori per preparati aromatici.

Riproduzione di unguentari e balsamari romani (I-III sec. d.C.) – contenitori per sostanze aromatiche dell’epoca imperiale

Il Porto degli Aromi

Il porto fluviale di Aquileia, collegato al mare attraverso il fiume Natiso, era attrezzato per ricevere le navi cariche di merci pregiate. Il commercio romano includeva sostanze aromatiche orientali come nardo, cinnamomo e incenso, che raggiungevano i porti adriatici attraverso le rotte commerciali dell’Impero. Questi aromi, una volta giunti ad Aquileia, venivano redistribuiti verso Roma e le altre città dell’Impero attraverso la Via Postumia e la Via Annia.

L’Eredità di Aquileia

Lo studio di Aquileia offre una prospettiva privilegiata per comprendere come funzionassero i network commerciali dell’Impero Romano e quale ruolo svolgessero le città di frontiera nella circolazione di beni preziosi. La posizione geografica della città, all’incrocio di importanti rotte terrestri e marittime, la rese un osservatorio ideale per analizzare i flussi commerciali tra il mondo mediterraneo e l’Europa continentale.

Sebbene molto rimanga ancora da scoprire sui dettagli specifici del commercio aromatico aquileiese, la ricchezza dei reperti archeologici e la documentata importanza della città suggeriscono che Aquileia rappresenti un caso di studio significativo per comprendere come le sostanze aromatiche raggiungessero le diverse regioni dell’Impero.

La ricerca archeologica continua a rivelare nuovi elementi sulla vita quotidiana e sulle attività commerciali di questa straordinaria città romana, contribuendo alla nostra comprensione dei complessi meccanismi economici e culturali che caratterizzarono il mondo antico.

Un laboratorio di profumeria botanica a Milano a giugno

Ci sono pomeriggi che hanno il sapore di una piccola festa: ci si ritrova intorno a delle essenze e, senza accorgersene, si entra in un tempo fatto di piacere, sorpresa e leggerezza.

Nel giugno 2025 ho condotto un laboratorio di profumeria botanica a Milano, nella sede di BFF, per un gruppo ampio ed eterogeneo. Un pomeriggio costruito intorno all’olfatto e al gusto di comporre: annusare le essenze, lasciarsi tentare, e creare un profumo tutto proprio.

Il piacere di annusare

Annusare è uno dei piaceri più immediati che ci siano. Aggira le spiegazioni e arriva dritto: un agrume che illumina, una resina che avvolge come una stoffa calda, un fiore più sfacciato del previsto, un legno che seduce proprio perché non si concede subito.

Si annusa, si sceglie, ci si lascia sorprendere, si cambia idea, si ride, si ruba la boccetta al vicino per provarla ancora. È un gioco serissimo e divertentissimo allo stesso tempo.

Comporre il proprio profumo

Il cuore del laboratorio è il momento in cui ognuno mette insieme la propria miscela.

C’è chi parte deciso e chi assaggia tutto, chi si innamora di una nota e ci costruisce intorno, chi all’ultimo cambia direzione perché una resina inattesa gli ha fatto perdere la testa. La composizione finale non è un profumo “giusto”: è un piccolo lusso personale, qualcosa che racconta chi lo ha fatto e che prima non esisteva.

Materie belle da scoprire

Nei miei laboratori lavoro con oli essenziali, essenze naturali, idrolati, resine, legni, spezie e fiori scelti di volta in volta — materie scelte anche per la loro capacità di stupire.

Mi piace presentarle non come ingredienti ma come presenze: ogni essenza arriva da una pianta, da un territorio, da una stagione. Dietro una boccetta non c’è solo un odore, ma un paesaggio — e attraversarlo insieme è metà del divertimento.

Cosa ti porti a casa

Alla fine resta una boccetta. Ma resta anche il ricordo di un pomeriggio diverso: una materia che ha conquistato, una risata, la sorpresa di un profumo che non pensavi potesse piacerti e che invece hai scelto, e il piacere — tutto sensoriale — di aver creato qualcosa con le tue mani.

Un’esperienza semplice nella forma, ma ricca, generosa, godibile.

Organizzare un laboratorio

Milano si presta a questo tipo di incontro: dentro la giornata di lavoro o per un’occasione speciale — un team building sensoriale, un evento privato, una festa diversa dal solito.

Per ogni dettaglio sull’organizzazione del laboratorio olfattivo, scrivimi a professionefelice@gmail.com o tramite il tasto WhatsApp del sito. A presto.