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la potenza della santoreggia

[Read the text in English – The power of Savory]

Incontriamo una pianta forte e intensa: la Santoreggia. E’ una pianta perenne, fortemente aromatica, che ama i luoghi sassosi e soleggiati. Dedicata dai Greci a Dioniso, l’etimologia del suo nome deriva da “satiro”. Insomma, ci sono tutte le premesse per una pianta che non passa inosservata nei suoi effetti.

L’olio essenziale, sia che provenga da Satureja hortensis che da Satureja montana è irritante, con proprietà antibatteriche, antivirali, immunostimolanti. E’ anche un tonico stimolante generale.

Da un punto di vista emotivo ed energetico, la Santoreggia – e qui consiglio di annusare la pianta stessa, fresca o secca, più che l’olio essenziale che è molto irritante – può stimolarci a riprendere in mano le redini in caso di stanchezza generale. E’ una pianta che risolleva, dà una vera e propria spinta. Insomma, utile tutte quelle volte che vorremmo avere un’energia che non abbiamo.

Utile come “motivatore”, dopo un periodo stressante o in fase di convalescenza. Da utilizzare anche come aromatica per i nostri piatti: ingerirla in piccole dosi aiuta ad assimilarne i principi attivi.

Contiene una forza “di fuoco” che può sembrare estrema, quindi si può consigliare se ci piacciono i condimenti focosi 🙂 o se sentiamo il bisogno di una bella sferzata di energia (compensa, in termini ayurvedici, il Kapha e alimenta intensamente Pitta).

Si può fare anche un pediluvio alla Santoreggia, estraendo in infuso un rametto di pianta e versando poi l’acqua ottenuta nel pediluvio. Potrebbe far arrossare la pelle: non stiamo immersi troppo a lungo. Questa pratica può essere utilizzata come dicevamo come stimolante emozionale ed energetico: ricordiamo che nella stagione invernale sarà utile a chi ha normalmente mani e piedi freddi.

Sensorialità e gentilezza per lo sviluppo della creatività

Da tempo osservo come nell’aromaterapia i cambiamenti più profondi nascano spesso da approcci gentili: piccole esperienze olfattive che aprono spazi creativi inaspettati, senza forzature o aspettative eccessive.

La trasformazione graduale parte proprio da qui: progettare condizioni favorevoli al cambiamento, invece di imporre obiettivi ambiziosi che rischiano di produrre ulteriore pressione. Quando non ci sentiamo bene, può essere come se una nebbia scendesse sulla mente e rendesse più difficile vedere con chiarezza.

Questa immagine risuona profondamente con l’esperienza olfattiva. Un semplice olio di limone annusato consapevolmente può diventare un gesto capace di interrompere per un momento quella nebbia e introdurre una percezione diversa. La sensorialità offre un accesso immediato al presente e può generare un piccolo movimento che modifica la prospettiva.

Un ruolo importante appartiene alla curiosità creativa, che può emergere quando sospendiamo il giudizio su noi stessi. Nell’aromaterapia questo significa esplorare le essenze senza aspettative troppo rigide, permettendo che sia anche il corpo a orientare la scelta. Non soltanto: “dovrei usare la lavanda per rilassarmi”, ma piuttosto: “che cosa mi comunica questa essenza oggi?”

La gentilezza verso se stessi può così diventare uno strumento creativo concreto (se desideri approfondire, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, o il corso online di Profumeria botanica).

C’è quasi sempre qualcosa di molto piccolo che possiamo fare per muoverci in una direzione nuova. L’aromaterapia estetica opera proprio su questa scala: non promette trasformazioni miracolose, ma offre gesti semplici e passaggi gentili verso stati di maggiore presenza, benessere e apertura creativa, rispettando i tempi naturali della trasformazione interiore.