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L’Elicriso: il profumo della resilienza

Annuso l’essenza di elicriso. E’ così intensa che devo chiudere gli occhi per poterla ascoltare attentamente. Mi parla subito di profondità, e la sua tonalità liquorosa mi immerge in uno spazio di autentico benessere. Un benessere che definirei attivo, un luogo nel quale posso riposare ma non perdo la capacità di essere presente.

Helichrysum italicum – il nome stesso racconta una storia di resilienza. Dal greco helios (sole) e chrysos (oro), questa pianta mediterranea incarna la promessa che anche attraverso i periodi più bui, l’essenza autentica non solo sopravvive, ma ritorna più luminosa di prima.

L’elicriso cresce nelle terre più aride del Mediterraneo, trasformando sassaie e terreni difficili in distese dorate. Non solo ha la capacità di resistere alle condizioni impossibili, ma di utilizzarle per sviluppare una forza aromatica che nessun terreno facile potrebbe mai produrre.

Il suo olio essenziale possiede proprietà rigenerative documentate dalla ricerca scientifica moderna, ma conosciute dalla medicina popolare da tempo. Cicatrizzante, antinfiammatorio, rinnovatore cellulare – l’elicriso è una delle piante preferite dall’Aromaterapia francese per le sue grandi qualità.

Elicriso

Durante l’estate, l’elicriso diventa prezioso alleato per la microcircolazione. Diluito in olio di jojoba (2-3 gocce in un cucchiaino), massaggiato delicatamente su gambe e caviglie la sera, aiuta a alleviare la sensazione di pesantezza tipica delle giornate calde. Può essere anche applicato al mattino per darsi una sferzata di energia.

Non è coincidenza che questo olio essenziale sia diventato protagonista della cosmesi anti-età più sofisticata. L’elicriso ha proprietà di rigenerazione cutanea e può anche aiutare a far riassorbire piccoli ematomi.

Una vera risorsa da tenere cara nel proprio kit di aromaterapia famigliare, consapevoli di avere a disposizione una essenza preziosa che porta con sè una forte simbologia di rigenerazione.

il messaggio spirituale della lavanda

Quando parliamo di Lavanda, la prima cosa da capire è di quale Lavanda stiamo parlando. Chi ha annusato diverse piante o diversi oli essenziali estratti dalla Lavanda, sa che ci sono molte differenze tra uno e l’altro, e se vogliamo fare un discorso particolareggiato terremo conto di molti aspetti, tra i quali il luogo di provenienza, come la pianta è stata coltivata, come è stata estratta, ecc.

Detto questo, le piante del genere Lavandula hanno dei tratti comuni, che possono essere riconosciuti sia negli ibridi (es. “Lavandino”)  che nelle piante di Lavanda angustifolia e in altre.

La mia riflessione su questa pianta è iniziata anni fa, quando si è cominciato a parlarne sempre di più, a coltivarla di più, e a produrne più olio essenziale. Attualmente ci sono molti piccoli agricoltori che distillano questa essenza, e si possono apprezzare così diverse qualità olfattive in piante coltivate in diversi luoghi dell’Italia e del mondo (se ti incuriosiscono le materie prime olfattive e le loro combinazioni, considera il Corso online di Profumeria botanica).

Questa sorta di “marea di Lavanda” che pian piano si è fatta strada, mi ha fatto riflettere su quali potessero essere le caratteristiche della pianta e dell’essenza, tale da farle avere così grande fortuna. Considerata un calmante e un antinfiammatorio, certamente può essere apprezzata per le sue doti rilassanti, anche se a mio avviso non sono le uniche che hanno reso la Lavanda una pianta così utilizzata.

In realtà la Lavanda è una pianta che ha anche un profilo olfattivo pungente, soprattutto il Lavandino, e non è così soft come potrebbe credere chi ne vede i bei fiori viola svilupparsi a spiga.

Quando l’abbiamo annusata nei gruppi durante i corsi, abbiamo spesso sentito “aprirsi” uno stato di coscienza più elevato, più pacifico, che sostiene le persone a trovare un piano di condivisione e di pace.

In alcuni casi nei quali ho avuto modo di essere presente a momenti conflittuali, riuscire a far annusare ai presenti questa essenza ha immediatamente cambiato il “colore” dell’ambiente e ha portato le persone verso un piano meno individuale e più di condivisione.

Dal mio punto di vista la Lavanda da preferire in questi casi è la angustifolia, in genere dal profilo olfattivo più sottile e dolce; ma detto questo, la percezione è soggettiva e quindi ognuno saprà scegliere la Lavanda che lo ispira di più. Le Lavande vere sono più eteree, soavi, e sostengono le persone a trovare un punto di vista più ampio sulle cose della vita, partendo da un punto interiore più pacifico, meno giudicante, e più incline a trovare il significato degli eventi.

Ho spesso usato l’olio essenziale di Lavanda per aiutare le persone, anche in contesto di gruppo, a lasciarsi andare all’intuizione, sciogliere un pò di schemi mentali, e provare a guardare gli altri e se stessi da una prospettiva allargata e meno individuale. In questo modo spesso emergono intuizioni, nuovi punti di vista, dei veri e propri “insights” (se sei interessato ad approfondire questi aspetti, puoi prendere in considerazione il Corso online di Aromaterapia emozionale).

Quando molliamo la presa della mente, emergono risorse inaspettate, e uno dei compiti di chi fa Aromaterapia emozionale e sottile è proprio agevolare questo passaggio da una mente schematica a una mente intuitiva, che trova nuove vie, nuove soluzioni e nuove risorse. La Lavanda è un agevolatore di questo passaggio, dando rilassamento, calmando l’ansia, e riducendo questo “rumore” interno, lasciare spazio a una voce che è più profonda, più intensa e più risolutiva, ma alla quale in genere non diamo spazio e credibilità. Per questo è un’essenza che è stata utilizzata anche in ambito hospice, come sostegno al benessere di chi lavora ogni giorno accanto agli altri. Se vuoi approfondire, trovi qui il corso online di Aromaterapia emozionale.