Nell’aromaterapia si incontrano spesso due estremi: chi la considera qualcosa di magico ed esotico, e chi la riduce a un freddo balletto tra chetoni ed esteri. La realtà è più ricca, e secondo me si legge meglio su tre piani.
La materia. Ogni olio essenziale ha una sua composizione chimica: monoterpeni, sesquiterpeni, esteri, aldeidi. Conoscerla permette di usarlo con precisione e con sicurezza, quando il corpo ha bisogno di sostegno.
L’energia. Oltre la chimica, ogni essenza ha per me una qualità vitale che si percepisce: un olio vivo, ben distillato da piante sane, ha una forza che un composto ricostruito in laboratorio non possiede.
La psiche. Gli aromi dialogano con il nostro mondo emotivo per vie che le neuroscienze stanno iniziando a studiare, e che l’intuizione conosce da sempre. È la dimensione che approfondisco nel Corso online di Aromaterapia emozionale.
Il gesto. I tre piani si incontrano nel corpo, attraverso un gesto semplice: una goccia sui polsi, le mani unte di olio sulla pelle, un respiro lento sopra una boccetta aperta. E’ la dimensione dell’esperienza, del quotidiano, del bene che può arrivare in ogni momento della giornata.
Un olio essenziale lavora su questi piani insieme. Per questo è un alleato prezioso, e insieme una sostanza potente, che chiede rispetto, passione e competenza.