Archivi categoria: Materia viva

Materia Viva — Rosa alba, la rosa bianca

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

Questa volta il filo conduce alla Rosa alba (Rosa × alba), una rosa bianca antica, discreta e resistente. Una rosa che non si impone per intensità, ma per freschezza, luce e memoria: foglie grigio-verdi, fioritura breve, petali raccolti nelle prime ore del giorno, quando l’aroma è ancora trattenuto dal fresco della notte.

Il nuovo numero attraversa giardini, erbari, innesti, raccolte all’alba e distillazioni, fino all’idrolato di Rosa alba: un’acqua delicata e luminosa, particolarmente bella per la pelle sensibile e per l’estate.

Ne riportiamo qui un estratto:

Giorni fa, passando accanto a un cespuglio di rose bianche, ho visto un riflesso celeste posarsi sui petali e sulle foglie. Ho guardato meglio, e mi sono trovata a sorridere e a ricordare un nome: Rosa alba caelestis, la rosa bianca “celeste” che compare nelle pagine di Redouté, attribuita al catalogo di André Dupont. Redouté, riportandola, la corregge con garbo: quell’azzurro, scrive, non è che un’illusione prodotta dall’effetto delle ombre.

Puoi riceverne una copia gratuita in pdf; scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito.

Materia Viva, la Ezine aromatica – Camellia japonica, la Camelia del Giappone

Materia Viva è un lavoro in cammino, dedicato alle materie aromatiche: resine, piante, legni, essenze, balsami, fiori, semi, radici.

Nasce dove si incontrano profumo, parola, immagine e ricerca. Di ogni materia non interessa solo l’effetto, ma tutto ciò che la accompagna: da dove viene, quale paesaggio la genera, quali mani l’hanno raccolta, come è diventata simbolo.

È insieme un quaderno culturale e un’esperienza dei sensi. Ogni materia viene seguita a ritroso fino alla sua origine, attraverso terre e usanze, antiche rotte commerciali, archivi, volti e improvvise intuizioni. Si parte da una resina, un legno, un fiore, e si segue il filo: si raccolgono indizi, si ascolta l’aroma, si insegue un’immagine, finché una forma affiora.

Una parte di questo lavoro vive in testi e pubblicazioni digitali; un’altra diventa grafica d’autore, stampata in fine art.

L’ultimo numero è dedicato alla Camelia japonica (Camellia japonica), e ne riportiamo qui un estratto:

Chiudo gli occhi. La punta delle dita si muove sulla pelle del viso — un po’ picchiettando, un po’ a piccoli cerchi. Uso un olio che scorre bene, leggero al tatto. Mi porto le dita al naso, e stavolta l’odore è leggerissimo: nessuna fragranza floreale, quanto piuttosto una delicatezza che parla alla pelle — la rende immediatamente elastica, felice. È così che incontro la Camellia japonica, una pianta dai fiori rossi, pieni, che all’apparenza promette profumo e invece consegna cura attraverso l’olio spremuto dai suoi semi.

Puoi riceverne una copia gratuita in pdf; scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito; qui trovi ulteriori dettagli.