Archivi categoria: Materia viva

Materia Viva raccoglie ricerche e racconti dedicati alle materie aromatiche, alle loro storie, ai territori e ai gesti che le attraversano. Un archivio sensoriale e narrativo in cui botanica, fonti documentate, esperienza e immaginazione si intrecciano per restituire alle materie una presenza viva.

E’ uscita la nuova ezine Materia Viva n.10, sulla resina del Ramy

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

ramy canarium madagascariense

Questa volta il filo conduce al Madagascar, sulle coste dove cresce il Ramy — Canarium madagascariense, uno dei giganti della foresta umida, capace di sfiorare i quaranta metri e i due di diametro. È un albero che si lascia raccogliere camminando: la resina esce da sola lungo il tronco, e chi passa vicino ne stacca un po’, in un gesto che gli abitanti stessi definiscono normale. Il legno, invece, resta quasi sempre intatto — il Ramy è tra gli alberi meno tagliati, spesso l’unico rimasto in un campo arato, protetto anche quando serve legna.

Se desideri scoprire le resine nella composizione profumata, c’è il corso online di profumeria botanica.

Se ami le resine, è uscito anche il numero 11 di Materia Viva, sulla resina chiamata Mirra Kua.

La ezine è un progetto editoriale, sostenuto da fondi privati, e puoi riceverne una copia gratuita in PDF. Per ogni dettaglio sul progetto e su come sostenerlo, scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito o via mail: professionefelice@gmail.com

Materia Viva n.9 — Il fiume Wandle

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

river wandle mitcham UK

Questa volta il filo conduce a un fiume: il Wandle, nove miglia d’acqua che scendono dalle colline a sud di Londra fino al Tamigi. Nasce dal gesso, e questo spiega tutto il resto — la pioggia filtra per mesi dentro la roccia porosa e riemerge come sorgente, fredda e limpida in ogni stagione.

Su quell’acqua si è costruito un intero distretto di mestieri. I prati umidi lungo il fiume ospitavano la menta e la camomilla, la lavanda cresceva più in là dove il terreno si fa ghiaioso, e gli stessi alambicchi distillavano l’una e l’altra. Più a valle i mulini macinavano tabacco per il tabacco da fiuto. E a Merton Abbey William Morris trasferì tutta la sua produzione nel 1881, dopo aver fatto analizzare l’acqua del fiume per accertarsi che fosse adatta alla stampa con i colori vegetali.

È una storia di acqua e di mani. Di una sola corrente che, lungo nove miglia, ha permesso a mestieri diversi di esistere — agricoltori, distillatori, tintori — con una risorsa naturale dall’acqua cristallina.

Puoi riceverne una copia gratuita in PDF e, per ogni dettaglio sul progetto e su come sostenerlo, scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito o via mail: professionefelice@gmail.com

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