Profumeria botanica a Roma — Workshop ed esperienze olfattive

Roma custodisce una lunga storia di profumi e materie aromatiche, dalle pratiche di cura dell’antichità alla cultura dei giardini rinascimentali.

In questa cornice ho condotto workshop dedicati alla profumeria botanica e all’aromaterapia emozionale, intrecciando conoscenza delle materie prime, ascolto sensoriale e creatività personale.

Attraverso prove olfattive guidate, i partecipanti hanno esplorato essenze botaniche, note di testa, cuore e base, sperimentando la composizione di un profumo personale.

Gli incontri hanno unito riferimenti alla storia della profumeria, dalle tradizioni mediterranee all’arte giapponese dell’incenso, con esercizi pratici e momenti di condivisione. Ogni partecipante ha potuto creare un tester aromatico personalizzato, dando forma alla propria esperienza attraverso il linguaggio del profumo.

Oggi questa esperienza continua a vivere nei miei eventi privati e workshop di profumeria botanica.


Botanical Perfumery in Rome — Workshops and Sensory Experiences

Rome has a long history of fragrance and aromatic materials, from ancient practices of wellbeing to the culture of Renaissance gardens.

Within this historical setting, I have led workshops exploring botanical perfumery and emotional aromatherapy, bringing together knowledge of natural raw materials, sensory awareness and personal creativity.

Through guided olfactory experiences, participants explored botanical essences, top, heart and base notes, and the art of composing a personal fragrance.

The workshops combined insights into the history of perfumery, from Mediterranean traditions to the Japanese art of incense, with hands-on exercises and shared sensory experiences. Each participant had the opportunity to create a personalised fragrance sample, expressing their individual experience through scent.

Today, this approach continues through my private botanical perfumery workshops and sensory events.

Profumo di Caffè, seme di pace

Nel rito etiope del Buna Qalaa, il caffè non è bevanda ma offerta. Si inizia con una preghiera, si condivide un gesto, si invoca la pace. Il caffè diventa veicolo di armonia, presenza collettiva, comunità.

Nelle culture occidentali, il caffè è spesso legato alla produttività: la pausa, il risveglio, la carica. Ma prima di tutto questo, c’era altro: la connessione tra umani e natura, tra vivi e antenati.

Un’antica benedizione Oromo dice: “May your house lack no coffee, nor peace.” Non c’è pace dove non c’è caffè. E viceversa.
In questa visione, il caffè è spazio condiviso, tempo rallentato, rito di guarigione. È una pratica sensata di presenza.

Nel mio lavoro, ho esplorato diverse essenze estratte dal caffè attraverso tecniche differenti, dall’assoluta, alla macerazione, alla CO2, e ho compreso che questa materia non si limita a profumare.
È un’essenza che da un lato offre il radicamento della terra e della tostatura, dall’altro spinge verso l’alto, verso la lucidità; inoltre, nasce da una tradizione sociale antica.

Per me è quindi simbolo di indipendenza (perché richiama la forza, il radicamento, il gesto quotidiano che ci tiene in piedi)
e insieme di comunità. A volte, un piccolo flacone contiene un mondo.
E ogni anno, possiamo tornare lì: al seme.
Alla possibilità che un gesto ordinario torni sacro.

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

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