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Quando il corpo ricorda prima della mente. Profumo, movimento e radici

Nel progetto A Tale for the Rootless di Teresa Noronha Feio al quale ho collaborato, la memoria non viene affrontata soltanto attraverso il racconto. Una parte importante della ricerca passa dal corpo: fotografie, tessuti, libri, poesie, musica e oggetti familiari diventano materiali capaci di modificare uno stato, un gesto, una qualità del movimento. Teresa descrive questi elementi come presenze in grado di condurla verso qualcosa che successivamente può trasformarsi in movimento, parola e presenza scenica.

È in questo territorio che entra anche l’olfatto, e il mio intervento nel Progetto.

Un odore può essere percepito prima di essere interpretato. A volte arriva una sensazione di familiarità, attrazione, rifiuto, distanza o riconoscimento senza che sia ancora chiaro da dove provenga. Il corpo risponde prima che la mente abbia costruito una spiegazione.

Per questo, all’interno di un lavoro biografico, il profumo può essere interessante non tanto come simbolo da decifrare, quanto come materiale capace di modificare lo stato della persona. Come accade con un oggetto, un’immagine o una posizione nello spazio, ciò che viene percepito può aprire associazioni, memorie e movimenti che non erano immediatamente disponibili attraverso il linguaggio.

Nel lavoro con Teresa questo passaggio è stato particolarmente evidente: la ricerca riguardava le radici, l’eredità familiare e una storia distribuita tra luoghi e generazioni diverse. Il corpo diventa il punto in cui questi elementi possono incontrarsi nel presente, senza essere ordinati subito in una narrazione coerente.

L’odore può accompagnare questo tipo di percorso; lavorare con materiali aromatici significa anche lasciare spazio a una forma di conoscenza che non nasce immediatamente dalla spiegazione; e da quella consapevolezza, nasce un movimento.

Ricostruire un luogo con l’odore. Il paesaggio di Guincho in Portogallo come memoria sensoriale

Nel lavoro con Teresa Noronha Feio per A Tale for the Rootless una delle linee di ricerca più affascinanti riguardava la possibilità di evocare attraverso l’olfatto il paesaggio di Guincho, in Portogallo: il luogo della sua nascita, il mare, l’aria, una geografia personale che continuava a esistere anche a distanza.

L’idea non era quella di costruire una copia fedele di un luogo attraverso un profumo. Si trattava piuttosto di capire quali elementi sensoriali potessero riaprire una relazione con quel luogo e permettergli di tornare presente dentro un contesto completamente diverso, quello italiano in cui Teresa vive e lavora. Cercavamo insieme una ricostruzione dell’odore del luogo di nascita e del mare, da condividere in performane artistiche.

L’olfatto può diventare allora una forma di orientamento. Un materiale aromatico non sostituisce il luogo perduto ma può creare una via attraverso la quale alcune sensazioni tornano accessibili: un senso di familiarità, appartenenza; la possibilità di attraversare interiormente quegli ambienti.

Nel lavoro biografico questo passaggio può essere particolarmente prezioso. A volte una persona conosce perfettamente la storia dei luoghi da cui proviene, ma il legame con quei luoghi non è soltanto narrativo. È corporeo, sensoriale, fatto di dettagli.

Ed è forse questa una delle possibilità più interessanti dell’olfatto nei percorsi che lavorano con identità, radici e memoria: permettere a una parte della nostra storia di essere nuovamente percepita prima ancora di essere raccontata.