Archivi tag: movimento

Quando il corpo ricorda prima della mente. Profumo, movimento e radici

Nel progetto A Tale for the Rootless di Teresa Noronha Feio al quale ho collaborato, la memoria non viene affrontata soltanto attraverso il racconto. Una parte importante della ricerca passa dal corpo: fotografie, tessuti, libri, poesie, musica e oggetti familiari diventano materiali capaci di modificare uno stato, un gesto, una qualità del movimento. Teresa descrive questi elementi come presenze in grado di condurla verso qualcosa che successivamente può trasformarsi in movimento, parola e presenza scenica.

È in questo territorio che entra anche l’olfatto, e il mio intervento nel Progetto.

Un odore può essere percepito prima di essere interpretato. A volte arriva una sensazione di familiarità, attrazione, rifiuto, distanza o riconoscimento senza che sia ancora chiaro da dove provenga. Il corpo risponde prima che la mente abbia costruito una spiegazione.

Per questo, all’interno di un lavoro biografico, il profumo può essere interessante non tanto come simbolo da decifrare, quanto come materiale capace di modificare lo stato della persona. Come accade con un oggetto, un’immagine o una posizione nello spazio, ciò che viene percepito può aprire associazioni, memorie e movimenti che non erano immediatamente disponibili attraverso il linguaggio.

Nel lavoro con Teresa questo passaggio è stato particolarmente evidente: la ricerca riguardava le radici, l’eredità familiare e una storia distribuita tra luoghi e generazioni diverse. Il corpo diventa il punto in cui questi elementi possono incontrarsi nel presente, senza essere ordinati subito in una narrazione coerente.

L’odore può accompagnare questo tipo di percorso; lavorare con materiali aromatici significa anche lasciare spazio a una forma di conoscenza che non nasce immediatamente dalla spiegazione; e da quella consapevolezza, nasce un movimento – se risuoni con questo approccio, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale o il corso online di Profumeria botanica.

Circolazione e Vitalità: quando il corpo chiede movimento

Ci sono momenti in cui il corpo chiede movimento. A volte è qualcosa di molto semplice, come alzarsi, cambiare posizione, camminare per qualche minuto, aprire una finestra, uscire all’aria aperta. Prima ancora che il pensiero riesca a formulare con chiarezza che cosa non va, il corpo spesso segnala che una situazione è diventata troppo ferma. Possiamo avvertirlo come pesantezza, insofferenza, bisogno di aria o desiderio improvviso di spostarci. Non è detto che quel movimento debba portarci lontano: a volte serve soltanto a cambiare il punto da cui stiamo guardando.

Siamo abituati a pensare che prima dobbiamo capire e poi agire, ma nell’esperienza sensoriale accade spesso il contrario. Prima arriva un gesto, poi il significato. Ci alziamo, prendiamo una boccetta, scegliamo un profumo, cambiamo stanza, facciamo due passi, e solo in seguito ci rendiamo conto di ciò che stavamo cercando. Per questo trovo interessante osservare i piccoli movimenti spontanei del corpo senza trasformarli immediatamente in qualcosa da spiegare o correggere. Il corpo non sempre parla attraverso concetti: molto spesso parla attraverso orientamenti.

L’olfatto appartiene profondamente a questo linguaggio. Davanti a un’essenza possiamo certamente chiederci quali siano le sue caratteristiche o i suoi impieghi, ma possiamo anche partire da una domanda più semplice: che movimento produce in me? Alcuni aromi sembrano aprire lo spazio, altri invitano al raccoglimento; alcuni risvegliano memorie, altri modificano immediatamente il ritmo del respiro o dell’attenzione (se sei interessato al mondo delle essenze, puoi seguire il corso online di Aromaterapia emozionale).

Anche il profumo, del resto, è movimento. Una materia aromatica lascia la pianta, attraversa l’aria, viene respirata e incontra il corpo. Da quell’incontro può nascere un’immagine, un ricordo, una sensazione o un gesto. È un processo molto diverso dall’idea di usare un’essenza soltanto per ottenere un determinato effetto. Mi interessa di più osservare ciò che accade quando la materia entra nella percezione e lascia emergere una risposta. In questo senso l’aromaterapia può diventare una pratica di ascolto: non tanto un modo per correggere continuamente ciò che siamo, quanto un’occasione per accorgerci dei movimenti che sono già presenti e che forse chiedono semplicemente spazio.