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Profumo di Vaniglia, un abbraccio che libera

Dolcezza, calore, corpo, interiorità. L’oleoresina di Vanilla planifolia evoca il profumo di una donna giovane – potremmo immaginare Andromeda, che Perseo liberò dalle catene sulle coste del Mediterraneo.

Il mito racconta di un eroe che, di ritorno dall’impresa impossibile compiuta – l’uccisione di Medusa – scorge Andromeda incatenata alle rocce marine. Le sue parole sono dolci ma timide, il femminile trattenuto cerca voce. Quando il mostro emerge dalle acque, Perseo lo pietrifica con la testa di Medusa e libera finalmente questa energia incatenata, permettendole di ricongiungersi con un maschile che la riconosce.

L’Alchimia Interiore

La Vaniglia restituisce questa sensazione di liberazione – lo sciogliere delle limitazioni per sentirsi più leggeri e creativi. Perseo che libera Andromeda diventa dinamica intrapsichica: il nostro principio attivo che dona spazio, voce ed espressione alla parte più ricettiva di noi.

Questa essenza parla di fluire naturale. È preziosa quando scriviamo o creiamo, per entrare nel giusto stato senza forzature. Parla anche di accudimento: come Perseo si prende cura di Andromeda, possiamo creare ambienti olfattivi che nutrono chi amiamo.

Vaniglia Andromeda Redon
Odilon Redon, Andromeda

Quando la Vaniglia Cura

Per chi si sente isolato – quella condizione Water Violet dei Fiori di Bach dove ci si ritira ma non si sta davvero bene – la Vaniglia offre un caldo abbraccio che raggiunge direttamente il sistema limbico. Durante periodi difficili e tesi, quando serve consolazione profonda, questa essenza diventa medicina dolce.

Applicazioni Pratiche

Per il cuore: Diluita in olio di jojoba, applicata al centro del petto per lenire affanni e consolare.

Per l’ambiente: 3 gocce nel diffusore per una stanza di medie dimensioni.

Come profumo: Roll-on da 10ml con olio di jojoba e 3 gocce di oleoresina di Vaniglia.

Ecate, o della necessità di ritrovare il proprio spazio sacro

La figura di Ecate nella mitologia greca è una figura complessa, perchè arcaica e “trivia”. Ecate è legata per parentela stretta ad Artemide e Apollo ed è una dea lunare, portatrice di fiaccola e associata al cane e al lupo.

Spesso veniva collocata un’immagine di Ecate alle porte e davanti ai trivii, alle strade che si diramavano in più direzioni. Simbolicamente, potremmo così pensare che vi fosse una sacralità in ogni via, in ogni strada da prendere, e che davanti ad una scelta, servisse una “benedizione”.

Il suo aspetto legato al numero tre è qualcosa di ancestrale e difficilmente comprensibile con la nostra mente attuale; il tre è numero che compare in ogni tradizione conosciuta, ed è sempre sacrale, sempre divino (“la trinità”). Ecco che Ecate allora, divinità dei tre mondi (divinità ctonia, celeste, e marina) ci porta verso un femminile totale e antico (in termini archetipali – quindi un femminile che è sia della donna che dell’uomo). Associata come dicevamo alla Luna, Ecate spesso ha rapporti amorosi con esseri marini. La Luna non influenza le maree? Gli antichi forse spiegavano così le loro intuizioni sulla natura.

mitologia di Ecate

 

[image: Richard Cosway – http://www.britishmuseum.org]

Leggendo questa divinità come un nostro aspetto psichico, ecco che la nostra parte lunare influenza le nostre emozioni; ed essa è così profonda che può percepire un senso di unità al di là delle strade prese (le tre vie). Cosa curiosa, Iris, divinità messaggera, aveva il culto nell’isola di Ecate, vicino a Delo; Iris era un “angelo”, cioè una messaggera, e non è difficile pensare al fatto che la nostra parte lunare, psichica, sia per noi una messaggera (vedi ad esempio la dimensione dei sogni).

L’aspetto trivio di Ecate non era solo la possibilità di percepire un’unità al di là delle diverse strade intraprese; era anche l’espressione di una totalità, del fatto che questa dimensione psichica, interiore, potesse comprendere in sè la vita di tutte le dimensioni, quella quotidiana, quella profonda, e quella celeste. Ecate forse è una delle rappresentazioni più piene di un femminile psichico che può comprendere in sè la totalità della vita. Essa vive in una grotta e porta una fiaccola: in questo, ampliando il simbolo, potremmo vedere l’immagine di una sacerdotessa, che sceglie un ritiro per prendersi cura di questo fuoco interiore che è anche fuoco che illumina. Sarà lei infatti ad aiutare Demetra, disperata e “senza direzione”, a ritrovare la propria figlia Persefone, dandole le prime notizie per ritrovare la figlia scomparsa; e a lei erano devote le Sibille, donne oracolari che davano responsi e che si ispiravano tramite la sua figura e quella di Apollo.

Detto questo, Ecate non vive in un ritiro costante, anzi; però la sua dimora (la grotta) sembra dirci che abbiamo bisogno di “ritirarci” per entrare in contatto con noi stessi, nel nostro profondo, laddove possiamo percepire un profondo senso di unità e trovare allo stesso tempo la nostra strada individuale.

Ricordiamo a questo proposito, che oli essenziali quali il Bergamotto e il Cipresso possono aiutare questa interiorizzazione; nel primo troviamo un aspetto composto e gioioso, un voler stare da soli con un sorriso; mentre nel secondo troveremo una dimensione fortemente introversa, una profondità che in alcuni momenti può essere utile se tutto quello che ci gira intorno è troppo per noi in questo momento.

Ecate era una figura mitologica ampia e capace di agire “in tutti i mondi”, terra, cielo, mare. Ecco che la sua dimensione fortemente interiorizzante in realtà ci dice che contattando profondamente noi stessi, siamo liberi di muoverci nel mondo.