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L’Arte del Tempo Sacro – Kodo e la Filosofia della Pazienza secondo il maestro Souhitsu Hachiya

Come la Via dell’Incenso giapponese sfida la cultura della velocità occidentale


“La Via dell’Incenso è spirituale e psicologica”. Sono le parole del maestro Souhitsu Hachiya, ventunesimo discendente di una casata che ha dedicato gli ultimi cinquecento anni all’arte della meditazione tramite l’incenso, cioè al Kodo, durante l’incontro che si è svolto a Milano.

Kodo Souhitsu Hachiya milano

Una pratica che prevede un apprendistato che dura tutta la vita: si utilizza l’olfatto per praticare questa arte, che non prevede un punto di arrivo in tempi rapidi. Nell’era della velocità e della soddisfazione immediata, colpisce questa visione così organica e radicata nella vita, laddove si ragiona in termini di esperienza, di pratica, di dedizione, e di “vita intera” dedicata a un’arte che ha collegamenti anche con la poesia e la calligrafia.

Il Tempo del Maestro: Pensare in Secoli

Ciò che stupisce e rende questa pratica così profonda è il senso del tempo che porta con sé. Il maestro quando parla di “tempi”, ragiona in termini di dieci – venti anni; l’apprendimento è visto come pratica costante e per esempio, per formare correttamente la base del braciere sul quale verrà messo l’incenso, raggiungendo l’altezza perfetta che consentirà una olfazione ideale, bisogna praticare per tempi che per un occidentale sicuramente appaiono lunghissimi (decine di anni).

Questa filosofia temporale non è casuale. Il maestro Hachiya, consapevole di avere cinquecento anni di storia alle sue spalle e di essere il ponte per i prossimi secoli in questa particolare tradizione, incarna una visione che trascende la biografia individuale. La sua responsabilità non è verso il presente immediato, ma verso generazioni non ancora nate.

La Saggezza della Lentezza in un Mondo Accelerato

La ricerca contemporanea conferma ciò che il Kodo ha sempre insegnato: la velocità costante danneggia la nostra capacità di sviluppo profondo. Gli studi dimostrano che la cultura della gratificazione immediata crea dipendenze dalla dopamina e aumenta ansia e depressione. Ogni secondo di attesa in più in un video online aumenta del 5,8% la probabilità di abbandono – un dato che rivela quanto siamo diventati intolleranti al tempo naturale delle cose.

Il Kodo propone l’antidoto: il tempo sacro. Non il tempo dell’orologio, ma quello dell’esperienza profonda. Durante le sessioni, il maestro non parla ed esegue precisi movimenti – questo rispetto viene portato anche perché le materie prime utilizzate sono maturate in decine di anni, e quindi è forte la sensazione che questa olfazione sia un atto sacro con materiali che sono naturali e preziosi.

La Materia Prima del Tempo

I materiali infatti non solo vengono comprati man mano: la casata conserva materie prime anche per molti anni – quando arriva un materiale nuovo, il caposcuola lo valuta per un anno intero, “ascoltandolo” tutti i giorni. Quando sente che è arrivato il momento, compone una poesia e sceglie una delle parole della poesia per dare il nome a quel particolare tipo di materiale.

Questo processo rivela una comprensione profonda: il tempo non è solo durata, ma maturazione. Come il vino o il formaggio, anche la saggezza e la bellezza richiedono tempo per svilupparsi pienamente. La fretta non accelera questo processo – lo distrugge.

Il Paradosso della Pazienza: Andare Lenti per Arrivare Lontano

La neurologia moderna conferma l’efficacia di questa filosofia. La ricerca dimostra che le pratiche meditative e di pazienza riducono i livelli di cortisolo e la pressione sanguigna, aumentano la risposta immunitaria e possono influenzare l’espressione genetica. La pazienza non è passività – è saggezza attiva.

Il maestro zen Dogen insegnava: “Poiché il tempo giusto ora è tutto ciò che esiste, ogni essere-tempo è senza eccezione tempo intero”. Il Kodo incarna questa comprensione: ogni momento della cerimonia contiene l’eternità dell’arte.

Fondamentale è l’Ascolto Attento

Un vero e proprio stato meditativo che fa riflettere anche sul fatto che quando annusiamo un profumo su una mouillette, ci concediamo pochi secondi mentre qui viene richiesta una olfazione partecipe e ripetuta.

Questa differenza rivela l’essenza della filosofia temporale del Kodo: non consumiamo l’esperienza, ma la abitiamo. Non giudichiamo rapidamente, ma permettiamo all’esperienza di rivelarsi gradualmente. È l’antitesi della cultura dello swipe, del like immediato, della conclusione istantanea.

Una Visione per il Nostro Tempo

L’esperienza del Kodo e l’incontro con un maestro che pensa al tempo in un modo straordinario può farci riflettere su quello che siamo, e quello che vogliamo portare nel mondo, adesso e oltre. Una visione, quella di Souhitsu Hachiya che è portatrice di consapevolezza e generosità: onorando chi ci ha preceduto, amando chi verrà dopo, portare il nostro contributo affinché qualcosa di prezioso non vada perso.

In un’epoca che venera la velocità, il Kodo ci ricorda che alcune cose – la bellezza più profonda, la saggezza vera, l’amore autentico – crescono solo nel tempo sacro della pazienza. Non è nostalgia del passato, ma rivoluzione del presente: scegliere deliberatamente di rallentare per accelerare verso ciò che conta davvero.

La Via dell’Incenso ci insegna che il tempo non è denaro da spendere, ma spazio sacro da abitare. E in questo spazio, forse, possiamo ritrovare non solo la pace, ma anche noi stessi.

 

Stress e Aromaterapia – che cos’è lo stress? Come possono gli oli essenziali aiutarmi?

Una tipica frase è “mi sento stressato”. Con questa frase che usiamo tutti, indichiamo stati interiori in realtà molto diversi: però quando la pronunciamo ci sembra di capirci l’un l’altro immediatamente. Mi sento stressato. Eh sì – ma che cos’è veramente lo stress? Abbiamo mai pensato di definirlo?

Il termine “stress” in inglese indica :

una tensione/pressione costante su un oggetto;
dare enfasi o importanza;
porre l’accento su.

Quindi quando diciamo che siamo stressati, stiamo probabilmente dicendo che sentiamo una pressione; e che questa pressione che sentiamo si riferisce a qualcosa a cui diamo importanza. Ci hai mai pensato? In realtà, lo stress è qualcosa che si sviluppa in molti momenti della nostra vita, e a volte può essere anche “positivo”. Positivo perchè una moderata pressione, il sentirsi stimolati, può essere un ottimo motore per fare le cose.

Ecco dunque che quando parliamo di stress noi in genere pensiamo a qualcosa di negativo; esso però nella sua essenza è una tensione, una tensione focalizzata che può essere anche di supporto alla nostra vita.

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Lime, Citrus aurantifolia Author: ShoZu

Stare all’aria aperta, stare con gli amici, muoversi, viaggiare, divertirsi…sono portatori di sensazioni positive e benefiche, che inducono in noi una presenza di energia che stimola il nostro sistema corpo-mente-anima. E’ una forma di stimolo che nessuno di noi chiama “stress”, ma che in realtà possiamo inserire nella categoria di “stress positivo”, laddove non c’è traccia di pesantezza, stare male, ecc. bensì percepiamo una espansione e una spinta positiva.

Per quanto riguarda invece lo stress negativo, per cominciare a trovare i primi rimedi, è bene fermarsi un attimo e cercare di capire meglio come ci sentiamo: quando arriva questo disagio, in che forma, quanto mi pesa realmente, ecc.

In questo modo possiamo comprendere meglio che cosa ci succede, e di conseguenza possiamo magari scegliere un olio essenziale che ci faccia sentire meglio, o che ci aiuti a gestire la situazione (interiore ed esterna).

Quali potrebbero essere gli oli essenziali adatti ad alleggerire un momento di “stress”? Per restare su essenze facilmente trovabili, potresti prendere in considerazione:

Arancio dolce – Citrus sinensis: questa essenza apparentemente semplice ristora, lenisce, predispone alla socialità e aiuta ad aprirsi agli altri e al mondo.

Lime – Citrus aurantifolia: amo molto questo olio essenziale, che ha caratteristiche di leggerezza, vivacità e gioiosità piuttosto uniche. Adatto a chi ha bisogno di “tirarsi su” e di far ritornare il sorriso.

Petit grain dell’Arancio amaro – Citrus aurantium foglie: questo olio essenziale sembrerà più “pesante” rispetto agli altri due; è portatore di calma e relax, e all’olfatto apparirà più “verde” e talvolta “legnoso”. Adatto a chi ha bisogno di staccare e recuperare energie interiori e fisiche con un bel sonno ristoratore.

Questi oli essenziali li puoi usare nel diffusore, oppure versarne una goccia su un fazzoletto di carta e ogni tanto annusare.

Molte sono le essenze che possono aiutarci; è importante comprendere anche che al di là delle descrizioni, dobbiamo trovare gli oli essenziali che piacciono a noi e che ci fanno stare bene, perchè nella percezione c’è una componente soggettiva che non si può eliminare (ognuno di noi cioè reagisce in modo diverso agli odori, e sebbene in aromaterapia abbiamo dei dati oggettivi relativi agli oli essenziali, poi questi interagiscono con la nostra interiorità, che non è del tutto prevedibile!).