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L’Incanto della Rosa: un conforto per l’Anima

La rosa è un fiore di grande bellezza. Parlarne non è affatto semplice, data la varietà di migliaia di tipi, ognuno con le sue peculiarità. Qualche giorno fa, ho avuto il piacere di visitare il Roseto Niso Fumagalli di Monza, un luogo splendido che visito con affetto da anni e che non delude mai.

Passeggiando tra i roseti, riflettevo sulla ricchezza di tradizione che avvolge questo fiore incantevole, capace di ammaliare poeti, scrittori, profumieri e cuochi. È forse il fiore di cui si è parlato di più nella storia dell’umanità. Sebbene altri fiori abbiano avuto destini simili, la rosa possiede qualcosa di veramente speciale.

Amata dai profumieri di tutto il mondo, con la rosa si crea un Attar unico in India, che unisce la fragranza del sandalo al profumo inebriante delle rose.

In aromaterapia, la rosa è un fiore prezioso, utilizzato sia per tonificare la pelle che per prendersi cura dell’anima e delle emozioni di chi ha bisogno di sostegno, forza ed equilibrio. Per ottenere un litro di olio essenziale di rosa, occorre circa un ettaro di rose, a testimonianza della sua preziosità.

La Magia del Roseto e le Sorprese Rosate

Camminare in mezzo a un roseto è un’esperienza magica. Alcune rose sono intensamente profumate, altre meno, e questa alternanza crea una brezza fragrante che ti sorprende all’improvviso, rendendo difficile capire quale meraviglia ti abbia appena salutato con la sua fragranza.

Ho ammirato rose di ogni colore, alcune davvero rare e difficili da trovare altrove. Mentre tornavo a casa, ho notato in una vetrina di un’enoteca un prodotto che ha catturato la mia attenzione: una limonata alla rosa. Mi è sembrata un’idea deliziosa e non ho esitato ad acquistarla. Il risultato? Semplicemente stupenda! Te la consiglio vivamente. Se ami la creatività olfattiva, prendi in considerazione il corso online di Profumeria botanica – un percorso per scoprire nuove possibilità per il naso, e per se stessi.

Curcuma…solo in cucina? L’uso della curcuma come ubtan

In Ayurveda la curcuma è considerata quasi una panacea, e proprio per questo è difficile scegliere da dove cominciare. Io parto dal colore: quel giallo intenso che molti conoscono già dalla cucina.

La tradizione ayurvedica le riconosce una qualità particolare, che si chiama yogavahini: la capacità di accompagnare le altre piante nel corpo, amplificandone l’azione. È riscaldante e pungente, sostiene la digestione, e si dice che purifichi le nadi, i canali sottili, per questo viene usata spesso in primavera, quando il corpo si alleggerisce dagli accumuli dell’inverno.

Il gesto più bello, per me, è l‘ubtan: una maschera di polveri, curcuma, farine, a volte latte o yogurt, che in India si stende sulla pelle prima dei giorni importanti. Si mescola nel palmo, si stende, si lascia asciugare, e si toglie strofinando piano. La pelle resta morbida e luminosa, e le mani restano gialle per un po’. Fa parte del gioco.

Se ti incuriosisce l’India degli oli e delle spezie, puoi continuare con l’articolo sul viaggiare in India con gli oli essenziali. La curcuma è una delle spezie che raccontano le vie delle spezie dall’India al resto del mondo.