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Le Vie delle Spezie

Le spezie viaggiano da sempre. Partono da un seme, una corteccia, un rizoma, e attraversano mari interi. Per secoli hanno disegnato le rotte del mondo: carovane, navi, porti, mercati affollati in cui l’aria stessa sapeva di lontano.

Il pepe nero lascia la costa del Malabar, la cannella le foreste di Ceylon, l’anice stellato le montagne del sud della Cina. Lo zafferano arriva dal Kashmir, filo d’oro raccolto a mano all’alba, un fiore alla volta. In Madagascar la vaniglia matura lentamente, e nella stessa isola cresce la mandravasarotra, che gli abitanti conoscono da generazioni.

La curcuma resta più vicina alla terra. È un rizoma dorato che si spezza tra le dita e lascia il colore sulla pelle. In India, prima delle nozze, gli sposi vengono unti con una pasta di curcuma: è il colore dei giorni di festa, del passaggio, della luce che entra in casa.

Ogni spezia porta con sé un luogo, un gesto, una storia di scambi. Il loro profumo racconta il caldo, il sole, la fatica delle mani che raccolgono. Annusarle è già mettersi in viaggio: dal calore raccolto del pepe alla dolcezza della vaniglia, fino alla scossa elettrica del pepe di Sichuan, che sulla lingua formicola come una piccola corrente.

Le spezie sono il lontano che entra in cucina. Un pizzico basta a cambiare un piatto, una stanza, un umore. Per questo da sempre parlano di desiderio: il desiderio di altrove, di calore, di qualcosa che accenda. In un seme, in una scheggia di corteccia, custodiscono il sole dei paesi da cui vengono. Ci ricordano che anche la quantità giusta di qualcosa di intenso sa trasformare tutto ciò che tocca (se vuoi approfondire questi aspetti, scopri Materia Viva, la ezine aromatica e poetica su aromi e spezie).

Curcuma e Olio essenziale di Curcuma, aiutanti in Cucina e non solo

La Curcuma è una pianta erbacea tropicale che fa parte della tradizione ayurvedica e in generale dell’uso popolare in India, Cina e Indonesia, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, che ci ricordano subito un’altra interessante spezia, lo Zenzero.

Curcuma e Olio essenziale di Curcuma

 

La spezia fresca contiene minerali e vitamina C; storicamente viene impiegata come rimedio per dolori addominali (coliche e problemi mestruali), per depurare il fegato, e anche come rimedio per la pelle.

L’uso in cucina è anch’esso tradizionale, e l’utilizzo alimentare può rallentare i processi ossidativi ed essere un ottimo antinfiammatorio “di base”.

L’olio essenziale è interessante come analgesico, antiartritico e antinfiammatorio. A causa della sua composizione chimica (elevata presenza di chetoni) è un’essenza da usare in dosi moderate e per via esterna.

Un olio da applicare in caso di reumatismi ecc. può includere l’olio essenziale di Curcuma e perchè no, il suo “cugino” olio essenziale di Zenzero.

Curcuma e Olio essenziale di Curcuma

Per chi desidera farne un uso quotidiano è preferibile la spezia fresca o essiccata in polvere; attenzione perchè è anche spezia tintoria e quindi se leggete ricette di bellezza con la Curcuma vi ricordo che la pelle vi diventerà…giallo arancio!

Ecco quindi una ricetta per un olio da applicare localmente se si sentono tensioni su collo, spalle…:

in 10 ml di olio di iperico (attenzione è rosso…colora!) o altrimenti in 10 ml di olio extravergine di oliva:

2 gocce di olio essenziale di Curcuma

5 gocce di olio essenziale di Zenzero

3 gocce di olio essenziale di Coriandolo

Per chi ama le spezie…un olio perfetto in autunno e inverno, per sciogliere tensioni e fastidi “da freddo”; questa miscela esprime una forza solare che mitiga le rigidità del freddo sia sul piano fisico che sul piano interiore (è una miscela adatta anche a chi sente freddo dentro e per questo motivo si irrigidisce – si può spalmare qualche goccia sul chakra del cuore e e sul terzo chakra, per nutrire energeticamente questi “motori centrali”).