Archivi categoria: Vie delle Spezie

Le spezie sono cortecce, semi, boccioli e radici che hanno attraversato mari e deserti, passando di mano in mano fino alle nostre cucine e ai nostri profumi. Qui ogni spezia viene seguita lungo il suo cammino: la terra in cui cresce, il gesto di chi la raccoglie, i mercati e le rotte che l’hanno portata lontano, il calore e l’aroma che regala al naso e alla tavola. Dalla cannella al pepe, dal cardamomo allo zenzero, un viaggio fra materie antiche e ancora vive.

Le Vie delle Spezie

Le spezie viaggiano da sempre. Partono da un seme, una corteccia, un rizoma, e attraversano mari interi. Per secoli hanno disegnato le rotte del mondo: carovane, navi, porti, mercati affollati in cui l’aria stessa sapeva di lontano.

Il pepe nero lascia la costa del Malabar, la cannella le foreste di Ceylon, l’anice stellato le montagne del sud della Cina. Lo zafferano arriva dal Kashmir, filo d’oro raccolto a mano all’alba, un fiore alla volta. In Madagascar la vaniglia matura lentamente, e nella stessa isola cresce la mandravasarotra, che gli abitanti conoscono da generazioni.

La curcuma resta più vicina alla terra. È un rizoma dorato che si spezza tra le dita e lascia il colore sulla pelle. In India, prima delle nozze, gli sposi vengono unti con una pasta di curcuma: è il colore dei giorni di festa, del passaggio, della luce che entra in casa.

Ogni spezia porta con sé un luogo, un gesto, una storia di scambi. Il loro profumo racconta il caldo, il sole, la fatica delle mani che raccolgono. Annusarle è già mettersi in viaggio: dal calore raccolto del pepe alla dolcezza della vaniglia, fino alla scossa elettrica del pepe di Sichuan, che sulla lingua formicola come una piccola corrente.

Le spezie sono il lontano che entra in cucina. Un pizzico basta a cambiare un piatto, una stanza, un umore. Per questo da sempre parlano di desiderio: il desiderio di altrove, di calore, di qualcosa che accenda. In un seme, in una scheggia di corteccia, custodiscono il sole dei paesi da cui vengono. Ci ricordano che anche la quantità giusta di qualcosa di intenso sa trasformare tutto ciò che tocca (se vuoi approfondire questi aspetti, scopri Materia Viva, la ezine aromatica e poetica su aromi e spezie).

Il pepe di Sichuan, il nuovo numero di Materia Viva la ezine aromatica n.4

Materia Viva è un lavoro che continua a crescere, dedicato alle materie aromatiche: resine, piante, legni, essenze, balsami, fiori, semi, radici.

Prende vita dall’intreccio di profumo, parola, immagine e indagine viva. Ogni materia non viene esplorata soltanto per quello che fa, ma per ciò che porta con sé: la sua storia, il luogo da cui proviene, il paesaggio che la genera, il gesto che la rende simbolo, il modo in cui abita il mondo.

È un quaderno insieme culturale e sensoriale, una e-zine aromatica: risale ogni materia fino alla sua sorgente, attraversando terre, usanze, rotte commerciali, archivi, figure e lampi d’intuizione.

Una resina, un legno, un fiore, un’essenza diventano il cuore di una ricerca: si traccia un percorso, si raccolgono indizi, si ascolta l’aroma, si rincorrono immagini, si lascia affiorare una forma.

Parte di questo lavoro si deposita in testi e pubblicazioni digitali. Parte diventa grafica d’autore con stampa fine art.

L’ultimo numero è dedicato al Pepe di Sichuan verde (Zanthoxylum armatum), e ne riportiamo qui un estratto:

Annuso il pepe verde di Sichuan e accade qualcosa che non è ancora odore. C’è un agrume scattante, una freschezza che sa di lime e di foglia spezzata, ma sotto corre già un’altra promessa: quella di una vibrazione. Perché questa è una materia che prima di tutto fa vibrare, e lo fa in un modo che spinge quasi a ridere — un formicolio leggero, frizzante, sorpreso.

Se desideri leggere Materia Viva, scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito e richiedi una copia gratuita; qui trovi ulteriori dettagli.