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Olio essenziale di Arancio amaro, profumo e proprietà

L’arancio amaro al primo respiro è un agrume che ricorda altre essenze della stessa famiglia: luminoso, aperto. Poi arriva la sua firma: una nota amaricata, quasi verde, che resta in fondo come la scorza quando la pieghi tra le dita. È questo che lo separa dall’arancio dolce, che è tutto rotondo e solare. L’amaro ha una nota di contrasto che gli dà carattere.

Un albero, tre essenze

Dalla stessa pianta nascono tre oli essenziali diversi:

  • dalla buccia, l’olio essenziale di arancio amaro, fresco e un po’ pungente;
  • dalle foglie, il petit grain bigarade, verde, legnoso, più quieto;
  • dai fiori, il neroli, la parte più preziosa, luminosa e intima insieme.

Annusarli uno dopo l’altro è come salire lungo l’albero: dalla scorza alla foglia, fino al fiore. Non a caso la profumeria li ama da secoli. Insieme danno ampiezza a una composizione, e ciascuno racconta una parte della stessa pianta. Lo stesso amaro, del resto, è finito anche nei liquori, a cominciare dal Curaçao.

In casa

Nel diffusore bastano poche gocce. In una stanza di quindici metri quadrati ne servono 4 o 5. Per ambienti grandi, meglio due diffusori che uno solo spinto al massimo. La nota amaricata alleggerisce l’aria, e io la trovo particolarmente giusta nei pomeriggi pesanti, quando serve una boccata di chiarezza senza agitazione.

Se lo usi sulla pelle, ricorda che è fotosensibilizzante: niente sole sulle zone trattate per diverse ore.

La nota amara ha una sua intelligenza: risveglia, mette in ordine, riporta al centro. Forse è per questo che l’arancio amaro, nel lavoro con le emozioni, è un alleato così discreto e così preciso; se risuoni con questo tipo di lettura, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, o quello di Profumeria botanica, sulla creatività olfattiva.

 

Aromaterapia e fiori di Bach per l’insonnia

A volte il sonno fatica ad arrivare perché siamo davanti a una scelta importante. Altre volte è la mente che continua a lavorare, riproponendo pensieri e preoccupazioni.

Nell’approccio olistico e ayurvedico, l’attenzione non è rivolta soltanto all’insonnia, ma alla persona che la vive, alla sua sensibilità e alle circostanze del momento.

Fiori di Bach e stati emotivi

Nella tradizione dei Fiori di Bach, Scleranthus è associato all’indecisione e alla difficoltà di scegliere tra possibilità diverse.

White Chestnut, invece, è tradizionalmente collegato ai pensieri ricorrenti, a quel dialogo interiore che sembra non interrompersi mai.

Si tratta di associazioni appartenenti al sistema dei Fiori di Bach, non di trattamenti di efficacia dimostrata per l’insonnia.

Lavanda, Petitgrain e Arancio dolce

Anche il profumo può accompagnare i rituali serali.

La Lavanda vera è una delle essenze più conosciute per il suo carattere morbido e distensivo. Il Petitgrain, ottenuto dalle foglie e dai giovani rametti dell’arancio amaro, offre invece una nota verde, fresca e delicatamente amara.

L’Arancio dolce introduce una dimensione più luminosa e familiare.

Queste essenze possono essere esplorate attraverso una diffusione ambientale moderata, seguendo le indicazioni di sicurezza del prodotto, senza considerarle sostituti di un trattamento per i disturbi del sonno.

Il rapporto tra profumi, emozioni e rituali personali è uno dei temi del mio Corso online di Aromaterapia emozionale, dedicato all’ascolto delle essenze e delle proprie percezioni.