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La via del Femminile per le donne del ventunesimo secolo

La Via del Femminile. Più facile a dirsi che a farsi. Si parla ultimamente del femminile, del maschile, del padre…e della madre. Si parla di perdita della figura del padre, e forse si parla meno della perdita del femminile. Una perdita devastante, perchè il femminile è l’elemento terrestre, ciclico, nutriente, che si incarna nella donna e che come dimensione archetipale abita anche l’uomo.

Mi sento più a mio agio a parlare della dimensione del femminile della donna perchè ne posso fare esperienza diretta. Insomma parlo da “dentro” il tema stesso. Il femminile per noi donne oggi è un grande tema, perchè essere femminili vuol dire recuperare la sensibilità che abbiamo dentro cosa che nel mondo odierno almeno inizialmente ha un costo molto alto.

Essere femminili non è vestirsi “da donna”: possiamo vestirci come le donne indiane, in lunghi sari, e poi restare quello che siamo, insomma una parodia. Il cammino verso il femminile nella mia esperienza è un cammino felice e duro allo stesso tempo. La forza ancestrale che ci abita è una forza libera, istintuale, e profondamente saggia. Solo che non ragiona come ragioniamo oggi, e quindi ci sorprende. Scopriamo che la nostra “selvaggia interiore” la sa lunga e allo stesso tempo non corrisponde a molte delle aspettative esterne. Ecco dunque che per chi di noi desidera recuperare il proprio femminile, la strada che si apre davanti è una strada dell’intuito, delle scelte fatte col cuore e spesso non comprese dagli altri nell’immediato, e della partecipazione. Una delle cose che ho compreso nel mio cammino è che per essere donna, non potevo esserlo da sola. Cioè essere donna significa essere donna insieme ad altre donne. E non per femminismo, ma per semplice condivisione di un sentire profondo e spontaneo, che in questo modo non ha bisogno di essere spiegato. Viene naturale.

femminile, jung, archetipo
Albert Aublet – Selene

Allora la dimensione femminile è una dimensione collettiva; o meglio è una dimensione individuale (ogni donna è unica) e allo stesso tempo è una dimensione che chiede di essere vissuta insieme (essere donna insieme ad altre donne). Tutto questo senza escludere l’uomo, ma anzi, proprio come restituzione all’uomo della sua individualità e unicità, e dei suoi spazi. Riconoscere le differenze è un atto d’amore, per permettere a entrambi i generi di vivere appieno se stessi (e magari pian piano permettendo così di capire anche le relazioni intragenere). In questo non vi è maternage, quanto piuttosto una visione spirituale della vita, che chiede prima di tutto vivida completezza (potremmo forse richiamarci all’individuazione di Jung).

Essere femminili, dunque. Ridiventare sensibili. Recuperare energia. Vivere una dimensione personale e collettiva. Vivere la propria forza creativa che non chiede sforzo, quanto piuttosto comunione con la propria interiorità più profonda. E tutto questo, con una veste che sia adeguata agli anni che viviamo: riprendere in mano le antiche forme di sapienza (per esempio le pratiche erboristiche tradizionali, e molto altro) consapevoli che tutti abbiamo smartphone e internet.

E’ in questo equilibrio delle parti che secondo me si gioca la salute mentale, fisica e spirituale della donna oggi e nei prossimi anni: in questo momento così “dirompente”, proprio il femminile più integro è chiamato a “manifestarsi”. Il coraggio della semplicità, potremmo forse dire, o il coraggio di proteggere la Vita. A quest’ultimo compito siamo chiamati tutti, ma la donna, con la sua connessione spontanea col sapere del corpo, può essere colei che sostiene proprio nel recupero del ritmo delle cose di tutti i giorni, perchè per quanto la nostra mente a volte voglia di più, e voglia sempre, il corpo contiene la grande saggezza dell’incarnazione, cioè dello sviluppo organico delle cose (le età della vita, per esempio, come insegna Steiner).

Aromaterapia come Via di Coscienza: Oltre la Frammentazione

Dopo anni di lavoro con gli oli essenziali, ho compreso che l’aromaterapia autentica trascende l’uso di singole essenze. Siamo immersi in un campo energetico interconnesso che la natura ci insegna a riconoscere attraverso il linguaggio olfattivo.

Nel regno vegetale osserviamo costantemente questa interconnessione: le piante comunicano attraverso molecole volatili, creando reti di supporto e informazione. Gli oli essenziali rappresentano la concentrazione di questa intelligenza comunicativa, messaggeri che portano informazioni oltre le proprietà chimiche documentate.

L’aromaterapia contemporanea richiede comprensione dell’intera filiera: dal campo alla distillazione, dalla preparazione all’applicazione. Ogni fase porta con sé qualità che influenzano l’efficacia finale. Una preparazione fatta con presenza e intenzione possiede potenziale trasformativo superiore a qualsiasi prodotto realizzato meccanicamente.

Oltre la Cosmesi: Il Linguaggio della Pelle

La pelle comunica costantemente attraverso manifestazioni che riflettono equilibri interiori. L’approccio olistico riconosce questi segnali come linguaggio da decifrare, non sintomi da sopprimere. Gli oli vegetali, gli oli essenziali e i preparati naturali diventano strumenti di dialogo con l’intelligenza corporea.

Sinergia e Autocoscienza

L’olfatto rivela verità che la mente razionale spesso ignora. Attraverso le essenze botaniche impariamo cosa significa sinergia autentica: come elementi diversi si combinano per creare effetti superiori alla somma delle parti. Questa comprensione si estende naturalmente alle relazioni umane e all’organizzazione dell’esistenza.

Responsabilità Collettiva del Benessere

Il nostro equilibrio interiore influenza inevitabilmente chi ci circonda. Prendersi cura del proprio benessere attraverso sostanze naturali e pratiche consapevoli diventa atto di responsabilità collettiva. Non si tratta di individualismo spirituale, ma di riconoscimento che la guarigione personale contribuisce alla guarigione del sistema più ampio.

L’aromaterapia autentica insegna che esistiamo simultaneamente su piani diversi: fisico, emotivo, energetico, spirituale. Nutrire solo il livello materiale genera quella sensazione di stanchezza esistenziale che molti sperimentano nonostante abbiano risorse sufficienti.

Attraverso l’uso consapevole degli oli essenziali, iniziamo a comprendere il nostro ruolo specifico nella rete della vita. Non parti casuali, ma elementi necessari di un sistema più vasto che comunica costantemente attraverso sincronicità, intuizioni, e quella forma di intelligenza che le piante ci insegnano attraverso i loro messaggi aromatici.