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Prima delle parole. L’odore come accesso alla memoria familiare

Nel 2019 ho collaborato con la coreografa portoghese Teresa Noronha Feio allo sviluppo di A Tale for the Rootless, un progetto performativo dedicato all’eredità familiare, alle radici e alla costruzione dell’identità. Il lavoro nasce da una materia profondamente biografica: fotografie, testi, poesie, musica, racconti, oggetti e memorie legate alla storia della sua famiglia tra Portogallo e Africa. Il corpo e il movimento sono il luogo in cui questi materiali potevano incontrarsi e trasformarsi.

All’interno di questa ricerca, il mio lavoro riguarda l’olfatto e la memoria. Una delle domande che ci siamo poste è: può un odore dare accesso a qualcosa che esiste già nella memoria, ma che non è ancora diventato racconto?

L’olfatto possiede una caratteristica particolare: può produrre una reazione prima che abbiamo trovato le parole per descriverla. Offre una presenza sensoriale attorno alla quale memoria, corpo e associazioni possono organizzarsi.

Nel lavoro di Teresa questo aspetto è particolarmente importante perché A Tale for the Rootless interrogava proprio la relazione tra storia familiare e identità presente. Alcuni oggetti provenienti dalla sua storia — tessuti, libri, poesie — sono capaci di condurla verso determinati stati, che successivamente diventano movimento, parola e presenza scenica. L’odore entra nello stesso territorio: non come decorazione, ma come un altro modo di avvicinare una materia biografica senza obbligarla immediatamente a diventare discorso.

A volte un materiale, un gesto, un’immagine o un odore permettono a qualcosa di diventare presente alla consapevolezza. La parola può arrivare dopo, se serve; il corpo e la sensibilità riconoscono in un profumo, in un olio essenziale, qualcosa col quale si può risuonare, e che può evocare stati interiori e memorie che erano disponibili ma non si riuscivano a contattare (se risuoni con questi temi puoi seguire un corso online di Aromaterapia emozionale o di Profumeria botanica).

Mirra: Il Profumo delle Radici

Quando parliamo di stabilità interiore, parliamo di una dimensione che va oltre l’avere “i piedi per terra”. Si tratta di quella sensazione profonda di appartenere – a noi stessi, al nostro territorio, alla nostra storia. È il sentirsi a casa nel mondo, anche quando la vita è in movimento.

La stabilità autentica nasce dal corpo e dalle sensazioni corporee. Quando mangiamo qualcosa che ci piace, dove siamo in quel momento? Completamente presenti al piacere, qui e ora. Questa capacità di sentire – sia gioia che dolore – ci radica nel presente e trasforma l’esperienza in qualcosa di costruttivo.

Il Salto nel Tempo

L’essenza di Mirra (Commiphora myrrha) è un portale verso questa dimensione. Ogni volta che la annuso, sento un salto nel tempo – verso una dimensione collettiva, femminile, terrestre. La Mirra ci parla di altre epoche, di radici storiche e ancestrali, di un appartenere che va oltre la famiglia nucleare.

Questa resina evoca il “grembo materno allargato” delle società tradizionali, dove nessun bambino cresceva solo con mamma e papà, ma nella comunità intera. Una dimensione oggi quasi sconosciuta, ma di cui abbiamo ancora profondo bisogno in un’epoca di tanto sbilanciamento verso l’elemento aria.

Radicamento interiore e relazionale

La Mirra diventa alleata preziosa per chi ha difficoltà di relazione con la propria famiglia di origine o con il territorio natale. Per chi, per mille ragioni, non ha avuto una famiglia accogliente e stabile. Le amicizie di oggi possono diventare quella famiglia allargata che ci fa stare bene – e la Mirra ci aiuta a riconoscere e creare questi legami.

La stabilità vera non si basa su possedimenti e status sociali, ma su provenienza, territorio, persone che riconoscono la nostra appartenenza. Come l’elefante – animale di memoria ancestrale – possiamo recuperare quella dimensione ampia, profonda, attenta che diventa la nostra “base sicura”.

Quando le nostre radici si consolidano, nasce una grande vitalità; l’energia profonda di chi sa da dove viene e dove appartiene. La Mirra ci aiuta a riconnetterci con questa forza primordiale.

Applicazioni pratiche, in aromaterapia emozionale

Per diffusione: Alcune gocce nell’ambiente per evocare dimensioni ancestrali di appartenenza.

Come resina: Fumigata per rituali di riconnessione interiore.

Per applicazione: Diluita in olio vegetale, per momenti di ricerca della propria stabilità interiore.

La Mirra non ci radica solo nel presente, ma ci connette alla continuità profonda della vita umana – quella forza che attraversa i secoli e ci ricorda che abbiamo sempre appartenuto a qualcosa di più grande di noi. Se desideri approfondire questi temi, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale.