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Aromaterapia e Team Building: Creare Connessione Attraverso i Sensi

C’è un modo di stare insieme che non passa dalle parole. Si annusa, si sceglie, ci si sorprende — e in poco tempo un gruppo si ritrova in una complicità che le presentazioni non danno mai.

Un laboratorio olfattivo condiviso funziona così: mette al centro l’unico senso che aggira le spiegazioni e arriva dritto. Davanti a un’essenza si reagisce prima di pensare, e quella reazione è vera, immediata, irripetibile da persona a persona.

Piacevolezza e creatività

Ogni naso porta una prospettiva sua, ugualmente valida: quello che per una persona è luminoso per un’altra è troppo diretto, una resina che a qualcuno dà calma a qualcun altro ricorda una cosa precisa.

Si annusa, si commenta, si ride, si cambia idea, si prende la boccetta al vicino per riprovarla. Le reazioni sono spontanee perché non c’è un esame da superare — e proprio per questo le persone si mostrano come sono, in uno spazio leggero e rilassato.

Cosa resta

Alla fine ognuno porta a casa il proprio profumo in uno spray elegante — la firma di quel pomeriggio.

Ma resta soprattutto una memoria condivisa: l’odore di un tempo passato insieme in modo diverso, una risata, la sorpresa di un’essenza che non si pensava potesse piacere. Una traccia che, ogni volta che si rivaporizza, riporta lì.

Organizzare un laboratorio per un gruppo

Un’esperienza così si presta a tante occasioni: un team building aziendale ma anche un evento privato, un incontro tra colleghi che desiderano un tempo diverso dal solito. Si costruisce sul contesto — il numero di partecipanti, il luogo, la stagione.

Se senti che potrebbe essere giusta per il tuo gruppo, scrivimi a professionefelice@gmail.com o tramite il tasto WhatsApp del sito. A presto.

il messaggio spirituale della lavanda

[The spiritual message of Lavender – Read the English translation here]

Quando parliamo di Lavanda, la prima cosa da capire è di quale Lavanda stiamo parlando. Chi ha annusato diverse piante o diversi oli essenziali estratti dalla Lavanda, sa che ci sono molte differenze tra uno e l’altro, e se vogliamo fare un discorso particolareggiato terremo conto di molti aspetti, tra i quali il luogo di provenienza, come la pianta è stata coltivata, come è stata estratta, ecc.

Detto questo, le piante del genere Lavandula hanno dei tratti comuni, che possono essere riconosciuti sia negli ibridi (es. “Lavandino”)  che nelle piante di Lavanda angustifolia e in altre.

La mia riflessione su questa pianta è iniziata anni fa, quando si è cominciato a parlarne sempre di più, a coltivarla di più, e a produrne più olio essenziale. Attualmente ci sono molti piccoli agricoltori che distillano questa essenza, e si possono apprezzare così diverse qualità olfattive in piante coltivate in diversi luoghi dell’Italia e del mondo.

Questa sorta di “marea di Lavanda” che pian piano si è fatta strada, mi ha fatto riflettere su quali potessero essere le caratteristiche della pianta e dell’essenza, tale da farle avere così grande fortuna. Considerata un calmante e un antinfiammatorio, certamente può essere apprezzata per le sue doti rilassanti, anche se a mio avviso non sono le uniche che hanno reso la Lavanda una pianta così utilizzata.

In realtà la Lavanda è una pianta che ha anche un profilo olfattivo pungente, soprattutto il Lavandino, e non è così soft come potrebbe credere chi ne vede i bei fiori viola svilupparsi a spiga.

Quando l’abbiamo annusata nei gruppi durante i corsi, abbiamo spesso sentito “aprirsi” uno stato di coscienza più elevato, più pacifico, che sostiene le persone a trovare un piano di condivisione e di pace.

In alcuni casi nei quali ho avuto modo di essere presente a momenti conflittuali, riuscire a far annusare ai presenti questa essenza ha immediatamente cambiato il “colore” dell’ambiente e ha portato le persone verso un piano meno individuale e più di condivisione.

Dal mio punto di vista la Lavanda da preferire in questi casi è la angustifolia, in genere dal profilo olfattivo più sottile e dolce; ma detto questo, la percezione è soggettiva e quindi ognuno saprà scegliere la Lavanda che lo ispira di più. Le Lavande vere sono più eteree, soavi, e sostengono le persone a trovare un punto di vista più ampio sulle cose della vita, partendo da un punto interiore più pacifico, meno giudicante, e più incline a trovare il significato degli eventi.

Ho spesso usato l’olio essenziale di Lavanda per aiutare le persone, anche in contesto di gruppo, a lasciarsi andare all’intuizione, sciogliere un pò di schemi mentali, e provare a guardare gli altri e se stessi da una prospettiva allargata e meno individuale. In questo modo spesso emergono intuizioni, nuovi punti di vista, dei veri e propri “insights”.

Quando molliamo la presa della mente, emergono risorse inaspettate, e uno dei compiti di chi fa Aromaterapia emozionale e sottile è proprio agevolare questo passaggio da una mente schematica a una mente intuitiva, che trova nuove vie, nuove soluzioni e nuove risorse. Questa nuova mente è connessa con la parte di noi più profonda e interconnessa, e sa trovare risorse e soluzioni in ogni situazione. La Lavanda è un agevolatore di questo passaggio, dando rilassamento, calmando l’ansia, e riducendo questo “rumore” interno, lasciare spazio a una voce che è più profonda, più intensa e più risolutiva, ma alla quale in genere non diamo spazio e credibilità.