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Monte Verità, il respiro dello spazio

Nella mia ricerca sensoriale, decisi un giorno di recarmi alla Casa del Tè sul Monte Verità, che avevo conosciuto grazie a delle care amiche svizzere. Andammo insieme per degustare dei tè, e ebbi la possibilità di visitare anche la piccola coltivazione locale.

Fu l’immersione in quello spazio a colpirmi profondamente. Non erano solo i tè – era il respiro stesso del luogo. C’era una qualità dell’aria, una densità diversa che invitava immediatamente a rallentare, ad ascoltare. Lo spazio sembrava respirare con noi, creando una naturale apertura sensoriale.

La cura nei gesti dei proprietari rifletteva la cura che la montagna stessa dedicava a ogni dettaglio: niente affrettato, niente forzato. Ogni movimento aveva il tempo giusto, la precisione delicata che nasce quando si opera in sintonia con il ritmo naturale del luogo.

Immersa in quella natura montana, sentii come la mia percezione si espandesse naturalmente. Non era necessario sforzo – lo spazio stesso educava alla ricettività, preparando la coscienza a riconoscere sfumature che nell’ordinario rimangono invisibili.

Così quando ci fu offerto il the Matcha, potei assaporarne sia la preparazione, che il profumo, e poi il gusto. Il non avere fretta mi permise di mettermi in ascolto e di cogliere la purezza della materia prima e la cura della lavorazione. Fu un momento di pausa e di benessere, e grazie al dialogo con la proprietaria e le mie amiche, capii quanta saggezza era presente in quei momenti, una saggezza di una tradizione che è ancora attuale e che in più momenti ho avuto la fortuna di incontrare.

Ricerca interiore e Educazione sensoriale e olfattiva per ritrovare Armonia e capacità di Scelta

Ricerca interiore. Questa parola che spesso nel proprio budget interno viene spostata nella casella “non di prima necessità” è oggi invece quantomai importante e a mio avviso l’unica vera strada per poter vivere i passaggi nella propria vita trovando un significato e anche delle risposte.

Ritornare a noi stessi, metterci al centro della nostra vita è la strada per ritrovarci e fare del bene a noi e agli altri – e una parte importante di questo percorso passa per la  “rieducazione al sentire“.

Siamo meno sensibili di quello che potremmo essere – e questo ci priva di una parte di noi stessi. Possiamo convincerci di molte cose da un punto di vista mentale, ma quando esperiamo con i sensi, la nostra intelligenza e capacità di orientamento si espandono e comprendiamo da un punto di vista più profondo e allargato.

Nei corsi dico sempre che tutta l’informazione teorica di cui disponiamo oggi, questo grande bagaglio di notizie, non diventano veramente risorse finchè non le sentiamo nostre. Nel caso della percezione, il passaggio deve essere veicolato dall’esperienza: un esempio semplice è la differenza tra la descrizione di un olio essenziale e l’esperienza di annusarlo. Un pò come leggere una ricetta di cucina invece di pranzare veramente (poi viene fame!).

Cammino interiore e educazione olfattiva

Per capire tutto quello che andiamo a leggere abbiamo bisogno di farne esperienza diretta: mi annuso l’olio essenziale di cui tanto ho letto, e magari posso scegliere di accedere all’esperienza di una guida, cioè di qualcuno che quell’olio essenziale l’ha vissuto in lungo e in largo per anni e che per questo può darmi una prospettiva allargata su come usarlo, come studiarlo, come comprenderlo davvero.

Non solo: gli oli essenziali sono un canale meraviglioso di avvicinamento alla Natura, di indagine su se stessi attraverso l’educazione olfattiva, e il loro impatto emozionale è intenso. Le essenze sono un tramite attraverso il quale riscopriamo noi stessi, le nostre capacità sensoriali, e accediamo ad una porta che ci mostra nuovi lati di noi stessi e magari anche degli altri.

Per questo pratichiamo la Profumeria botanica, sviluppando la parte creativa olfattiva che c’è in noi, scoprendo un nuovo linguaggio e la possibilità di “parlarlo”. Per questo utilizziamo strumenti quali il colore e la creatività visiva, che possono facilitarci nel comprendere sia le essenze sia la nostra vita interiore, che come dico spesso “non ha parole”, ma ha immagini, profumi, suoni…percezioni.

Possiamo dare voce al nostro canto interiore, sia che ci ritroviamo sfibrati, sia che siamo nel pieno delle nostre energie (e magari non sappiamo come investirle). L’educazione olfattiva, la percezione sensoriale come percorso di ricerca personale è una delle strade per ritrovare noi stessi e iniziare a fare chiarezza e scegliere da un punto di vista interiore che sia più vicino al nostro Io autentico.