Tutti gli articoli di Elena | Aromaterapia, Consapevolezza, Profumeria botanica

A warm scent, cinnamon

Cinnamon, one of my favourite spices…and I think loved by many. This spice is present in our kitchens; in aromatherapy it is distilled as a particularly intense and strong essential oil.

Cinnamon is widely used in the Middle East and the Orient, with its two most widely used varieties coming from Sri Lanka and China. Two of the blends that contain it and are widely used are:

garam masala (a warming blend) which in addition to cinnamon includes cardamom, cloves, black pepper, cumin, fennel seeds, coriander and fenugreek;

and ras el hanout, the ‘best of the grocer’ in Morocco, which can include up to thirty spices, including garam masala and also rosebuds and lavender.

In aromatherapy we have three essential oils available, which are:

Cinnamon bark (Cinnamonum zeylanicum)

Cinnamon leaves (Cinnamonum zeylanicum)

Cinnamon bark (Cinnamonum cassia);

and of these, the most recommended is the second, cinnamon leaves, because they tend to be less aggressive. This essence has warming, anti-infective, immune-stimulating properties and should be used with care, but its invigorating power is one of my favourites.

If by chance we want to use cinnamon bark essence, we can do so by being careful with the dosage, because it is strongly dermocaustic (although its scent is excellent, and can be appreciated even in high dilutions). Cinnamon cassia essence is just as aggressive, but its scent can be appreciated by using it in high dilutions to create an ambient olfactory synergy.

In emotional aromatherapy, cinnamon can help us find warmth when we feel that the world is getting particularly tough around us, preserving our inner wellbeing which is essential for filtering out difficulties and obstacles. It also invigorates, strengthens, and can be a wonderful element in Christmas scents.

Dal ferro meteorico estivo, a San Michele e San Martino

[Respiro]

In questi giorni di passaggio, che sono un “capodanno”, sento che l’autunno porta il sollievo della lucidità, della scrematura di ciò che conta ed è pieno, intimo e vicino, e ciò che è meno vicino e può essere vissuto con maggiore leggerezza e a volte distanza.
Scremare per me non è un atto mentale, ma una processo interno, di cuore: non è qualcosa contro cui reagire, quanto piuttosto una sensazione interiore da accettare, accogliere, ed esserne nutriti.
Più siamo noi stessi, più ciò che non ci appartiene lascia la sua presa.
Che ognuno di noi sappia cedere a ciò che è più semplice e naturale, aperti alla sorpresa del bene che sgorga da ciò che è reale e generativo.

Secondo Steiner, grazie anche alle stelle cadenti di agosto, arriva sulla Terra il ferro meteorico, un elemento che va a sostenere il sangue e la nostra forza interna. Questo ferro meteorico sarà costitutivo della spada di San Michele, festeggiato a fine settembre, poco dopo l’equinozio d’Autunno. Così, osservando il movimento di questi mesi, vediamo come ad agosto inizi ad arrivare quel nutrimento che lentamente, e a spesso in modo impercettibile, si incarnerà dopo alcune settimane: l’equinozio autunnale, un momento di equilibrio che preannuncia la caduta delle foglie dagli alberi, che diventano dapprima cariche di colore, per poi lasciarsi andare dando una sensazione (per me è così) della fine di un ciclo, di un alleggerimento, e allo stesso tempo della concentrazione delle forze interiori, perchè di fatto ciò che prima così visibilmente generava all’esterno, rientra in sè.

Con San Michele arriviamo ad un momento in cui la forza della coscienza viene chiamata in causa; non solo, ma questa influenza sulla consapevolezza trova forse la sua concretizzazione piena nel capodanno celtico, cioè tra il 31 ottobre e il primo novembre. Qui, con la forza della profondità, si segna un momento che ho sempre percepito decisivo. E’ chiaro che a volte può essere liberatorio, a volte può essere complesso, un pò come la lotta di San Michele e il drago.

San Martino e la spada

E’ anche un momento in cui possiamo sentir arrivare nuove consapevolezze, un nuovo stato interiore, e più riusciamo ad accogliere questa maggiore vicinanza con noi stessi, più questo percorso risulta semplice (se ami le essenze come accompagnamento del tuo cammino, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale).

Non solo: mi sono chiesta, in modo un poco ardito, se questo processo non continuasse con un’altra festività tradizionale: San Martino. Questo santo non usa la spada per combattere un drago, quanto piuttosto per tagliare il suo mantello e far coprire una persona che non aveva mezzi. Ecco che la spada della consapevolezza in questo caso divide i propri averi con chi ne ha bisogno. Lo trovo evocativo, e veramente interessante, se ci concediamo la libertà di osservarlo in modo simbolico.

La spada di Michele è una spada che governa le forze del profondo (il drago non è una signorina anche se personalmente penso che il drago sia una potenza non avversa, quanto semmai difficile da governare proprio in ragione della sua forza). mentre Martino ci indica un altro momento: la stessa spada, diciamo così, ora può aiutarci a capire che cosa possiamo dare, il discernimento è su quale sia il nostro dono da condividere.

Su questo potremmo concederci una domanda aperta; perchè ogni anno potremmo scoprire di avere un nuovo dono da dividere con gli altri; e visto che abbiamo una spada, il dono è particolarmente consapevole e per nulla “casuale”. Quindi una domanda potrebbe essere…che cosa posso dare, oggi, ora? Qual è il mio dono in questo momento (e forse questo dono “vale un anno”)? E anche: quale dono vorrei ricevere? Chi può darmi metà del suo mantello?

Per chi avesse bisogno di affilare la spada interiore 🙂 ricordo che in aromaterapia essenze quali il Cipresso e il Ginepro possono essere utili – e se ami questo approccio, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, per esplorare le essenze e il loro ruolo nel nostro benessere interiore.

[Questo post mi è stato ispirato dalle riflessioni e dal lavoro di Francesco Pazienza, analista]