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Consapevolezza e Natura: Ritiri di Aromaterapia in Val di Taro

L’esperienza del ritiro intensivo in Val di Taro ad agosto 2016 ha rappresentato un capitolo significativo nell’esplorazione delle potenzialità dell’aromaterapia come percorso di trasformazione personale. Bedonia, incastonata tra gli Appennini a cavallo tra Emilia e Liguria, offre un contesto naturale ideale per programmi di immersione che integrano studio delle essenze, meditazione e sviluppo della creatività olfattiva.

Il Seminario Arcivescovile: Spazio Sacro per la Ricerca Interiore

La scelta del Seminario Arcivescovile di Bedonia come sede dei ritiri non è stata casuale. Questo edificio storico completamente ristrutturato combina la solennità di uno spazio sacro con i comfort necessari per programmi formativi intensivi. L’atmosfera di raccoglimento e riflessione tipica degli ambienti religiosi si è rivelata particolarmente adatta per lavori di approfondimento della sensibilità e della percezione.

La posizione strategica di Bedonia, facilmente raggiungibile da diverse città del Nord Italia, permette ai partecipanti di staccarsi dalla routine quotidiana immergendosi completamente in un ambiente montano che favorisce naturalmente l’introspezione e la connessione con i ritmi della natura.

Metodologia dell’Immersione: Tre Giorni di Trasformazione

Il formato intensivo di tre giorni e due notti ha permesso di sviluppare un approccio metodologico unico che integra diverse dimensioni dell’apprendimento. La struttura del programma alterna momenti di studio teorico a esperienze pratiche, passeggiata naturalistica e sessioni di meditazione, creando un ritmo che rispetta sia le esigenze formative che quelle di crescita personale.

Prima Giornata: Apertura e Prime Esplorazioni

L’avvio del percorso si concentra sulla presentazione delle potenzialità dell’aromaterapia e sui primi approcci pratici. L’olfazione e valutazione delle essenze introduce i partecipanti al mondo delle percezioni sottili, mentre gli esercizi di meditazione nella natura creano il ponte tra apprendimento intellettuale ed esperienza diretta.

Seconda Giornata: Immersione Totale

La giornata centrale del ritiro rappresenta il cuore dell’esperienza trasformativa. La passeggiata naturalistica e gli esercizi di percezione nella natura permettono di sperimentare direttamente il dialogo tra essere umano e ambiente vegetale, sviluppando quella sensibilità che è alla base di ogni lavoro autentico con le essenze.

Terza Giornata: Integrazione e Chiusura

La giornata conclusiva si focalizza sull’integrazione delle esperienze acquisite. Gli esercizi all’aperto di meditazione e percezione consolidano lo sviluppo della sensibilità olfattiva da una prospettiva interiore, mentre la condivisione delle esperienze permette di elaborare e fissare gli insight emersi durante il percorso.

L’Approccio Valle: Natura come Co-Facilitatore

La metodologia sviluppata in questo ritiro riconosce la natura stessa come co-facilitatore del processo di apprendimento. La Val di Taro, con la sua ricchezza vegetale e la sua atmosfera di quiete montana, diventa elemento attivo nella trasformazione dei partecipanti.

L’alternanza tra spazi interni ed esterni, tra momenti di silenzio e di condivisione, tra studio individuale e lavoro di gruppo crea un ritmo che rispetta i tempi naturali dell’apprendimento profondo e della crescita personale.

L’Eredità della Montagna

Questa esperienza ha confermato l’importanza dell’ambiente naturale nei processi di formazione e trasformazione. La montagna, con il suo ritmo più lento e la sua atmosfera di raccoglimento, permette livelli di approfondimento difficili da raggiungere in contesti urbani.

Il formato intensivo si è rivelato particolarmente efficace per creare quello stato di immersione totale che favorisce l’integrazione tra apprendimento intellettuale, esperienza sensoriale e crescita personale, elementi essenziali per un approccio autentico all’aromaterapia olistica.

Creazione e Tutela del proprio Spazio Personale e Aromaterapia

Che cosa significa delineare il proprio spazio personale? Una domanda apparentemente semplice…in realtà rispondere non è così immediato. La prima considerazione da fare è questa: siamo tutti consapevoli di avere uno spazio personale e di “abitarlo”? Spesso questa consapevolezza in realtà è parzialmente inconscia e quindi la gestione del proprio spazio personale diventa molto istintiva e umorale – insomma ci accorgiamo che qualcosa va o non va, ma non ci rendiamo conto che quello che sta succedendo riguarda proprio i nostri confini, lo spazio simbolico che abitiamo e viviamo ogni giorno.

Lo spazio personale è un luogo simbolico, senza muri, senza stanze fisiche, in realtà esiste ma è innanzitutto psichico. Il riflesso e l’incarnazione più evidente di questo spazio è l’organo Pelle. La pelle è un luogo simbolico di espressione dei nostri confini, di come essi vengono tutelati, protetti o violati.

rosa aromaterapia

Che sensazione si ha quando il proprio spazio personale è rispettato?

In genere la sensazione è di apertura, di respiro, di una certa serenità, oggi potremmo definirlo di “ben-essere” in cui un pò tutto interiormente sembra “a suo posto”. Le sensazioni corporee fluiscono e siamo in una condizione di attenzione e presenza.

Questo è lo spazio psicosomatico ed è il primo luogo che abitiamo; successivamente ci sono gli spazi fisici nei quali ci muoviamo ogni giorno – la casa che abitiamo, il luogo in cui lavoriamo, i luoghi che ci sono cari e che frequentiamo. La casa è sicuramente il primo riflesso del nostro spazio personale e all’interno di essa i vari ambienti possono esprimere il nostro sentire (o meno…!). Spesso si cambiano mobili e si spostano cose proprio per muovere qualcosa dentro di noi e trovare una armonia maggiore. Per questo mettere mano alla propria abitazione non è solo qualcosa di pratico e concreto, bensì un vero esercizio interiore di aggiustamento…nei periodi di cambiamento si sente spesso l’esigenza di cambiare anche qualcosa in casa – ed è qualcosa che avviene naturalmente senza doverci pensare troppo. Questo accade anche con il profumo che decidiamo di dare alle nostre stanze.

Può il profumo diventare un modo di esprimere il nostro spazio interiore? A mio avviso sì. La prima riflessione in questa direzione è chiedersi se profumiamo un ambiente che è soltanto nostro o che è condiviso. La differenza è chiara: quando profumiamo uno studio, o una camera che viviamo soltanto noi abbiamo mano libera, mentre negli spazi condivisi la profumazione dovrà in qualche modo essere resa gradevole per tutti, proprio perchè espressione di uno spazio che è non solo di una persona, ma di più persone che la coabitano.

Puoi profumare il tuo ambiente con gli oli essenziali in tanti modi: dall’uso del diffusore a ultrasuoni, alla creazione di semplici spray, a creare dei profumatori con della carta da acquerello (puoi ritagliare delle strisce di carta da acquerello di 5 cm per 20 cm, spruzzarle poche gocce di essenza e appenderle sia negli armadi che negli ambienti).

Corso di Aromaterapia a Milano

 

Che profumo ti piacerebbe dare alla tua stanza preferita?

Non ci sono regole generali per questo, ma certamente oli essenziali che possono colorare un ambiente in modo piacevole sono per esempio l‘olio essenziale di arancio dolce, mandarino rosso, litsea cubeba, picea mariana, rosmarino cineolo, menta piperita,  petit grain, e per gli amanti della rosa, consiglio vivamente di usare nel diffusore l’idrolato di rosa (non l’olio essenziale) che è ovviamente più leggero ma che rilascia nell’aria una piacevole profumazione di fondo. Gli idrolati o acque aromatiche – per ora da noi poco utilizzate – sono un meraviglioso strumento che tra le tante applicazioni ha proprio questa; essere cioè pratico da diffondere nell’ambiente senza aggressività.