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Aromaterapia emozionale raccoglie testi dedicati al rapporto tra essenze, percezione e vita emotiva. Gli oli essenziali diventano strumenti di ascolto: accompagnano stati d’animo, movimenti interiori, memorie e passaggi, aiutando a riconoscere ciò che cambia nel corpo e nella sensibilità personale.

Cedro atlantico, profumo di casa

Il Cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica) è un albero maestoso che cresce nelle regioni montuose del Marocco e dell’Algeria, tra i 1.300 e i 2.000 metri di altitudine. È considerato uno dei più antichi alberi sacri (potremmo per certi versi associarlo al Sandalo, per storia e presenza nella cultura), presente nei templi egizi, nei rituali e nei testi antichi come simbolo di forza, integrità e purificazione.

La sua resina e il suo legno erano usati per imbalsamazioni, protezione, meditazione. Il suo olio essenziale, distillato dal legno, ha un profumo secco, caldo, avvolgente. Ricorda l’interno di una casa antica, il legno di una biblioteca silenziosa, o un tappeto di aghi asciutti sotto i piedi. Non è dolce, non è invadente: è una struttura. Una colonna silenziosa. Una casa verticale.

Il Cedro è geograficamente legato all’Atlante, la catena montuosa da cui prende il nome, ma simbolicamente abbraccia molte civiltà: Fenici, Egizi, Greci, Romani. Sta in bilico tra Oriente e Occidente, tra il Mediterraneo e il deserto. Il suo linguaggio è quello delle civiltà antiche e delle visioni interiori che non si consumano.

Uso il Cedro quando voglio centrarmi senza irrigidirmi, quando sento che serve ordine, ma non controllo. Quando c’è bisogno di togliere il superfluo senza perdere il calore.
Lo annuso spesso al mattino, quando la mente è ancora aperta, oppure quando la stanchezza diventa disorientamento e sento che serve una base, una radice asciutta, un punto fermo; la sua presenza porta una sensazione di casa e può essere unita agli agrumi per una sensazione completa di benessere.

Prima delle parole. L’odore come accesso alla memoria familiare

Nel 2019 ho collaborato con la coreografa portoghese Teresa Noronha Feio allo sviluppo di A Tale for the Rootless, un progetto performativo dedicato all’eredità familiare, alle radici e alla costruzione dell’identità. Il lavoro nasce da una materia profondamente biografica: fotografie, testi, poesie, musica, racconti, oggetti e memorie legate alla storia della sua famiglia tra Portogallo e Africa. Il corpo e il movimento sono il luogo in cui questi materiali potevano incontrarsi e trasformarsi.

All’interno di questa ricerca, il mio lavoro riguarda l’olfatto e la memoria. Una delle domande che ci siamo poste è: può un odore dare accesso a qualcosa che esiste già nella memoria, ma che non è ancora diventato racconto?

L’olfatto possiede una caratteristica particolare: può produrre una reazione prima che abbiamo trovato le parole per descriverla. Offre una presenza sensoriale attorno alla quale memoria, corpo e associazioni possono organizzarsi.

Nel lavoro di Teresa questo aspetto è particolarmente importante perché A Tale for the Rootless interrogava proprio la relazione tra storia familiare e identità presente. Alcuni oggetti provenienti dalla sua storia — tessuti, libri, poesie — sono capaci di condurla verso determinati stati, che successivamente diventano movimento, parola e presenza scenica. L’odore entra nello stesso territorio: non come decorazione, ma come un altro modo di avvicinare una materia biografica senza obbligarla immediatamente a diventare discorso.

A volte un materiale, un gesto, un’immagine o un odore permettono a qualcosa di diventare presente alla consapevolezza. La parola può arrivare dopo, se serve; il corpo e la sensibilità riconoscono in un profumo, in un olio essenziale, qualcosa col quale si può risuonare, e che può evocare stati interiori e memorie che erano disponibili ma non si riuscivano a contattare (se risuoni con questi temi puoi seguire un corso online di Aromaterapia emozionale o di Profumeria botanica).