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La Lavanda e il Linguaggio Silenzioso dell’Anima

Un giorno, camminando in Francia, sono entrata in un’erboristeria molto conosciuta da quelle parti. Non cercavo niente di preciso. Ma appena dentro ho sentito un profumo di lavanda vera, di quelli che ti fanno rallentare il passo senza che tu sappia perché.

Ho guardato le persone che entravano. Alcune si fermavano, altre passavano oltre e poi tornavano indietro. Nessuno chiedeva di che lavanda si trattasse o da dove venisse: avevano riconosciuto qualcosa e volevano capire cosa. È un modo di riconoscere le cose che non passa dalle spiegazioni.

Anche i bambini, che sono i più diretti, si avvicinavano all’olio essenziale di lavanda vera. Annusavano e restavano lì un momento, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

È così che mi piace incontrare le essenze: prima il naso, poi, se serve, le parole. Un olio che ti piace lo riconosci dal naso, non dall’etichetta, e il rilassamento arriva naturale. È lo stesso approccio del corso online di Aromaterapia emozionale, un approccio semplice, che ha trovato spazio anche in ambito hospice, dove l’olfatto è un modo di prendersi cura dell’ambiente e di chi ci lavora ogni giorno.

Da qui si può continuare con altre essenze che accompagnano il rilassamento, come la camomilla o il petit grain, ognuna con il suo carattere e il suo modo di farsi conoscere.

Mi capita ancora di ripensare a quel profumo. Esiste un linguaggio che precede le parole, e il naso è uno dei modi più semplici per entrarci.

Il Sandalo: Quando un Albero Diventa Maestro

Ci sono profumi che trasportano, e poi c’è il sandalo, che trasforma.

Nei templi indiani i suoi trucioli dorati bruciano sulle braci da millenni, e la pasta di sandalo si stende sulla fronte come segno di devozione. A Mysore, per secoli, il profumo del legno ha abitato le strade, i laboratori degli intagliatori, gli oggetti di casa.

L’olio essenziale di Santalum album ha una qualità rara: invecchiando migliora, come un vino, e diventa più rotondo, più cremoso, più profondo. Sulla pelle è morbido e calmante, e in Ayurveda rinfresca il fuoco di Pitta. In meditazione accompagna il respiro verso il silenzio.

Proprio perché è stato amato troppo, il sandalo indiano è diventato raro e protetto. Oggi esistono piantagioni controllate, e altre specie affini, come il Santalum austrocaledonicum della Nuova Caledonia, con un carattere suo, più verde e più asciutto.

Il sandalo è una delle materie a cui torno più spesso, per la sua pienezza olfattiva, tattile, e per la sua storia. Se ti va di approfondire l’uso delle essenze, puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale, o eventualmente, in chiave più creativa, il corso online di Profumeria botanica.