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Sandalo: Tradizione Sacra e Applicazioni Contemporanee

Il sandalo è un albero che ha bisogno degli altri. Da giovane affonda le radici accanto a quelle delle piante vicine e ne prende una parte del nutrimento: è un semiparassita, e cresce così, in relazione. Per diventare profumato gli servono decenni. L’essenza si forma lentamente nel cuore del legno e nelle radici, e solo un albero maturo la porta con sé.

Il sandalo della tradizione indiana è il Santalum album, quello che tutti conoscono come sandalo di Mysore. Per secoli è stato il legno dei templi, delle cerimonie, delle offerte. Proprio questa fama ne ha fatto una materia rara: lo sfruttamento eccessivo ha costretto a proteggerlo, e oggi la sua raccolta è regolata. Accanto a lui sono arrivati altri sandali, come quello australiano (Santalum spicatum) e quello della Nuova Caledonia (Santalum austrocaledonicum). Sono parenti stretti, con un carattere proprio, e portano il profumo del sandalo nel presente con altre sfumature..

Al naso il sandalo è morbido, cremoso, quasi lattiginoso. Si rivela piano e resta. È una nota che arriva piano e si allunga nel tempo, e sulla pelle cambia per ore. Per questo in India è la base degli attar, i profumi tradizionali di Kannauj. I fiori vengono distillati direttamente sul sandalo, che li accoglie e li tiene insieme.

Se ami i legni, e le loro applicazioni in aromaterapia emozionale, puoi prendere in considerazione il corso online; se ami invece la parte compositiva e creativa, scopri il corso online di profumeria botanica.

Aromaterapia e creare uno spazio protetto per il proprio benessere

Anni fa frequentai un residenziale di Vipassana, una forma di meditazione che prevede di tenere il silenzio; rimasi in silenzio quasi 10 giorni , mentre condividevo questa esperienza con altre persone, che vidi ogni giorno alzarsi all’alba, meditare, fare colazione, meditare, pranzare, meditare, cenare, stare insieme, in silenzio.

Di quei giorni ricordo la profondità della tecnica e quanto giorno dopo giorno, quel silenzio, quella pratica, permettesse un contatto con sè stessi come non avevo quasi mai avuto. Poichè per me non era per niente facile, verso ora di pranzo salivo al primo piano di una delle residenze che ci ospitava, mi siedevo e guardavo il paesaggio collinare, molto bello, molto pacifico. Dentro di me la chiamavo “la mia televisione”; mi riservavo quel momento per distendere lo sguardo su quelle colline, sulla loro forma, il loro movimento.

Poi assistevo alla vita delle mie compagne di percorso, e provavo una profonda compassione per ognuno di noi, osservando la determinazione e il sacrificio che ognuna stava vivendo. Non era facile per nessuna di noi, ma sapevamo che “quella cosa lì” ci stava facendo del bene, anche se non era una passeggiata.

La consapevolezza che ho raggiunto in quei giorni mi è stata preziosa – negli anni ho provato a vivere alcuni oli essenziali come supporto al percorso di presenza mentale; l’aromaterapia ci aiuta quando dobbiamo creare uno spazio protetto lì dove ci troviamo, ovunque sia.

Una scelta è certamente l’olio essenziale di Incenso (Boswellia sacra), che “da sempre” è una essenza che aiuta le persone a connettersi con qualcosa di più ampio di sè; con quel senso di direzione che è nostro ma che risponde a qualcosa di più ampio. Gli alberi di incenso crescono anche in condizioni estreme, dimostrando forse che la connessione con il proprio sè profondo può avvenire in ogni circostanza.

Ci sono tanti tipi di incenso in realtà, e una essenza più pungente ma che apprezzo è l’incenso indiano, Boswellia serrata. Per certi versi meno etereo della Boswellia sacra, questa pianta mi ricorda la determinazione che ho visto così tante volte sui volti delle persone che ho incontrato in India.

Da non dimenticare anche il Sandalo, oggi soprattutto Santalum austrocaledonicum, anche se tradizionalmente era Santalum album. Uno dei regali più belli che mi fece un amico fu dirmi un giorno “quando sei arrivata mi è venuto in mente il legno di sandalo”.

Si può utilizzare l’olio essenziale in diffusione nell’ambiente, o farne un roll-on, con olio di jojoba, per ristorare il nostro cuore e la nostra mente (se risuoni con questo approccio puoi prendere in considerazione il corso online di Aromaterapia emozionale).

Perchè non provare un roll-on da meditazione:

In 10 ml di olio di jojoba:

3 gocce di olio essenziale di Boswellia sacra

3 gocce di olio essenziale di Boswellia serrata

3 gocce di olio essenziale di Sandalo

Per ricordarci che possiamo sempre sentirci “a casa”.