Archivi categoria: Geografia degli aromi

Esplorazione dei territori aromatici attraverso ricerca diretta e connessioni autentiche con le culture locali. Un viaggio nella mappatura consapevole delle tradizioni olfattive, dalle rotte del franchincenso alle coltivazioni di vaniglia, per comprendere come geografia, clima e saggezza ancestrale plasmino l’identità aromatica di ogni territorio. La Terra come biblioteca vivente di essenze, raccontata attraverso esperienza e rispetto culturale.

E’ uscita la nuova ezine Materia Viva n.10, sulla resina del Ramy

Ogni numero di Materia Viva nasce da una materia aromatica e la segue come si seguirebbe una traccia: non solo il profumo, ma il paesaggio, la storia, i gesti, le immagini e le parole che quella materia porta con sé.

ramy canarium madagascariense

Questa volta il filo conduce al Madagascar, sulle coste dove cresce il Ramy — Canarium madagascariense, uno dei giganti della foresta umida, capace di sfiorare i quaranta metri e i due di diametro. È un albero che si lascia raccogliere camminando: la resina esce da sola lungo il tronco, e chi passa vicino ne stacca un po’, in un gesto che gli abitanti stessi definiscono normale. Il legno, invece, resta quasi sempre intatto — il Ramy è tra gli alberi meno tagliati, spesso l’unico rimasto in un campo arato, protetto anche quando serve legna.

Se desideri scoprire le resine nella composizione profumata, c’è il corso online di profumeria botanica.

Se ami le resine, è uscito anche il numero 11 di Materia Viva, sulla resina chiamata Mirra Kua.

La ezine è un progetto editoriale, sostenuto da fondi privati, e puoi riceverne una copia gratuita in PDF. Per ogni dettaglio sul progetto e su come sostenerlo, scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito o via mail: professionefelice@gmail.com

The Rivers He Dressed in Cloth

William Morris named his fabrics after rivers. Wandle, Cray, Evenlode, Medway, Kennet, Windrush — tributaries of the Thames, given to printed cloth.

The Wandle was the most ambitious design he ever drew, and the way he spoke of it is worth pausing on. He would give the river its name only if the work turned out well enough to deserve it. The honour was not his to grant. It had to be earned by the thing he made.

And the river is small. He knew it. It is precisely because the Wandle is a modest stream, not a great one, that the design had to be elaborate and splendid. Worth is not measured against scale.

The reason the Wandle mattered to him is plain enough: its water was what made the dyeing possible. The colour came out of that stream. So the naming is not decoration, it is an act of grateful naming.

The work carrying the name of the condition that allowed it to exist. Which is a rarer gesture than it sounds. In the same century, the same river was being consumed by industries that used it without ever naming it.

We followed the Wandle ourselves, for a different material and a different reason, in issue 9 of Materia Viva, the independent ezine about aromatic materials and their environments.