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Il Giappone mi ha insegnato ad ascoltare il profumo. Nel Kodo, l’antica via dell’incenso, l’incenso si “ascolta”: il legno aromatico si scalda e chi lo riceve accoglie la fragranza in silenzio, più volte, con attenzione piena. L’ho sperimentato a Milano con il maestro Souhitsu Hachiya, della scuola Shino-ryu, e quel pomeriggio ha cambiato il mio modo di stare davanti a ogni materia.

Quando il profumo si lascia ascoltare – tra profumo e suono

In un laboratorio recente è successa una cosa che porto ancora con me. Le materie erano sul tavolo — qualche resina, un legno, un fiore — e mentre passavano di mano in mano ho sentito che nella stanza stavamo ascoltando. Ogni essenza entrava con un suo registro, e tra una e l’altra si apriva qualcosa che somigliava a un accordo: qualcosa con la nitidezza di una frase, un disegno, una direzione, un timbro che si poteva riconoscere.

Mi è rimasta addosso l’impressione che il profumo, certe volte, sia proprio una musica. E che, come la musica, si possa comporre insieme.

C’è una tradizione, in Giappone, che pratica questa cosa da secoli e le ha dato un nome preciso. Si chiama Kodo, la via dell’incenso, e quando si avvicina al naso un legno aromatico si dice Monko: ascoltare l’incenso. Il verbo è quello dell’udito. Chi ascolta un profumo entra in relazione con una presenza che si dispiega nel tempo, esattamente come si fa con un suono.

Anche la profumeria occidentale ha preso le sue parole dalla musica. Diciamo “note” — di testa, di cuore, di fondo — perché un profumo si apre, si svolge e lascia un fondo, come una frase ha un attacco, un corpo e una coda. E diciamo “accordo” per più essenze che, combinate, suonano come una cosa sola: tre suoni tenuti insieme generano qualcosa che nessuno dei tre possedeva da solo.

Forse è per questo che certe esperienze olfattive arrivano come musica. Quando le materie sono vive – resine, legni, fiori che conservano la loro voce – e le si incontra in un piccolo gruppo, con il tempo necessario, succede qualcosa che assomiglia a fare musica da camera. Ognuno tiene la sua nota, prova un suo accostamento, e a un certo punto nella stanza si forma una risonanza condivisa: come quando qualcuno tiene una nota e gli oggetti intorno cominciano, piano, a vibrare con lei.

Se sei interessato all’esperienza della profumeria botanica, ti ricordo che offro laboratori di profumeria botanica come eventi privati, e puoi seguire anche il corso online di profumeria botanica, per sperimentare a casa la tua creatività!

Materia Viva, la Ezine aromatica n.5 – Camellia japonica, la Camelia del Giappone

Materia Viva è un lavoro in cammino, dedicato alle materie aromatiche: resine, piante, legni, essenze, balsami, fiori, semi, radici.

Nasce dove si incontrano profumo, parola, immagine e ricerca. Di ogni materia non interessa solo l’effetto, ma tutto ciò che la accompagna: da dove viene, quale paesaggio la genera, quali mani l’hanno raccolta, come è diventata simbolo.

È insieme un quaderno culturale e un’esperienza dei sensi. Ogni materia viene seguita a ritroso fino alla sua origine, attraverso terre e usanze, antiche rotte commerciali, archivi, volti e improvvise intuizioni. Si parte da una resina, un legno, un fiore, e si segue il filo: si raccolgono indizi, si ascolta l’aroma, si insegue un’immagine, finché una forma affiora.

Una parte di questo lavoro vive in testi e pubblicazioni digitali; un’altra diventa grafica d’autore, stampata in fine art.

L’ultimo numero è dedicato alla Camelia japonica (Camellia japonica), e ne riportiamo qui un estratto:

Chiudo gli occhi. La punta delle dita si muove sulla pelle del viso — un po’ picchiettando, un po’ a piccoli cerchi. Uso un olio che scorre bene, leggero al tatto. Mi porto le dita al naso, e stavolta l’odore è leggerissimo: nessuna fragranza floreale, quanto piuttosto una delicatezza che parla alla pelle — la rende immediatamente elastica, felice. È così che incontro la Camellia japonica, una pianta dai fiori rossi, pieni, che all’apparenza promette profumo e invece consegna cura attraverso l’olio spremuto dai suoi semi.

Puoi riceverne una copia gratuita in pdf; scrivici tramite il tasto WhatsApp del sito; qui trovi ulteriori dettagli.