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Sedici Sfumature di Verde, la ricchezza sensoriale dell’Amazzonia

Nella mia ricerca sensoriale, ho esplorato la connessione tra l’olfatto e gli altri sensi. In particolare il colore è una dimensione che può restituire infinite sfumature, come racconta Marcia Theophilo quando descrive una tribù india della foresta amazzonica che ha sviluppato nel suo linguaggio sedici modi diversi di descrivere il verde.

Solo nel profondo di questa foresta si possono cogliere così tante sfumature e significati. Questo mi ha fatto riflettere su quanto la ricchezza percettiva sia legata all’intimità con l’ambiente naturale – più viviamo in connessione profonda con la natura, più i nostri sensi si raffinano e si aprono a distinzioni sottili che altrimenti ci sfuggirebbero.

La Percezione Multisensoriale come Saggezza

La poesia e la ricerca di Marcia Theophilo ci introducono in un modo di sentire autenticamente integrato. Lo sguardo di chi vive la foresta “da dentro” è ricco e aperto alla percezione multisensoriale: colori, profumi, luci, suoni, interazioni. Questa capacità di distinguere sedici tipi di verde non è solo curiosità botanica, ma saggezza embodied che nasce dall’ascolto profondo.

Nel mio lavoro con gli oli essenziali, ho scoperto che anche l’olfatto può sviluppare questa ricchezza percettiva. Possiamo imparare a distinguere non solo “lavanda” ma le infinite sfumature che ogni pianta porta con sé: la lavanda di montagna rispetto a quella di collina, quella raccolta in Francia, da quella raccolta in Kashmir, e così via (e si può essere sempre piu’ precisi rispetto alla posizione, l’altitudine ecc.).

Il Sentimento della Vita

Colibrì in aria sospeso
ritmo forte, emotivo
per capire meglio i fiori,
bevete il nettare, bevete!

Questa poesia di Marcia ci restituisce il Sentimento della Vita – quella vibrazione vibrante che possiamo riconoscere in noi stessi e che nel lussureggiante contesto dell’Amazzonia trova una delle sue espressioni più ampie. Il colibrì che “beve il nettare” ci insegna l’approccio giusto alla bellezza: non consumare ma nutrirsi, non prendere ma ricevere.

La Rivoluzione della Coscienza

La scrittura di questa poetessa antropologa conserva proprio quello che rischiamo di perdere: la capacità di vedere il mondo con occhi che sanno distinguere infinite sfumature di bellezza. I “bambini giaguaro” di cui parla Marcia sono portatori di una forza naturale e pura, basata sulla tenerezza e la capacità di rimanere umani anche nelle metropoli.

“La rivoluzione dei bambini giaguaro è una rivoluzione poetica, una rivoluzione di coscienza. La loro violenza non parte all’attacco di qualcosa, ma a difesa della vita, di tutta la vita.”

Questo mi risuona profondamente. Nel mio lavoro, cerco di coltivare la stessa rivoluzione gentile: difendere la capacità umana di percepire la bellezza sottile, di distinguere le sfumature, di mantenere viva quella sensibilità che ci rende davvero umani.

Verso una Percezione Arricchita

Possiamo tutti sviluppare questa ricchezza percettiva. Non serve vivere in Amazzonia per imparare a vedere sedici sfumature di verde – serve solo rallentare, ascoltare, permettere ai nostri sensi di aprirsi alla bellezza che ci circonda sempre, ovunque siamo.

L’aromaterapia diventa così un ponte verso questa percezione arricchita: ogni essenza ci insegna a distinguere sfumature sottili, a riconoscere la personalità unica di ogni pianta, a sviluppare quella stessa intimità con il mondo naturale che permette agli indios dell’Amazzonia di vedere ciò che noi chiamiamo semplicemente “verde” in sedici realtà diverse, tutte meravigliose.

Ricerca interiore e Educazione sensoriale e olfattiva per ritrovare Armonia e capacità di Scelta

Ricerca interiore. Questa parola che spesso nel proprio budget interno viene spostata nella casella “non di prima necessità” è oggi invece quantomai importante e a mio avviso l’unica vera strada per poter vivere i passaggi nella propria vita trovando un significato e anche delle risposte.

Ritornare a noi stessi, metterci al centro della nostra vita è la strada per ritrovarci e fare del bene a noi e agli altri – e una parte importante di questo percorso passa per la  “rieducazione al sentire“.

Siamo meno sensibili di quello che potremmo essere – e questo ci priva di una parte di noi stessi. Possiamo convincerci di molte cose da un punto di vista mentale, ma quando esperiamo con i sensi, la nostra intelligenza e capacità di orientamento si espandono e comprendiamo da un punto di vista più profondo e allargato.

Nei corsi dico sempre che tutta l’informazione teorica di cui disponiamo oggi, questo grande bagaglio di notizie, non diventano veramente risorse finchè non le sentiamo nostre. Nel caso della percezione, il passaggio deve essere veicolato dall’esperienza: un esempio semplice è la differenza tra la descrizione di un olio essenziale e l’esperienza di annusarlo. Un pò come leggere una ricetta di cucina invece di pranzare veramente (poi viene fame!).

Cammino interiore e educazione olfattiva

Per capire tutto quello che andiamo a leggere abbiamo bisogno di farne esperienza diretta: mi annuso l’olio essenziale di cui tanto ho letto, e magari posso scegliere di accedere all’esperienza di una guida, cioè di qualcuno che quell’olio essenziale l’ha vissuto in lungo e in largo per anni e che per questo può darmi una prospettiva allargata su come usarlo, come studiarlo, come comprenderlo davvero.

Non solo: gli oli essenziali sono un canale meraviglioso di avvicinamento alla Natura, di indagine su se stessi attraverso l’educazione olfattiva, e il loro impatto emozionale è intenso. Le essenze sono un tramite attraverso il quale riscopriamo noi stessi, le nostre capacità sensoriali, e accediamo ad una porta che ci mostra nuovi lati di noi stessi e magari anche degli altri.

Per questo pratichiamo la Profumeria botanica, sviluppando la parte creativa olfattiva che c’è in noi, scoprendo un nuovo linguaggio e la possibilità di “parlarlo”. Per questo utilizziamo strumenti quali il colore e la creatività visiva, che possono facilitarci nel comprendere sia le essenze sia la nostra vita interiore, che come dico spesso “non ha parole”, ma ha immagini, profumi, suoni…percezioni.

Possiamo dare voce al nostro canto interiore, sia che ci ritroviamo sfibrati, sia che siamo nel pieno delle nostre energie (e magari non sappiamo come investirle). L’educazione olfattiva, la percezione sensoriale come percorso di ricerca personale è una delle strade per ritrovare noi stessi e iniziare a fare chiarezza e scegliere da un punto di vista interiore che sia più vicino al nostro Io autentico.