Quando ho iniziato a pensare a un articolo sulla Curcuma, la vastità dei suoi impieghi in Ayurveda, dove è considerata una vera e propria panacea, mi ha lasciata incerta su dove cominciare. Per questo, ho deciso di offrire una panoramica generale, che potremo approfondire in futuri articoli.
La forma più familiare di Curcuma è la polvere di colore giallo intenso, un ingrediente che molti già utilizzano in cucina. Oltre alla polvere, esistono anche due oli essenziali e la possibilità di estrarre un oleolito da questa meravigliosa pianta.
Usi della Curcuma in Polvere
La polvere di Curcuma è oggi facilmente reperibile nei negozi di alimentari biologici e offre una vasta gamma di benefici:
- Antinfiammatorio cutaneo: Può essere utilizzata come polvere lenitiva per la pelle.
- Depurativo del sangue: Un pizzico in acqua calda si trasforma in una tisana depurativa.
- Yogavahini: Questa è una proprietà chiave in Ayurveda, che indica la capacità della Curcuma di veicolare le proprietà di altre piante all’interno del corpo, amplificandone l’efficacia.
- Antisettico, antibatterico e antibiotico: In Ayurveda è riconosciuta per le sue proprietà antimicrobiche.
- Riscaldante e pungente: Aiuta a stimolare e migliorare la digestione.
- Trattamenti a secco: Può essere impiegata in preparazioni come l’Ubtan, una maschera esfoliante e purificante.
- Tamponi umidi: È un ingrediente fondamentale per i Pinda Sweda, impacchi caldi medicati usati in trattamenti ayurvedici.
La Curcuma era nota anche nella tradizione medica mediterranea, dove veniva classificata come “caldo-secca” e impiegata per lenire la pelle e trattare problematiche legate a fegato e bile.
In Ayurveda, si ritiene che la Curcuma abbia la capacità di purificare le nadi, i canali energetici sottili del corpo, fungendo così da purificatore generale per il corpo fisico e quelli sottili. In questa fase stagionale di primavera, l’utilizzo della Curcuma può apportare particolari benefici, supportando il corpo nel processo di disintossicazione dagli accumuli invernali.