La presenza, l’ascolto e il profumo

L’ascolto è relazione. Non è mai un atto solitario, nemmeno quando siamo soli con noi stessi: è sempre un dialogo tra chi ascolta e ciò che viene accolto.

Me lo ha insegnato prima di tutto il Kodo, l’antica via giapponese dell’incenso, dove l’incenso non si annusa ma si ascolta. Non si tratta semplicemente di sentire una fragranza, ma di entrare in conversazione con lei: lasciarle raccontare la sua storia, mentre noi raccontiamo la nostra attraverso ciò che sentiamo.

Questa presenza è essenziale per il cammino interiore, perché ciò che viviamo dentro ha bisogno di un confronto, di un dialogo, per poter evolvere. Le emozioni che restano chiuse diventano stagnanti; i pensieri che non trovano risonanza si irrigidiscono.

Quando accogliamo un aroma pratichiamo un ascolto che include il corpo, la memoria, l’intuizione. Creiamo uno spazio di incontro, dove il nostro mondo interiore può mostrarsi ed essere riconosciuto. È lo stesso spazio che apro nei miei laboratori, quando si annusa in silenzio prima di comporre.

La saggezza orientale parla spesso di “vuoto fertile”: uno spazio apparentemente silenzioso che in realtà pulsa di possibilità, come un terreno che riposa prima di dare frutto. Nell’ascolto creiamo proprio questo: un vuoto che non è assenza, ma presenza. Un silenzio che non esclude, ma include.

In questo spazio la fragranza di un incenso può diventare uno specchio, il profumo di una rosa un’intuizione, e l’aroma più semplice può aprire nuove consapevolezze, che ci restituiscono la possibilità di sentire i nostri bisogni d’anima.

Se senti il richiamo di questo ascolto, è il cuore del corso online di Aromaterapia emozionale.