L’oleolito di Iperico e le sue proprietà – uso in Aromaterapia e Massaggio

L’iperico rappresenta una delle scoperte più significative del mio percorso con l’aromaterapia. Anni fa, dopo aver tentato di spostare un mobile da sola, mi ritrovai quattro giorni a letto, praticamente immobilizzata dal dolore alla schiena. Fu l’oleolito di iperico, combinato con oli essenziali, a sbloccare finalmente la situazione. Quell’esperienza non solo mi guarì fisicamente, ma segnò l’inizio del mio studio serio dell’aromaterapia.

Negli ultimi anni l’iperico ha conquistato fama per le sue proprietà antidepressive, ma la mia esperienza si concentra sulle sue straordinarie capacità antinfiammatorie e lenitive, che ho visto funzionare su centinaia di persone nel corso degli anni.
L’oleolito di iperico si ottiene dalla macerazione in olio dei fiori dell’Hypericum perforatum. Il suo utilizzo più immediato riguarda le contratture muscolari: dolori cervicali, lombari, infiammazioni tendinee. L’applicazione è semplice – si spalma sulla zona interessata (attenzione al colore rosso che può macchiare) e spesso il miglioramento arriva rapidamente.
Ho osservato risultati particolarmente efficaci nell’infiammazione del nervo sciatico, dove l’iperico dimostra la sua particolare affinità con il sistema nervoso. Durante l’applicazione si percepisce inizialmente un calore che si trasforma in sensazione di allungamento e alleggerimento – un beneficio che si estende sia alla zona specifica che al benessere generale.

L’iperico, conosciuto anche come Erba di San Giovanni, viene tradizionalmente raccolto il 24 giugno, durante la notte di San Giovanni. Questa pianta macerata in olio e successivamente filtrata ha già aiutato migliaia di persone. Considero l’oleolito di iperico un rimedio fondamentale da tenere sempre in casa, insieme agli oli essenziali di lavanda e tea tree.
Nel mio lavoro ho documentato i suoi principali campi di applicazione:

Nevralgie e dolori muscolari
Proprietà astringenti
Antinfiammatorio per scottature e bruciature
Sollievo per dolori articolari
Problemi cutanei, grazie alle proprietà antinfiammatorie, antisettiche e astringenti

Importante: l’iperico è fotosensibilizzante, quindi dopo l’applicazione evitare l’esposizione solare diretta.

Ho osservato che iperico e lavanda lavorano in sinergia perfetta, costituendo un vero “rescue remedy” per molteplici applicazioni. La lavanda, con le sue proprietà equilibranti e rilassanti, completa l’azione antinfiammatoria dell’iperico, creando una formula che rappresenta un pilastro della mia pratica terapeutica.

Il Rosmarino, il “Ros Marinus” e le sue proprietà in forma di idrolato e olio essenziale

Ho un rametto di rosmarino in mano. Lo annuso attentamente, per cogliere le sottili sfumature del suo profumo. E’ un odore composto da varie fasi, che nell’insieme stupiscono per il risultato pieno di sfumature anche molto diverse tra di loro.

Prova a tenere un rametto di rosmarino in mano…arriva una nota fresca. Questa freschezza può ricordare la menta, forse il legno di ho che però è più dolce. La nota sottile è subito accompagnata da una componente astringente, che arriva in bocca e fa partire la salivazione. Quando la salivazione si è attivata, percepisco una dolcezza e una soavità che forse in una pianta così “decisa” (guarda che rametto forte, che foglie appuntite) non ti aspetteresti. E’ un odore nettamente floreale, sottile, che è reso accattivante dalla parte astringente e scura.

Questa meraviglia, questa “rugiada marina” (il significato etimologico del nome del Rosmarino) ha tantissime proprietà.

Caldo e secco, tutte le situazioni di “freddo” trovano giovamento dall’uso di questa pianta. E’ un energizzante e attivatore del metabolismo (e fa venire fame…spesso!).

Stimola i reni e l’asse epato-biliare.

Rinforza e stimola il cuore e la circolazione.

E’ un disintossicante generale.

In aromaterapia si distinguono almeno tre chemiotipi di rosmarino sui quali scriverò in modo più approfondito; essi sono:

rosmarino a cineolo (vicino all’eucalipto per proprietà);

rosmarino a verbenone (disintossicante e più mirato alle funzionalità del fegato);

rosmarino a canfora (decontratturante).

E’ chiaro che se raccolgo un rametto di rosmarino in giardino sarà difficile che io riesca a capire di quale chemiotipo si tratta 🙂 quindi qui consideriamo un rosmarino “di casa”, senza particolari analisi che ci aiutino a capire meglio di che qualità è dotato.

Nel “Manuale del Profumiere” del 1914 edito da Hoepli, Antonio Rossi parla di tre idrolati: rosa, neroli…e rosmarino. Taglia corto, ma il rosmarino ha quindi pari interesse degli altri due…questo vuol dire che era molto, ma molto usato! E ne parla soprattutto come lozione tonica per i capelli.

In realtà l’uso degli idrolati di rosmarino affonda le radici in una tradizione ancora più antica. La prima testimonianza documentata risale all’Acqua della Regina d’Ungheria, leggendaria preparazione del XIV secolo che vedeva il rosmarino come ingrediente principale. Secondo la tradizione, questa formula miracolosa restituì giovinezza e bellezza alla Regina Elisabetta d’Ungheria, tanto che il Re di Polonia, di oltre cinquant’anni più giovane, se ne innamorò perdutamente. Al di là della leggenda, l’Acqua della Regina rappresenta il primo esempio storico di utilizzo sistematico dell’idrolato di rosmarino per scopi cosmetici, precedendo di secoli le formulazioni moderne.

Le prime preparazioni a base di rosmarino risalgono alla notte dei tempi, e i fiori di rosmarino vengono citati nell’antichità anche come abbellimento femminile.

L’acqua di rosmarino, o idrolato di rosmarino, è un buon tonico per la pelle, e questa pianta sembra indicata per tonificare tutto ciò che è privo di energia. Lo trovo ottimo anche per i reumatismi, applicando dell’olio di iperico unito a una goccia di olio essenziale di rosmarino sulle parti che danno fastidio.

La sua fragranza sottile, penetrante e antispasmodica ne fa un buon aiuto negli stati agitativi nei quali bisogna rasserenare e rinforzare. Il Rosmarino forse ha sempre affascinato proprio per questo suo aspetto duplice, di tonico attivante e allo stesso tempo di rilassante profondo (relativamente agli spasmi).

Annusandolo, il respiro si amplia e si percepisce un rilassamento che placa l’ansia; allo stesso tempo le funzioni nervose e mentali vengono tonificate, e di fatto si è più presenti e svegli (ricordo con un sorriso che tempo fa delle studentesse universitarie mi raccontarono che studiavano spargendo in casa dell’olio essenziale di rosmarino; riuscivano a studiare meglio…ma poi avevano sempre una fame pazzesca!!! Ci abbiamo riso tanto sopra insieme!!!

 

Esperienze olfattive che connettono

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