Cinnamosma fragrans: presente e futuro della Mandravasarotra in Aromaterapia

La Cinnamosma fragrans è un arbusto sempreverde che cresce soltanto in Madagascar, soprattutto nelle foreste secche del nord-ovest. Appartiene alla famiglia delle Canellaceae, parente lontana della cannella, e arriva fino a cinque metri di altezza. Sull’isola la chiamano saro, oppure mandravasarotra: un nome che le fonti traducono come “ciò che tiene lontane le cose cattive”. Già nel nome c’è tutto il rispetto che le comunità locali le riservano da generazioni, come pianta di casa e di protezione.

L’olio essenziale si distilla dalle foglie. Al naso è fresco e limpido, con una nota balsamica che ricorda l’eucalipto e un cuore speziato, caldo, che rivela la parentela con la cannella. È un profumo che apre, dritto e luminoso.

La saro racconta anche un Madagascar possibile. Le sue foglie si raccolgono senza abbattere l’albero, e la pianta si rinnova di stagione in stagione. In un’isola dove la foresta arretra ogni anno, una materia che vive di potature è una piccola forma di alleanza fra chi raccoglie e chi cresce. Per questo la tengo tra le materie da seguire: il suo futuro dipende dalla cura con cui la raccogliamo oggi.

La via dell’Incenso: la storia di una delle resine più usate dall’Antichità per il suo Aroma

Quando parliamo di Incenso, esploriamo un universo complesso: non esiste una sola resina, ma diverse specie di Boswellia e numerose resine sacre che attraversano millenni di storia.

Uno degli incensi più pregiati deriva dalla Boswellia Sacra dell’Oman, tradizionalmente considerato il produttore d’eccellenza e punto di partenza delle antiche rotte carovaniere verso il Mediterraneo, l’India e l’Oriente. Sebbene la Boswellia Sacra cresca anche in Somalia ed Etiopia, la storica Via dell’Incenso origina dall’Oman. Altre specie botaniche come Boswellia frereana e Boswellia rivae contribuiscono alla famiglia delle resine sacre.

L’errore comune è sottovalutare l’ampiezza degli scambi commerciali antichi. Già prima della nascita di Cristo esistevano reti commerciali internazionali che coprivano distanze considerevoli attraverso territori impervi. Trasportare incenso dall’Oman al Mediterraneo richiedeva attraversare terre aride, superare rilievi montuosi e pagare tasse doganali che arricchivano le città carovaniere.

L’incenso ha sempre accompagnato i rituali, non solo religiosi: imperatori e faraoni ne facevano uso estensivo per le loro cerimonie.

La Boswellia Sacra viene raccolta dagli alberi attraverso produzione spontanea o incisioni controllate sul tronco. L’olio essenziale si ottiene mediante distillazione in corrente di vapore.

Il profilo olfattivo presenta complessità stratificate: note di limone integrate con freschezza e una qualità “asciutta” che nella mia esperienza professionale restituisce sensazioni di elevazione, apertura verso intuizione e ispirazione.

Quest’olio essenziale eccelle nella diffusione ambientale, dove “eleva” energeticamente lo spazio, purificandolo sia in senso fisico (proprietà antisettiche documentate) che sottile. Risulta eccellente anche in applicazioni di massaggio a dosi moderate o per bagni antistress.

In profumeria, l’incenso rappresenta un componente classico, perfettamente allineato con l’antica concezione di “pro-fumo” – fumigazione che eleva mente e cuore. Le tradizioni profumiere associano frequentemente diverse qualità di incenso alle spezie, creando sinergie caratteristiche dei profumi orientali.

La tradizione attribuisce all’incenso anche funzioni cosmetiche: l’olio essenziale possiede proprietà cicatrizzanti documentate, utilizzabile in creme naturali per migliorare il tono cutaneo.

Esperienze olfattive, scrittura e immagini d'autore

×