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Creatività e flow: liberare la nostra capacità di espressione con aromaterapia e fiori di Bach

Che cosa significa essere creativi? Possiamo esserlo tutti? La buona notizia è che tutti viviamo la nostra creatività, ma spesso in modo inconsapevole.

“La creatività è il più grande dono dell’intelligenza umana. Più il mondo diventa complesso, più dobbiamo diventare creativi per affrontare le sue sfide.” [Ken Robinson]

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[Cascina Cuccagna a Milano]
Ma come liberare questa naturale capacità che abbiamo tutti? In realtà, la creatività è un flusso libero che il più delle volte viene fermato. Cioè spesso noi fermiamo la nostra capacità creativa, e poi pensiamo di non averla proprio. Come riattingere a questa fonte profonda?

Un olio essenziale particolarmente indicato è quello di Ylang Ylang. Questo fiore, cosi intenso nel registro olfattivo, per essere apprezzato appieno necessita di essere diluito, in olio o in alcol, perchè riempie facilmente olfatto e… psiche! La sua forza aromatica, se dosata correttamente, scioglie le rigidità interiori, rasserena, “smonta” la mente schematica e favorisce il lasciar andare. E’ una essenza molto adatta a persone iperattive che basano la loro forza sul controllo, e che quindi in realtà di energia hanno bisogno, perchè esercitare un forte controllo su di sè ha un costo interiore molto alto (e non facilita la creatività più profonda). Si potrebbe associare Rock Water dei fiori di Bach, per facilitare il fluire interiore.

gelsomino aromaterapia profumi creatività
[photo author:Christer T Johansson]
Per chi invece sente la propria sorgente creativa e non si concede di svilupparla (perchè magari gli hanno detto che non serve a niente)…potrebbe essere utile innanzitutto il fiore di Bach Centaury, che aiuta a ritrovare una propria centralità e a capire fin dove far arrivare gli altri nelle nostre scelte e direzioni. A questo fiore di Bach potrebbe essere utile aggiungere l’olio essenziale di Gelsomino sambac, per recuperare il piacere profondo della propria essenza creativa, per concedersi finalmente di essere se stessi e liberare il proprio eros, che è un’energia sacra, ed è la sorgente prima di ogni forma creativa e artistica.

Per utilizzare queste essenze e fiori possiamo farne uno spray, in genere in alcol alimentare a 95 gradi, con qualche goccia di essenza e fiore di Bach, valutando la quantità anche al naso, perchè l’intensità olfattiva dipende da noi. In generale le quantità di essenza vanno dall’1 percento al 10 percento sul totale, e davvero il naso qui deve decidere! Per i fiori di Bach, essendo un principio vibrazionale, se abbiamo le boccette madre, su uno spray da 30 ml di alcol ed essenze possiamo aggiungere dieci gocce di fiori di Bach. Anche qui l’esperienza diretta e individuale è fondamentale.

Ricordo che quand’ero piccola mia zia usava un profumo floreale, che sentivo spesso quando entravo nella sua camera. Mi piaceva molto, e lo trovavo ispirante, mi parlava. Così ne guardavo il flacone, un pò come se fosse un oggetto magico (e in fondo lo era). Quel profumo mi dava sempre delle sensazioni, e in pochi istanti mi “parlava” e trovavo delle risonanze con me.
Quando trovi la tua “miscela personale”, ti consiglio di versarla in un flacone che sia piacevole e bello, perchè ciò che ci ispira credo vada conservato con cura, è un atto d’amore verso noi stessi e diventa qualcosa di ispirante anche per gli altri.

E tu quali essenze o fiori usi per lasciare spazio alla tua creatività?

L’Arte della Mixology Aromaterapeutica: Quando gli Oli Essenziali Incontrano l’Eccellenza del Cocktail

“Senza naso non c’è gusto” – una verità che ogni professionista del beverage comprende profondamente. L’olfatto non è semplicemente un senso ausiliario nella creazione di cocktail: è il protagonista assoluto dell’esperienza sensoriale che trasforma un drink in un ricordo indelebile.

La Scienza dell’Esperienza Olfattiva

Le stimolazioni olfattive hanno un accesso diretto alla corteccia cerebrale, bypassando i filtri cognitivi che processano vista e udito. Questo significa che un aroma può creare ricordi più intensi e duraturi di qualsiasi elemento visivo o sonoro. Per il bartender professionale, questa conoscenza apre possibilità straordinarie: non stiamo semplicemente servendo un drink, ma offrendo un’esperienza che si fisserà nella memoria del cliente.

Metodologia Professionale per l’Integrazione Aromaterapeutica

L’applicazione degli oli essenziali nella mixology richiede competenza tecnica e comprensione delle proprietà. La distinzione fondamentale riguarda la sicurezza: esistono essenze certificate per uso alimentare e altre destinate esclusivamente all’aromatizzazione ambientale.

Creare un ambiente olfattivo

La creazione di un ambiente olfattivo professionale può far parte anche del bartending. Le essenze possono essere diffuse nell’ambiente del bar; gli agrumi per esempio danno benessere immediato. Per chi appare teso o sovrastimolato, alcune gocce di essenza di neroli possono portare a un rilassamento naturale.

Corso Profumi e Drinks Campari

Innovazione Professionale nel Settore Beverage

L’integrazione dell’aromaterapia nella mixology rappresenta l’evoluzione naturale dell’arte del cocktail. La mia collaborazione quadriennale con Campari Academy (2013-2017) ha dimostrato come questa metodologia non sia una moda passeggera, ma l’applicazione strategica di conoscenze millenarie per elevare l’esperienza del cliente da semplice consumo a trasformazione sensoriale consapevole.

Il bartender che padroneggia queste tecniche non serve semplicemente drink: crea esperienze che nutrono corpo, mente e spirito, distinguendosi in un mercato sempre più competitivo attraverso l’eccellenza dell’innovazione consapevole.