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Credere in se stessi: aromaterapia e ascolto delle propria intelligenza emotiva

Capita a tutti, a volte. Ti risvegli da un lungo sonno che non ti eri accorto di aver dormito. Scopri di aver fatto scelte che non erano tue, di aver seguito direzioni che non riconoscevi. Edward Bach aveva colto bene questo smarrimento, creando rimedi come Cerato e Scleranthus per chi perde contatto con la propria guida interiore.

Ma come ritrovare la bussola quando tutto sembra confuso?

Tre Alleati per la Chiarezza

Il Limone è forse la scelta più semplice, eppure straordinaria. Quando la nebbia interiore offusca le decisioni, questa essenza disperde le confusioni con la sua chiarezza cristalline. Annusalo durante il giorno – è medicina immediata per le incertezze.

L’Incenso (Boswellia sacra) funziona come timoniere millenario. Quando lo annuso, ritrovo l’asse verticale, quella sensazione di essere centrato e lucido. Non è caso che la resina d’Incenso accompagni le tradizioni sacre da sempre – aiuta gli esseri umani a non perdere se stessi. Una funzione simile a Wild Oat dei Fiori di Bach.

Il Vetiver ci riporta alle radici simboliche. Offre quella sensazione radicante che nella vita quotidiana è difficile da ritrovare, soprattutto quando passiamo ore immersi nella tecnologia digitale.

L’Intelligenza del Corpo

Ecco la chiave: il corpo sa. Il più delle volte ci perdiamo non perché non sentiamo cosa dovremmo fare, ma perché sovrascriviamo le nostre sensazioni con convinzioni apprese.

Pratica semplice: Ritagliati una pausa sensoriale. Chiudi gli occhi, respira profondamente. Se hai tutte e tre le essenze, annusale una per volta e senti quale ti chiama di più in questo momento.

Quella risposta istintiva? È la tua intelligenza del corpo che ti indica la strada.

Ritrovare la Rotta

Il corpo è guida eccellente, e gli aromi possono aiutarci a riscoprire questa risorsa profonda. Non si tratta di seguire ricette prestabilite, ma di imparare a decifrare il linguaggio delle nostre sensazioni.

La bussola interiore non è rotta – è solo sepolta sotto strati di “dovrei” e “si fa così”. Gli oli essenziali la riportano in superficie, dove può tornare a orientarci verso scelte autenticamente nostre.

Il conforto dell’aroma di Melissa e il canto di Orfeo

Nel mito di Orfeo la sorte di un matrimonio d’amore, quello tra Orfeo ed Euridice, è decisamente avversa: il giorno del matrimonio, Euridice viene morsa da un serpente e muore, entrando nel regno di Ade e Persefone e lasciando il suo amato in una profonda disperazione. Ma Orfeo è un cantore straordinario, la cui capacità melodica e vocale è insuperata: la sua lira è dono di Apollo, e la sua melodia vince ogni cosa. Così, forte di questo talento ricevuto in dono, Orfeo tenta la discesa agli Inferi, e supera ogni sorta di incontro: Caronte lo accompagna sulla sponda infernale, cosa che a nessun umano ancora in vita è permessa; supera l’ira di Cerbero, e ogni sorta di altra prova fino ad arrivare al cospetto di Persefone. Il mito qui ci dice che persino la regina dell’Ade è commossa da Orfeo – e il suo desiderio di riportare Euridice alla vita viene soddisfatto. Una concessione che dimostra la potenza di questo cantore dell’anima.

Orfeo però è un essere umano. Così, nella risalita dall’Ade, tenendo per mano Euridice, che non deve assolutamente guardare (unica regola imposta per l’uscita e il recupero della vita) Orfeo viene colto dai dubbi. Questa mano che sto stringendo, questa persona che viene con me, è veramente Euridice? Cioè è proprio lei la mia compagna? E’ proprio lei che mi completa e che mi apre al mondo? O questa mano è di qualcun’altro, così debole, così evanescente…e Orfeo, nel mito, si gira e la guarda. Potremmo dire “uno sguardo che vale una vita”, perchè Euridice immediatamente viene riportata agli Inferi, e non può essere nuovamente salvata.

Orfeo di Henri Martin
Orfeo di Henri Martin

Questo mito così tragico in realtà ci dona la possibilità di un finale diverso. Perchè ci chiediamo, cosa avrebbe potuto fare Orfeo, invece di voltarsi, quando venne assalito dai dubbi. Una delle risposte possibili è che Orfeo avrebbe potuto cantare. Usare cioè il suo talento più profondo, la sua vocazione, per ritrovare la strada, per sè e per l’amata.

E allora immaginiamo Orfeo che mentre inizia ad avere dei dubbi, sceglie il canto. Canta la sua melodia più bella, una melodia d’amore. E quella mano che tiene nella sua, così fragile, inizia a prendere vita. Sente sempre di più la mano di lei, la sua consistenza, il velluto della sua pelle, il calore del suo corpo. Orfeo canta ed Euridice prende vita. Ora sì che gli basta sentire soltanto la sua mano per essere certo che sia lei. E mentre stanno uscendo dal lungo cunicolo che porta fuori dall’Ade, incontrano il profumo della Melissa.

Un odore soave, citrino, confortante. L’essenza si sparge nella grotta e li accompagna verso la luce del giorno. Così quando escono, finalmente si guardano, possono abbracciarsi. Possono vivere un momento di quiete dopo tanto dolore e abbandono. Non sono più soli, Orfeo può dare il suo canto ad un altro essere umano, che sopporti con lui un dono divino (per nulla semplice da portare). Euridice nella sua fragilità riprende vita, e raccoglie delle foglie di melissa, che appoggia sul suo petto. Il profumo, l’energia di questa pianta con le foglie a forma di cuore la confortano. Esattamente ciò che la pianta di Melissa e il suo olio essenziale possono fare anche per noi. L’essenza ha profumo citrino, verde, inizialmente sottile e poi progressivamente prende corpo e ritmo. Questa essenza contiene, conforta, dona maggior quiete interiore, pacifica. Ideale quindi nei momenti in cui abbiamo bisogno di riposare, di sentirci accuditi, di recuperare una dimensione di dolcezza e sorriso.

Può essere una essenza “famigliare”, cioè da condividere con tutta la famiglia quando ci sono tante occasioni di stress e tutti hanno bisogno di un momento di quiete. Ottima nel diffusore di essenze, ne può bastare una goccia in un poco di crema o olio di mandorle da applicare sui piedi per un momento di luminoso relax.
Nel caso si siano difficoltà nel reperimento dell’olio essenziale, è possibile gustarla anche in formato tisana, e godere degli effluvi profumati della pianta fresca o secca.