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I tre Cumini in Aromaterapia: Oli essenziali di Cumino, Carvi e Olio di Cumino Nero

Quando in Aromaterapia si parla di Cumino, sembra di potersi capire facilmente, mentre in realtà si intendono spesso piante diverse. E’ proprio uno di quei casi in cui se ti dovessero dire “passami il cumino” potresti avere qualche dubbio…! Facciamo quindi un pò di chiarezza, dando uno sguardo ai tre Cumini, che in realtà sono piante  e prodotti derivati assai diversi.

Il Cumino propriamente detto è il Cuminum cyminum, originario dell’Asia occidentale, citato dal profeta Isaia e dal Vangelo, che ha una lunga tradizione d’uso che passa direi in tutte le epoche.

In Aromaterapia gli sono riconosciute qualità calmanti e sedative, rendendolo adatto a problemi di insonnia e stress; in realtà è molto più conosciuto per le sue qualità di tonico digestivo, aperitivo e carminativo.

Il nostro olio essenziale di Cuminum cyminum quindi potrà essere utile in diluizione in olio vegetale, per delle applicazioni locali su stomaco/pancia in caso di digestione difficile e gonfiori – tenendo presente che può dare sensibilizzazione cutanea, e quindi bisogna usarne dosi minime (una goccia in un cucchiaino d’olio vegetale) e verificare che non dia arrossamenti.

L’odore di questo olio essenziale in genere o piace o non piace; se ti piace potresti usarlo sempre diluito per un automassaggio ai piedi prima di andare a dormire.

Veniamo quindi al Carum carvi, spesso chiamato anch’esso cumino e che andrebbe almeno chiamato Cumino dei Prati per capirsi meglio.

Il Carvi è usato spesso per aromatizzare il pane e altri alimenti; anche ad esso vengono riconosciute proprietà digestive. L’olio essenziale va usato con cautela; gli vengono riconosciute proprietà mucolitiche e digestive – a questo scopo lo userei sempre nelle dosi precedenti, una goccia in un cucchiaio di olio vegetale, da applicare esternamente. Personalmente ne sconsiglio l’uso orale (se vuoi mangiare il Carvi prendi i semi!) .

Per guardare alla tradizione, Hildegarda di Bingen per esempio dice che il Carvi è moderatamente caldo e secco, e per questo fa bene sul piano respiratorio e in generale come equilibrante.

Nigella Cumino nero in Aromaterapia
Nigella, photo by Elena Cobez

Per completare arriviamo al Cumino Nero, cioè la Nigella sativa. Del Cumino nero spesso si usa l’olio vegetale ricavato dai semi, che è un ottimo integratore alimentare. Si può utilizzare come condimento delle verdure per esempio, per supportare il sistema immunitario. Questo olio ha svariati impieghi, ed essendo in particolare antinfiammatorio e antiossidante, può risultare utile anche come linimento per la pelle (funzione segnalata anche da Hildegarda di Bingen).  E’ un olio vegetale sconsigliato però in gravidanza.

Tutti questi oli – tra oli essenziali e oli vegetali – hanno odori caratteristici e un poco lontani da quanto utilizziamo in genere; detto questo, aggiungono sicuramente una nota aromatica sia alle pietanze (per l’alimentazione consiglio di usare la spezia stessa, non l’olio essenziale in questi casi) che ai preparati per il corpo, e vista la lunghissima tradizione a cui appartengono, sicuramente possono essere di supporto nella nostra vita quotidiana.

 

Solstizio d’Inverno: il Silenzio e il Buio che portano Luce

Sono giorni intensivi, spesso con momenti frenetici – presi da mille cose da seguire, si finisce facilmente in un girone difficile nonostante il Natale sia un simbolo di nascita e comunione.

In questi giorni personalmente sento la necessità di stare in silenzio. Un silenzio che è interiorizzazione, percezione di sè. Il calore e l’intimità della nascita di Gesù sono un simbolo che possiamo vivere anche in noi: il buio del Solstizio d’Inverno (momento di massimo buio solare – poi pian piano il Sole riprenderà a fare più luce) è capanna e contenitore per la Luce interiore, l’Anima, il sentire più profondo e denso. Laggiù c’è silenzio, comunione, e pace.

Molti di noi forse cercano questa pace, ma in fondo non sanno come trovarla. Può sembrare a volte impossibile, tanto siamo tirati da una parte o dall’altra. Pian piano però, con un percorso personale di ricerca e di  interiorizzazione possiamo “abbassare il rumore” nelle nostre vite. Rumore che può essere esterno, di persone che parlano, di auto che vanno, di ogni forma di suono che sia dissonante con ciò che siamo interiormente. A volte il rumore è anche interiore, di una parte di noi che “frulla” come fosse appunto un frullatore sempre acceso, e che non ha mai pace.

Corso di Profumeria Botanica sulle Spezie

Per iniziare a ritrovare il senso di pace e calore che sono uno dei messaggi del Natale, possiamo provare a diffondere l’olio essenziale di Cannella corteccia. Sì, è più aggressivo dell’olio essenziale di Cannella foglie, ma per chi ama il “sentore di cannella” tradizionale, direi che è imperdibile. Poche gocce nel diffusore (e possibilmente non in stanze in cui ci siano anche animali, che potrebbero soffrirne vista la loro sensibilità) ci portano una dimensione di calore, intimità, condivisione. La Cannella ci aiuta a recuperare un senso interiore in un momento diventato così dispersivo.

E’ tradizionale l’abbinamento Arancio dolce e Cannella: ottima idea, che potrebbe evolvere nell’uso abbinato anche dell’olio essenziale di Mandarino, o per chi ama i profumi celestiali, l’olio essenziale di Clementina. La dimensione del calore poi potrebbe essere accentuata magari dal Balsamo del Perù, una resina densa che porta con sè molte sfumature caramellate e scure.

Ti auguro un sereno Solstizio d’Inverno, e un Natale ricco di quella energia interiore che è sua e specifica, e che è il vero Dono che questo momento dell’anno porta con sè.